Oggi consiglio dei ministri a L’Aquila: 8 miliardi per la ricostruzione

Alessandro Biancardi

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Oggi consiglio dei ministri a L’Aquila: 8 miliardi per la ricostruzione
L’AQUILA. Attesa per la riunione straordinaria di oggi a Coppito del Consiglio dei ministri che varerà il “decreto Abruzzo” con le norme per la ricostruzione e lo stanziamento di denaro previsto dal governo. * ECCO LE MISURE DI PREVENZIONI E LE AGEVOLAZIONI DELL'ORDINANZA BERLUSCONI. * L’AQUILA ADESSO HA PAURA DI PERDERE LA SUA CENTRALITÀ

Secondo le prime indiscrezioni saranno stanziati circa 8,5 miliardi di euro. Il provvedimento, che è sotto la regia della presidenza del Consiglio e del ministero dell'Economia, è diviso in due parti: un primo capitolo riguarda l'emergenza e vale 1,5 miliardi, mentre il secondo contiene misure volte alla ricostruzione e vale circa 7 miliardi.
Non sono previste, sempre secondo quanto si apprende, nuove tasse né l'incremento delle accise.
Per le coperture dovrebbero dunque essere utilizzati il fondo presso la presidenza del Consiglio (che in tutto ha a disposizione circa 9 miliardi), quello Infrastrutture, nonché le risorse messe a disposizione dall'Inail e dalla Cassa depositi e prestiti.
«Per serietà e rispetto della Protezione civile e di tutti coloro i quali stanno lavorando in queste ore, non abbiamo fatto stime dei danni provocati dal terremoto in Abruzzo», ha detto il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi al termine del suo incontro con la commissaria Ue alle Politiche regionali Danuta Hubner.
«Abbiamo ribadito la totale pertinenza della lettera inviata dal ministro Scajola che la commissaria ha recepito e quindi abbiamo instaurato uno schema di lavoro, già avviato a livello tecnico, che permetterà di dare all'Abruzzo la risposta straordinaria, non paragonabile con altri eventi che ci sono stati», ha affermato il ministro.
Ronchi non ha voluto fare nessuna cifra neppure per l'entità dei fondi che potranno arrivare dall'Ue.


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BERTOLASO RIPRESA SARA' CRITICA

Ma nonostante arriveranno ben presto una montagna di soldi «la ripresa presenterà molte criticità, se non si manterrà alta, nel prossimo futuro, l'attenzione di tutto il paese nel sostenere e mantenere rapida la ricostruzione».
E' uno dei passaggi centrali di un messaggio che il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha inviato al convegno "Per un'Italia più sicura" organizzato dagli Amici della Terra.
Di fronte a situazioni come quella del terremoto in Abruzzo - dove «é bastata una magnitudo 5.8 per sconvolgere il tessuto edilizio» - «inerzia e rassegnazione non sono più accettabili», visto che «scienza e tecnologia hanno fatto passi considerevoli negli ultimi anni nell'ambito delle conoscenze di sismologia e ingegneria sismica», ha sottolineato Bertolaso.
Bisogna dare «avvio sollecito – ha aggiunto- a un'opera di prevenzione strutturale vasta e impegnativa, basata sul rafforzamento delle costruzioni esistenti e, ove sussistano le condizioni, di rinnovamento del patrimonio edilizio nonché sull'intransigente rispetto delle norme antisismiche per le nuove costruzioni».
Per Bertolaso «la lezione e' stata durissima, le dimensioni della catastrofe impressionanti, soprattutto tenendo conto che il territorio colpito fin dal 1915 e' classificato come zona sismica. Il terremoto del 6 aprile 2009 ha messo a nudo l'inadeguatezza sismica non solo degli edifici storici o semplicemente di quelli piu' vecchi in muratura, ma anche di quelli costruiti con criteri antisismici di 20-40 anni fa».
Il bilancio poteva essere ancora piu' grave se, come accaduto nel passato e come potrebbe accadere in futuro, il terremoto avesse colpito aree solo di recente classificate come zone sismiche.
La scienza e la tecnologia hanno fatto passi considerevoli negli ultimi anni anche nell'ambito delle conoscenze di sismologia e ingegneria sismica.
«Oggi non solo l'inerzia e la rassegnazione, ma neppure il lento procedere a qualche operazione di messa in sicurezza antisismica non sono piu' accettabili. Su queste basi», ha aggiunto Bertolaso, «possiamo dire che l'unica risposta che possiamo dare e' l'avvio sollecito di un'opera di prevenzione strutturale vasta e impegnativa, basata sul rafforzamento delle costruzioni esistenti e, ove sussistano le condizioni, di rinnovamento del patrimonio edilizio nonche' sull'intransigente rispetto delle norme antisismiche per le nuove costruzioni. Occorre un impegno costante della 'politica' nel senso piu' alto, un impegno che si mantenga tale al di la' dei cambiamenti dei governi, un progetto di lungo termine che persegua l'obiettivo di una progressiva messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico e privato, per garantire a tutti i cittadini la sicurezza di una vita non minacciata da crolli e devastazioni improvvise ed imprevedibili come quelle generate dai terremoti. L'obiettivo e' ambizioso – ha concluso - e minimale allo stesso tempo: potremo fermarci, in pace con la nostra coscienza, solo quando avremo assicurato al Paese quei livelli minimi di compatibilità delle nostre case, delle nostre scuole, dei nostri uffici, delle nostre fabbriche, dei nostri ospedali, del nostro ambiente, con l'elevata pericolosità sismica del territorio italiano».

23/04/2009 7.54

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ECCO LE MISURE DI PREVENZIONI PER LA RICOSTRUZIONE E LE AGEVOLAZIONI.

ROMA. Assoluta trasparenza di ogni fase dell'emergenza e della ricostruzione. E' quanto prevede, all'articolo 1, l'ordinanza 3757 della Presidenza del Consiglio con ulteriori disposizioni urgenti conseguenti agli eventi sismici che hanno colpito la provincia dell'Aquila e altri comuni della regione Abruzzo, pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale.
In particolare, è prevista la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, a conclusione dell'emergenza, di un elenco dei fornitori che sono intervenuti, comprensivo dell'oggetto della fornitura e dell'importo.
Ben più rigide le procedure per la ricostruzione, con un monitoraggio da parte delle forze dell'ordine delle imprese impegnate: «A tale scopo - recita l'ordinanza - è fatto carico a ogni stazione appaltante di comunicare la ragione sociale dell'impresa affidataria, i nominativi dei relativi titolari e degli amministratori, l'eventuale utilizzo di imprese sub-contraenti, con specificazione degli stessi elementi informativi, nonché le generalità complete di tutto il personale impegnato nella realizzazione delle opere e degli interventi commissionati».
I redditi dei fabbricati distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, perché inagibili totalmente o parzialmente per effetto degli eventi sismici, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini Irpeg, Irpef e Ici fino alla definitiva ricostruzione e agibilità dei fabbricati medesimi. L'esonero da Ici e Irpef, ovviamente, riguarda le seconde case: le prime sono già esenti dalle due imposte.
E poi viene prevista la proroga di un mese dell'indennità di disoccupazione per i lavoratori residenti nei comuni terremotati dell'Abruzzo per i quali l'indennità cessa entra il 30 novembre 2009. Ai lavoratori è riconosciuta una proroga di un mese della «stessa indennità con il riconoscimento della contribuzione figurativa».
La misura è contenuta nell'articolo 2 dell'ordinanza 3757.
Si parla poi di possibilità di occupazioni di urgenza o di eventuale espropriazione delle aree pubbliche e private occorrenti per l'esecuzione delle opere e degli interventi per l'emergenza terremoto in Abruzzo; possibilità di modificare i piani regolatori; il dimezzamento dei tempi per ottenere la valutazione di impatto ambientale; possibilità di avvalersi di società di progettazione di società di progettazione o uffici tecnici di imprese del settore sulla base di criteri di scelta di carattere fiduciario per la progettazione e la realizzazione dei "moduli abitativi".
Sono questi i principali poteri assegnati al commissario delegato per l'emergenza terremoto in Abruzzo, Guido Bertolaso «per l'espletamento delle attività finalizzate al superamento dell'emergenza».
Poteri previsti all'articolo 4, l'ordinanza 3757 della Presidenza del Consiglio con ulteriori disposizioni urgenti conseguenti agli eventi sismici che hanno colpito la provincia dell'Aquila e altri comuni della regione Abruzzo, pubblicata oggi sulla Gazzetta Ufficiale.
23/04/2009 7.46

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L'AQUILA ADESSO HA PAURA DI PERDERE LA SUA CENTRALITÀ

L'AQUILA. Per lunedì prossimo alle 15.00 la Provincia sta convocando tutti gli enti e le istituzioni locali di ogni tipo per programmare insieme, alla presenza del sindaco Massimo Cialente, la localizzazione fisica delle attività per i prossimi mesi.
«In questi giorni, numerose sono state le offerte di aiuto alla città, oltre che agli aquilani, e di questo siamo grati a tutti», ha spiegato il presidente della Provincia Stefania Pezzopane.
«Il timore», ha proseguito Pezzopane, «è che delocalizzando oggi, svuotando gli uffici, anche per motivi logistici e di emergenza, si possa materializzare il rischio di un decentramento effettivo, difficile poi da invertire quando le attività e le competenze si saranno radicate in altri territori. Troppo spesso il provvisorio diventa definitivo».
«Chi vuole rendersi utile – ha continuato il presidente – ci dia una mano a ricostruire qui tutto, edifici e attività, il prima possibile. La migrazione di uffici, sia pure temporanea, non aiuta, ma anzi ci complica il futuro».
Che si tratti di Agenzia delle Entrate secondo le ultime voci di corridoio, di altri uffici o beni come musei, pinacoteche e biblioteche, la Provincia vuole fare ogni sforzo per evitare di impoverire la città e per darle il più possibile continuità.
«Altrimenti se non è da queste risorse che ripartiremo, da cosa?», ha domandato Pezzopane.
«Non vorremmo che qualche sciacallo pensi di speculare sulla buona volontà e le buone energie di questi giorni. Sarebbe “un aiuto per la calata”, come dicono gli aquilani».
Il Presidente ha annunciato che nella riunione di lunedì si farà il punto sulle necessità immediate dei vari enti che parteciperanno. Si cercherà di individuare insieme delle soluzioni per tamponare l'emergenza e successivamente per una nuova organizzazione in attesa di tornare alla normalità, meglio di prima.
Ed è già certo, invece, che i dipendenti del Consiglio regionale torneranno al lavoro nei container. Sono state infatti predisposte 70 postazioni lavorative in alcuni prefabbricati installati nello spazio che si trova di fronte alla nuova sede del Consiglio regionale nel palazzo dell'ex-Gil.
Il Consiglio ha anche stabilito che in due di questi container vengano sistemati gli uffici dei gruppi consiliari, uno di maggioranza, l'altro di minoranza.
Il presidente della Commissione Bilancio, Emilio Nasuti, ha annunciato che nel giro di un mese e mezzo dovrebbero essere di nuovo a norma e quindi disponibili gli uffici di Palazzo dell'Emiciclo, dove tra l'altro sono ubicati i gruppi consiliari.
La vecchia sala consiliare di Palazzo dell'Emiciclo è già stata messa in sicurezza e vi si svolgerà la seduta del Consiglio regionale venerdì prossimo, la prima dopo il terremoto.

23/04/2009 9.22