«La faglia di Paganica ha originato il terremoto»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Il terremoto dello scorso 6 aprile in Abruzzo ha causato in superficie un abbassamento del suolo fino a 25 cm nell'Aquilano.
Lo rileva l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Sulla base delle immagini dei satelliti italiani Cosmo-SkyMed, i ricercatori Ingv hanno osservato un abbassamento del suolo di 1,5 centimetri per fasce concentriche, per un totale di circa -25 cm tra L'Aquila e l'abitato di Fossa. Questo abbassamento, afferma l'Ingv, «é avvenuto durante il terremoto (deformazione co-sismica) ed è la risposta della superficie alla dislocazione sul piano di faglia in profondità».
Il terremoto del 6 aprile 2009, precisa l'Istituto, è il secondo che sia mai stato studiato con i dati dei satelliti italiani Cosmo-SkyMed; il primo fu il terremoto del Sichuan, in Cina, del 12 maggio 2008.
La frattura della crosta terrestre che ha originato il terremoto è stata individuata dai ricercatori. Il modello numerico delle osservazioni da satellite mostra che la faglia sismica dell'Aquila era già conosciuta.
Ricercatori dell'Ingv, rende noto lo stesso istituto, hanno misurato e analizzato i movimenti del terreno per identificare la sorgente sismica in profondità e valutare di quanto si siano dislocati i due lembi della crosta terrestre lungo il piano della faglia sismica.



Utilizzando le immagini dei 3 satelliti italiani Cosmo-SkyMed, i ricercatori hanno elaborato un modello matematico che mostra come il piano di frattura sia lungo circa 25 km e si immerga sotto la piana dell'Aquila inclinato di 50°, fino a 12 km di profondità.
Lo scorrimento della crosta terrestre lungo il piano di faglia ha raggiunto un massimo di 90 cm a 4 km di profondità.
La frattura, afferma l'Ingv, si è propagata dall'ipocentro del terremoto verso l'alto fino ad arrivare in superficie in corrispondenza del paese di Paganica.
A conferma di questo le squadre di geologi dell'INGV hanno trovato e misurato numerose fratture nel terreno per una lunghezza di circa 4 km, con aperture di alcuni centimetri. La faglia che ha originato il terremoto del 6 aprile, afferma l'Ingv, è quindi la faglia di Paganica, già riportata nella cartografia geologica a partire dagli anni '90.
I dati utilizzati per questa ricerca provengono dai 3 satelliti italiani COSMO-SkyMed, lanciati dall'Agenzia Spaziale Italiana negli ultimi 3 anni anche per il monitoraggio dei terremoti.

IL TERREMOTO DAL SATELLITE (AGENZIA ASI)



L'immagine qui sopra mostra l'intera area della città de L'Aquila: il colore verde indica le zone che hanno mantenuto lo stesso valore di ampiezza del segnale radar nell'immagine pre e post sisma, e quindi che non evidenziano cambiamenti significativi. In blu è indicata invece la differenza tra le due ampiezze: sono zone che hanno subito danneggiamenti più o meno significativi.


 


Qui sopra è visibile un dettaglio, ottenuto con la stessa tecnica, dell'area circostante la basilica di Collemaggio. La macchia blu visibile quasi al centro esatto dell'immagine indica la parte della basilica crollata dopo la scossa della notte tra domenica e lunedì.





Nelle immagini (qui sovrapposta, per facilitarne la lettura, alla localizzazione dell'area in GoogleEarth) sono visibili diverse frange colorate: ogni frangia completa (costituita da una successione di colori dal giallo al blu) corrisponde a uno spostamento del terreno di 15 mm causato dal sisma. Nell'area affetta dalle maggiori deformazioni sono state rilevate circa dieci frange, corrispondenti a circa 15 cm di spostamento del suolo.

21/04/2009 9.04