Le case del futuro, dalla tenda ai prefabbricati?

Alessandro Biancardi

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* TUTTE LE IMMAGINI  * INFO E NUMERI PER RENDERSI UTILI * LA MAPPA DEI LUOGHI COLPITI * INFO, NUMERI, SERVIZI PER GLI AQUILANI * LA MAPPA DEI TERREMOTI IN TEMPO REALE



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L'AQUILA. «Alloggi in 5 mesi». Sono continue e ripetute le promesse che arrivano quotidianamente dal governo sul problema di una sistemazione per il medio periodo per i 70mila sfollati.
Stamane il ministro Altero Matteoli ha però ridimensionato la cifra ipotizzata in un primo momento per la ricostruzione: 12 miliardi di euro. Secondo Matteoli è una cifra eccessiva e potrebbero bastarne meno.
Si rimpicciolisce la somma che dovrebbe servire per la ricostruzione e si potrebbero allungare i tempi: Matteaoli stamane ha un pò ridimensionato le parole di Berlusconi asserendo che sei mesi potrebbero non bastare.
Ieri la Regione –dopo giorni di puro panico tra gli aquilani ospitati sulla costa- ha firmato una intesa con gli albergatori per garantire risorse e pagare le spese anticipate proprio dai moltissimi hotel sulla costa.
Ogni sfollato costerebbe 30 euro al giorno e la Regione ha garantito la permanenza fino al momento in cui si potrà pensare ad un loro spostamento in una sistemazione più consona.
Intanto alcuni comuni dell'aquilano stanno entrando, sia pure a piccoli passi, nella fase della ricostruzione, affrontando il tema degli alloggi prefabbricati per superare le più scomode tendopoli.
Si è svolta ieri una riunione tra sindaci ed amministratori dei comuni di Acciano, Tornimparte, Lucoli, Poggio Picenze, Barisciano, Carapelle Calvisio e Fossa, nella quale si è parlato dell'uscita dall'emergenza proprio con il passaggio dalle tendopoli alle casette prefabbricate.
L'incontro si è svolto nella sede del gruppo Edimo, nella zona industriale di Bazzano, guidata dall'industriale Carlo Taddei, originario di Poggio Picenze.



Taddei ha presentato ai sindaci il modulo prefabbricato in acciaio o cemento progettato nei giorni scorsi: le prime casette saranno messe a disposizione dei dipendenti del gruppo Edimo.
«Stiamo pensando alla pianificazione individuando aree adeguate, non dobbiamo perdere tempo, l'estate è corta e le soluzioni vanno trovate – ha detto preoccupato il sindaco di Barisciano, Domenico Panone, -, il progetto della Edimo va preso in considerazione ma prima si deve vedere che cosa prevede il decreto della presidenza del consiglio. In particolare, bisogna verificare se si darà spazio all'imprenditoria locale o farà tutto la protezione civile».
Taddei ha sottolineato che «i sindaci si stanno muovendo per la pianificazione del dopo terremoto e noi vogliamo mettere a loro disposizione il progetto di alloggi prefabbricate in acciaio o cemento di circa 60 metri quadrati sicuri ed accoglienti».
Ma i problemi a cui deve far fronte la Protezione civile incaricata dal governo sono molteplici.
Intanto si parla di circa 3-4mila (alcuni parlano addirittura di 5 mila) alloggi che dovrebbero essere case prefabbricate in legno di ultima generazione e con molti comfort.
Il problema però è la disponibilità. Si starebbe effettuando a livello mondiale una ricerca di mercato ma pare che non sarà così facile riuscire a reperire un numero così alto di alloggi e forse il tempo potrebbero dilatarsi. In questi giorni sono molte le ditte che si stanno proponendo e vogliono mettersi a disposizione anche perché l'emergenza costa cara allo Stato.



Così è chiaro e legittimo che magari si spera che almeno siano a lavorare aziende locali già fortemente penalizzate dal sisma.
Si vedrà anche perché con le procedure di emergenza bastano pochi passaggi per decretare questa o quella azienda e le procedure di appalto sono totalmente diverse dalle tradizionali.
C'è poi l'apprensione che ruota intorno al progetto di New Town già criticato da più parti: nonostante il governo continui ad assicurare che vi sia già un progetto esecutivo, nessuno ancora è riuscito a vederlo e a capire bene di cosa si tratti.
Gli aquilani non vedono di buon occhio la nascita di un villaggio-borgo-ghetto-baraccopoli (tutte ipotesi finora possibili) che di sicuro farà bella mostra di sé per diversi decenni e che dunque potrebbe cambiare, e non poco, lo stato dei luoghi.
Ieri altra voce che è corsa tra le tendopoli è stata quella che voleva una ruspa già al lavoro per sbancare la zona dove dovrebbe sorgere la new town. Ed è stata nuovamente apprensione tra gli sfollati che hanno anche difficoltà ad informarsi da fonti ufficiali.
Al momento è in atto un braccio di ferro che potrebbe acuirsi nei prossimi giorni tra le istituzioni locali e la protezione civile ed il governo sulla procedura da adottare per la seconda fase e dunque per stabilire le regole della ricostruzione.
Quanto sarà imposto da Roma e quanto realmente potranno decidere gli aquilani?
Si vedrà. Intanto la tanto sbandierata trasparenza sulla ricostruzione e lo stato dell'arte ancora non si è vista.

21/04/2009 8.32