Berlusconi torna a Coppito. Critiche: «sta girando un reality»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Sarà la visita numero sette quella che compirà oggi il premier Silvio Berlusconi in Abruzzo dal giorno del sisma.

L'AQUILA. Sarà la visita numero sette quella che compirà oggi il premier Silvio Berlusconi in Abruzzo dal giorno del sisma. Il capo del governo dal 6 aprile scorso torna in regione per partecipare agli incontri con i responsabili dei soccorsi e per incontrare la popolazione colpita dal sisma.
La visita di oggi avviene all'indomani di importanti decisioni: la prima presa dal ministro del lavoro Maurizio Sacconi circa l'indennità di disoccupazione anche per i lavoratori autonomi e la disponibilità di 55 milioni per gli ammortizzatori sociali, la seconda è il decreto firmato dal sottosegretario Guido Bertolaso che contiene l'elenco dei comuni che hanno avuto danni dal sisma. Un elenco che ha suscitato le proteste dei comuni rimasti fuori, come Sulmona. Ma la stessa protezione civile ha fatto sapere che saranno compiuti ulteriori approfondimenti per, eventualmente, integrare la lista.
Ma critiche piovono dall'Italia dei Valori per le continue visite del premier. Il presidente dei senatori Idv Felice Belisario sostiene che Berlusconi «non riesce a comprendere che in Abruzzo non si sta girando un reality. La gente soffre per davvero e non bastano strette di mano e pacche sulle spalle per dimostrare solidarietà».
Per Belisario, «é il momento di concentrarsi sulle cose concrete, trovando subito i fondi necessari per la ricostruzione e per mettere in sicurezza case e infrastrutture per far riprendere al più presto l'economia e ridare serenità alla vita degli abruzzesi».
E il senatore chiede che il governo utilizzi i 1.300 milioni di euro pronti per lo stretto di Messina o risparmi i 400 milioni di euro con l'election day.
Ieri sui luoghi del terremoto è arrivato anche il capo dell'opposizione Dario Franceschini. Il leader del Pd è arrivato dall'Aquila a Castel di Ieri e qui ha pranzato con gli sfollati ospiti della tendopoli. Il tendone dove è stata collocata la cucina da campo e quello che ospita i tavoli, sono stati portati da Firenze dai volontari del Pd, inviati dalla Protezione Civile.
«Superata la prima emergenza bisogna guardare al futuro. Bisogna anche evitare di dire che tutto funziona bene», ha detto Franceschini. «Serve un'operazione di verità, non abbiamo avuto nessuna difficoltà a elencare le cose che funzionano, ma non si può dire che tutte le scuole hanno riaperto».
Anche il presidente della Puglia, Niki Vendola ha detto che bisogna occuparsi «di quello che accadrà quando il circo mediatico leverà le tende dall'Abruzzo. Quando si spegneranno i riflettori - ha aggiunto Vendola - allora dovremo andare continuamente a verificare che quelle popolazioni non vengano abbandonate, che le promesse vengano mantenute e le promesse devono essere non quelle di usare il dolore di una tragedia per fare nuovi business ma quelle di ricostruire le città così come erano».

18/04/2009 10.38