L’economia terremotata, provvedimenti in fase di studio

Alessandro Biancardi

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L’economia terremotata, provvedimenti in fase di studio
L’AQUILA. «L'Aquila deve diventare zona franca per dieci anni: è questa l'unica possibilità per rimettere in moto questa città». * L’ALTRA CRISI: QUELLA DEI FORNITORI IN ALTRE PROVINCE * CHIODI A BRUXELLES:«L’EUROPA NON FARA’ MANCARE IL PROPRIO APPORTO»
Ne è convinto Celso Cioni, direttore della Confcommercio L'Aquila, che ieri è tornato a rilanciare le proposta di qualche giorno fa.
«Sarebbe anche un modo – ha spiegato - per fare investimenti in questa città da altre zone».
Per diventare zona franca bisogna rispondere ad alcuni requisiti: alto tasso di disoccupazione ed elevato numero di giovani, ma conta anche il tasso di scolarizzazione e quello di occupazione. Tra i benefici, per le aziende neo costituite, c'é l'esenzione per i primi 5 anni dall'imposta sul reddito fino a 100 mila euro del reddito derivante dall'attività svolta; l'esenzione dell'Irap fino a 300 mila euro per ciascun periodo d'imposta del valore della produzione netta, nonché l'esenzione dall'Ici e l'esonero dal versamento dei contributi sulla retribuzione dipendente.
Per i secondi 5 anni l'Irap e l'Ici non sono esentati e i contributi arrivano al 60%.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, invece, ha detto di aver avuto dei contatti telefonici con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti a proposito delle misure da adottare per trovare i fondi per la ricostruzione in Abruzzo. Si starebbe pensando anche all'esenzione dell'Iva per gli sfollati.
Ieri, intanto, nel corso della conferenza Stato-Città svoltasi al Viminale le associazioni degli enti locali e le realtà territoriali abruzzesi hanno chiesto al ministro degli Interni Roberto Maroni, e al suo collega per le Politiche Comunitarie Andrea Ronchi, di creare le condizioni affinché l'area terremotata dell'Aquila possa usufruire dei fondi europei concessi dall'Obiettivo 1, «necessari per recuperare le attività produttive e sostenere nel modo migliore addetti e sfollati».
«Tra le altre richieste sottoposte ai ministri», ha spiegato la presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane, «figura anche un sostegno ai Comuni che hanno aiutato le realtà terremotate per far sì che i fondi erogati non vengano computati nel patto di stabilità. Il governo, ha aggiunto, è stato sollecitato anche per istituire nel più breve tempo possibile una zona franca urbana speciale per contenere il tasso di disoccupazione che ha colpito l'Abruzzo».
Un'altra richiesta, ha ricordato il sindaco di Varese ed esponente dell'Anci, Attilio Giordano, ha riguardato il rilancio del turismo nella costa abruzzese ed anche il posticipo delle attività amministrative dei Comuni abruzzesi, che hanno sostenuto l'area terremotata, per facilitare le procedure legate alle elezioni.
Il responsabile Mezzogiorno del Pd, Sergio D'Antoni si è augurato invece che il «il decreto-terremoto» non si traduca «nell'ennesima, imponente sottrazione di fondi destinati alle regioni del Sud». Se ciò accadesse «sarebbe verificata ancora una volta l'impostazione antisociale del governo, e in particolare del ministro Giulio Tremonti. Il quale dice di non voler mettere le mani in tasca agli italiani, ma poi fa pagare tutto alle famiglie, ai lavoratori e agli imprenditori più esposti agli effetti della crisi».
Per la Cgil invece è necessaria l' estensione della cassa integrazione ordinaria a tutti i settori merceologici e a tutti i lavoratori e alle lavoratrici, la proroga dell'indennità di disoccupazione (ordinaria, requisiti ridotti e speciale), di mobilità in scadenza nei mesi di aprile e maggio 2009.
In più per il sindacato bisogna «prevedere sostegno al reddito alle badanti, agli immigrati, ai lavoratori e lavoratrici con contratto di collaborazione o a progetto, dare un sostegno al reddito ai lavoratori autonomi e professionisti e sostegno a processi di emersione dal lavoro nero.

22/04/2009 8.26

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CHIODI A BRUXELLES:«L'EUROPA NON FARA' MANCARE IL PROPRIO APPORTO»

BRUXELLES. Il Presidente Gianni Chiodi,ieri in missione ha incontrato tra gli altri il rappresentante permanente d'Italia presso l'Unione Europea a Bruxelles, l'ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, a cui ha ribadito la necessità di un sostegno forte dell'Europa in favore delle zone colpite dal sisma.
E' stata inoltre confermata la visita ufficiale in Abruzzo di Danuta Hubner, commissario europeo alle Politiche regionali prevista per il 14 e 15 maggio nelle zone colpite, per esprimere la solidarietà dell'Europa alle vittime del terremoto e per valutare la gravità dei danni.
«A Bruxelles ho trovato grande disponibilità», ha detto Chiodi, «la Ue non farà mancare il suo sostegno. Stiamo lavorando a stretto contatto con la Commissione per far partire l'iter di utilizzo dei fondi comunitari. Abbiamo bisogno dell'aiuto dell'Europa e del Governo con linee di intervento efficaci e veloci».
L'occasione degli incontri è stata data dalla seduta plenaria del Comitato delle Regioni europee, che si è svolta con i rappresentanti degli enti locali e regionali dei 27 Stati membri dell'Ue.
Il Presidente Chiodi nel corso del suo intervento ha delineato il quadro dei danni provocati in Abruzzo dal sisma del 6 aprile scorso e ha sottolineato la necessità di ottenere subito aiuti comunitari per la ricostruzione e per arrivare in fretta ad un rilancio socio economico delle zone colpite.
La Regione Abruzzo, dunque, stringe i tempi per avviare la macchina degli aiuti comunitari destinati alla ricostruzione post-sisma.
Chiodi, infatti, a Bruxelles sta tenendo una serie di riunioni di lavoro proprio per sostenere l'urgenza dell'avvio delle procedure di finanziamento.
La commissione europea si è detta disponibile a concedere una proroga per i fondi Docup fino al 31 giugno 2010 per l'utilizzo di risorse ancora a disposizione.
C'è poi la disponibilità ad approvare una modifica del Por Fser. Si tratterebbe di una riprogrammazione destinata sia a interventi strutturali, sia alla ripresa socio-economica del comprensorio. Si sta poi valutando la possibilità di beneficiare di ulteriori stanziamenti con il fondo "solidarietà" dell'Unione europea.
22/04/2009 8.32

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L'ALTRA CRISI: QUELLA DEI FORNITORI IN ALTRE PROVINCE

ABRUZZO. Non ci sono solo le province dell'Aquila in difficoltà in questi giorni. I sono anche quei fornitori, che lavorano al di fuori del capoluogo ma che servivano le zone interessate dal sisma. Oggi la crisi colpisce anche loro.
Nessun provvedimento del governo si è occupato del loro caso, eppure ora rischiano seriamente il tracollo.
Sono le migliaia di imprese fornitrici delle aziende aquilane, soprattutto piccole e piccolissime, abruzzesi ma anche di altre regioni, che adesso rischiano di finire sul lastrico.
E' quanto scrive in una lettera indirizzata al Sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio Guido Bertolaso, al presidente della Regione Gianni Chiodi ed al Prefetto dell'Aquila, Aurelio Cozzani, il presidente regionale della Cna, Franco Cambi.
«Molte imprese fornitrici di aziende situate nelle aree colpite dal terremoto che ha devastato il comprensorio aquilano - scrive Cambi a proposito di questo dramma dimenticato - ci hanno sottoposto un problema importante che riguarda il pagamento delle loro forniture. Si tratta di una questione di vitale importanza, in quanto tanto i provvedimenti finora adottati e resi noti all'opinione pubblica (come il blocco dei crediti bancari e dei pagamenti di tasse e contributi) che quelli annunciati, riguardano solo le imprese colpite direttamente dal sisma; mentre, al contrario, non si prevedono misure compensative analoghe per i fornitori, che pure patiscono danni rilevanti da questa situazione. In questo modo si corre seriamente il rischio che molti di loro possano trovarsi in una condizione di fortissima difficoltà, fino a rischiare addirittura il fallimento». La Cna, dunque, chiede alle autorità in prima linea sul difficile fronte del sisma che ha colpito l'Abruzzo «l'adozione di misure urgenti a tutela delle imprese fornitrici, in modo da evitare alla nostra regione ulteriori danni e difficoltà, oltre quelli già causati dal devastante terremoto del 6 aprile scorso».
La Confcommercio di Chieti, invece, chiede di estendere le misure di sostegno statali anche a quelle imprese della provincia di Chieti che hanno subito danni in seguito al terremoto, ma che, ovviamente, non ricadono nei Comuni colpiti dal sisma per i quali il governo ha elaborato specifiche forme di supporto economico.
Lo chiede il presidente della Confcommercio provinciale, Angelo Allegrino. «Abbiamo avuto un incontro - ha detto dice Allegrino - con numerosi commercianti della nostra provincia, molti dei quali hanno subito danni in conseguenza delle scosse sismiche. Per questo credo sia importante che le istituzioni si attivino per sostenere anche queste attività, che non possono essere lasciate sole in un momento già di per sé difficile dal punto di vista economico».
C'è poi la Confartigianato che sta stilando in questi giorni un elenco degli artigiani dell'agroalimentare per fare in modo che la Protezione civile possa acquistare i prodotti locali per sfamare gli affollati delle tendopoli.
Una delle proposte è quella che «in ogni supermercato ci sia uno spazio con la scritta 'Compro aquilano', dove i consumatori possano scegliere di acquistare i nostri prodotti».
Il presidente Guerrini ha inoltre annunciato che ogni impresa associata, 520 mila in totale, donerà un euro che verrà destinato esclusivamente alle imprese abruzzesi, «perché nessun euro deve essere disperso».


22/04/2009 14.38