Creato il pool di magistrati che vigilerà sulla ricostruzione

Alessandro Biancardi

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ROMA. Un pool costituito da quattro magistrati della Direzione nazionale antimafia e' stato istituito questa mattina dal procuratore Piero Grasso.
Avrà il compito di vigilare sulla ricostruzione delle aree terremotate in Abruzzo ed evitare infiltrazioni mafiose negli appalti.
«I quattro magistrati del mio ufficio - ha detto il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso - sono disponibili per analisi preventive ed accertamenti che potranno essere utilizzati dal magistrato de L'Aquila e dallo stesso prefetto per evitare che i soldi della ricostruzione vadano a persone diverse rispetto a quelle cui spettano».
«Proprio questa mattina ho firmato il provvedimento - ha aggiunto ancora Piero Grasso - ci incontreremo con il ministro Maroni per vedere come impiegare il pool e mettere quindi a disposizione le nostre banche dati e l'esperienza del mio ufficio».
Per il procuratore nazionale Antimafia, e', dunque, necessario ora vigilare sulla ricostruzione per «evitare in futuro i processi» come invece e' avvenuto per il terremoto dell'Irpinia.
Per questo sono necessari dei controlli molto piu' approfonditi che non si limiteranno solo al «certificato antimafia» che spesso e' «raggirabile» e bisognera' individuare invece «i prestanome con macro indagini, intercettazioni o collaboratori di giustizia».
Il procuratore Grasso ha anche ribadito la disponibilita' della Direzione antimafia di sollevare dalle indagini antimafia gia' in corso i magistrati de L'Aquila per indirizzarli sulle indagini del terremoto.
«E' una sorta di pronto soccorso giudiziario - ha detto il procuratore Grasso - e su questo siamo disponibili».
Si tratta di un pool di quattro magistrati che lavorerà in stretto contatto con il Viminale e avrà l'obiettivo di effettuare analisi preventive e accertamenti per evitare infiltrazioni mafiose negli appalti per la ricostruzione del terremoto che ha colpito l'Abruzzo.
«Non c'é ancora un allarme ma una legittima attenzione - ha detto Grasso - perché vogliamo evitare che gli sciacalli delle case si trasformino in sciacalli delle casse dello Stato. Vogliamo che i soldi della ricostruzione vadano a chi ha diritto».
Tre uomini e una donna, tutti esperti di indagini sulla criminalità organizzata. Sono i componenti, secondo quanto si apprende, del pool di magistrati istituito questa mattina dal Procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso per monitorare gli appalti sulla ricostruzione del terremoto ed evitare così le infiltrazioni delle organizzazioni mafiose. Del pool, sempre secondo quanto si apprende, faranno parte i magistrati Vincenzo Macrì, Alberto Cisterna, Gianfranco Donadio e Olga Capasso.
20/04/2009 13.29

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SAVIANO, «LA MAFIA MINACCIA LA NUOVA VITA DELL'AQUILA»

L'AQUILA. Che ruolo avrà la mafia nella ricostruzione dell'Aquila dopo il terremoto? Roberto Saviano, scrittore 29 enne celebre per aver scritto il libro Gomorra ha le idee chiare.
E ha scritto quello che potrebbe accadere in un reportage dal titolo "La mafia minaccia la nuova vita de L'Aquila", pubblicato su Le Soir, il principale quotidiano belga di lingua francese.
«La maledizione del terremoto - scrive Saviano - non è soltanto quel minuto in cui la terra ha tremato, ma ciò che accadrà dopo».
Per lo scrittore campano «la paura per gli abruzzesi è quella di vedersi spacciare come aiuto una speculazione senza limiti nata dalla ricostruzione». Si ricorda dalle pagine del giornale belga anche quanto successo dopo il sisma di trent'anni fa in Irpinia, con «gli sprechi, la corruzione, il monopolio politico e criminale della ricostruzione. Ciò che è tragedia per la popolazione terremotata - sottolinea - per qualcuno invece diviene occasione, miniera senza fondo, paradiso del profitto».
Per lo scrittore anticamorra «l'unica cosa da fare è la creazione di una commissione in grado di controllare la ricostruzione».
Perché lo scenario è apocalittico: «progettisti, geometri, ingegneri e architetti stanno per invadere l'Abruzzo attraverso uno strumento che sembra innocuo ma è proprio da lì che parte l'invasione di cemento: le schede di rilevazione dei danni patiti dalle case. In questi giorni - spiega Saviano - saranno distribuite agli uffici tecnici comunali di tutti i capoluoghi d'Abruzzo. Centinaia di schede per migliaia di ispezioni. Chi avrà in mano quel foglio avrà la certezza di avere incarichi remunerati benissimo».
E da qui la certezza per lo scrittore dell'arrivo in Abruzzo della «avanguardia delle costruzioni in subappalto in Italia: i clan».
Del resto - sottolinea Saviano - «le famiglie di camorra, di mafia e di 'ndrangheta qui ci sono sempre state. Il rischio è proprio che le organizzazioni arrivino a spartirsi in tempo di crisi i grandi affari italiani. Ad esempio: alla 'ndrangheta l'Expo di Milano, e alla camorra la ricostruzione in subappalto d'Abruzzo».
E il reportage si chiude con una richiesta: «non permettete che la speculazione vinca come sempre successo in passato è davvero l'unico omaggio vero, concreto, ai caduti di questo terremoto».



RISCHIO INFILTRAZIONI MAFIOSE

Nei giorni scorsiil presidente della Regione Gianni Chiodi aveva detto che per l'Abruzzo non c'erano rischi di infiltrazione mafiose. In modo diverso la pensano il procuratore antomafia Piero Grasso, il primo a lanciare l'allarme, e il presidente del Senato Schifani. Per il secondo la mafia sarebbe già presente in Abruzzo e il rischio delle infiltrazioni nel momento della ricostruzione è più che tangibile.
La pensa allo stesso modo anche l'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris: «il rischio infiltrazioni delle mafie nel business della ricostruzione è reale. Chiodi non può ignorarlo, rimuoverlo o fare finta che non ci sia. Basta guardare al passato. Il problema dei finanziamenti europei per la ricostruzione non riguarda solo soldi che potrebbero finire nelle mani sbagliate, ma anche soldi che potrebbero essere spesi male o addirittura non spesi», avverte il magistrato.

20/04/2009 11.03