Taormina:«Procura dell’Aquila "incompetente". Spostare indagini a Campobasso»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E’ un atto d’accusa degno del miglior Carlo Taormina quello che l’avvocato mediatico ha affidato sul caso Abruzzo. La procura del capoluogo abruzzese sarebbe colpevole –secondo lui- di omissioni di atti d’ufficio e per questo il procedimento andrebbe spostato a Campobasso.
«Perchè la procura dell'Aquila non ha sequestrato prima del sisma i 100 immobili per stabilire se potessero crollare? Non c'erano state scosse da quattro mesi e lesioni proprio alla casa dello studente?», si domanda l'avvocato ed ex senatore, ormai di casa in Abruzzo e difensore di alcuni indagati abruzzesi in processi locali.
Si ricorda, su tutti, il caso dei ricatti sexy dove l'avvocato difende il maggior indagato italiano, Ernano Barretta, accusato dalla ricca ereditiera tedesca Susanne Klatten di estorsione. Anche su questo fronte il legale ha promesso «scottanti rivelazioni» che riguarderebbero Lady Bmw.
Ma oggi l'avvocato va a gamba tesa sulla procura dell'Aquila e si domanda: «come fa ad indagare, quando le omissioni di atti d'ufficio potrebbe averle commesse essa per prima? Occorre trasferire subito il processo a Campobasso perchè solo questa procura può stabile se quella di L'Aquila ha commesso reati».
Secondo Taormina dunque il teorema è chiaro: bisognava intervenire prima, quando ormai c'erano sufficienti avvisaglie di pericolo e denunce anche da parte degli studenti.
«Molte», aggiunge, «possono essere, anche se tutte da accertare, le responsabilità della Procura dell'Aquila per la catena di omissioni di atti d'ufficio che potrebbe aver perpetrato».
«Quando sorgono sospetti sull'operato dei magistrati, deve indagare un'altra Procura ed in questo caso è Campobasso». Anche perché «nello svolgere l'indagine, la Procura de L'Aquila potrebbe agire per non far emergere le causali del disastro che avrebbe dovuto evitare intervenendo a tempo debito e quindi per coprirsi da pericoli di responsabilità penali e civili».
Ci sarebbe poi da considerare –sempre secondo il Taormina pensiero- che tra gli sfollati, per i crolli delle relative abitazioni, ci sono anche i magistrati ed anche per queste ragioni non può, per legge, essere la Procura de L'Aquila, ma quella di Campobasso, ad interessarsi degli affari di magistrati del distretto di Corte di Appello.
«Meglio intervenire subito piuttosto che impostare una inchiesta destinata a crollare sotto il macigno della incompetenza funzionale. A meno che non si voglia proprio questo, con vantaggio, da nessuno voluto, proprio della camorra che avanza».

23/04/2009 8.07