«50 i Comuni danneggiati dal sisma». 17 esclusi protestano: «inaccettabile»

Alessandro Biancardi

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«50 i Comuni danneggiati dal sisma». 17 esclusi protestano: «inaccettabile»
* TAJANI, SACCONI, I MILIONI DELL'UE E LE AGEVOLAZIONI  * DOPO IL DOLORE SI CERCA LA GIUSTIZIA * CONSIGLIO PROVINCIALE: «L’AQUILA RESTA IL CAPOLUOGO DI REGIONE»  * 4.870 CASE POPOLARI SGOMBERATE, «FERMARE I CANONI» * GLI STUDENTI TRA VOGLIA DI RIPARTIRE ED IL TERRORE
L'AQUILA. Sono 50 i comuni abruzzesi danneggiati dal sisma del 6 aprile. Lo ha stabilito il decreto firmato dal capo della Protezione Civile Guido Bertolaso.
La lista comprende tutti i comuni che sulla base dei dati della Protezione Civile in collaborazione con l'Ingv hanno risentito di un'intensita' sismica uguale o superiore al sesto grado della scala Mercalli, e che potranno usufruire dei benefici urgenti a sostegno delle zone devastate dal terremoto.



Della Provincia dell'Aquila sono stati inseriti Acciano, Barete, Barisciano, Castel del Monte, Campotosto, Capestrano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castel di Ieri, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequo, Cocullo, Collarmele, Fagnano Alto, Fossa, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, L'Aquila, Lucoli, Navelli, Ocre, Ofena, Ovindoli, Pizzoli, Poggio Picenze, Prata D'Ansidonia, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio ne' Vestini, San Pio delle Camere, Sant'Eusanio Forconese, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tione degli Abruzzi, Tornimparte, Villa Sant'Angelo e Villa Santa Lucia degli Abruzzi.
In provincia di Teramo Arsita, Castelli, Montorio al Vomano, Pitracamela e Tossicia. In provincia di Pescara: Brittoli, Bussi sul Tirino, Civitella Casanova, Cugnoli, Montebello di Bertona, Popoli e Torre de' Passeri.
La lista dei comuni è stata compilata sulla base dei rilievi macrosismici che il Dipartimento della Protezione Civile ha effettuato in collaborazione con l'INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

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L'INCREDULITA' DELL'ESCLUSIONE DI SULMONA

Questa mattina il consigliere di maggioranza Cristian La Civita aveva chiesto l'inserimento del Comune di Sulmona tra quelli colpiti dal sisma.
Poco fa, però, quando è stata ufficializzata la lista dei Comuni colpiti, si è appreso che Sulmona è rimasta fuori.
«Non si riesce a comprendere la natura e la logica con cui é stata elaborata la scala - afferma il geologo che collabora con il comune di Sulmona, Antonio Mancini - essendo la stessa lontana dalla Mcs (Mercalli Cancani Sieberg), o dalla Mcs modificata in quanto prevede valori decimali dei singoli step di misurazione. Una condizione che non permette una interpretazione né rigorosamente scientifica come la Richter né soggettiva e legata ai danni».
A Sulmona, in seguito alla scossa del 6 aprile sono stati dichiarati inagibili 27 fabbricati con 65 unità abitative; ci sono 200 sfollati più altre 300 persone dormono nelle tende perché hanno paura di rientrare a casa; 35 persone sono state ricoverate in ospedale e 17 negozi sono stati dichiarati inagibili.
«L'economia si è praticamente fermata in seguito al terremoto - afferma il sindaco Fabio Federico - ma soprattutto grazie all'azione terroristica che è stata messa in atto nei confronti della nostra città da chi, senza nessuna base scientifica, fa continue previsioni annunciando terremoti catastrofici e sciagure».
In città il Liceo classico "Ovidio" di Piazza XX Settembre è stato dichiarato inagibile Da lunedì, quindi, giorno in cui riprenderanno le lezioni, gli studenti del liceo classico saranno ospitati nell'edificio dell'Istituto d'Arte "Mazara". Il liceo scientifico "E. Fermi", invece, riaprirà regolarmente anche se risulta inagibile in alcuni spazi come palestra, aula magna e aula professori, mentre le aule degli studenti sono tutte perfettamente fruibili. Nessuna criticità per scuole medie, elementari e materne della città.

17 COMUNI PROTESTANO


Ma da quanto si apprende sarebbero almeno 17 i Comuni che pur essendo stati inseriti nella lista del Centro operativo misti (Com) 7 di Sulmona, protestano per l'esclusione dal decreto della Protezione civile.
Si tratta di Pratola Peligna, Corfinio, Raiano, Vittorito, Roccacasale, Secinaro, Molina Aterno, Campo di Giove, Sulmona, Roccapia, Villalago, Cansano, Pacentro, Introdacqua, Pettorano sul Gizio, Anversa degli Abruzzi, Bugnara.
L'esclusione dalla lista ha scatenato le vibranti proteste dei sindaci che si sono subito attivati per incontrare Guido Bertolaso con l'obiettivo di essere reinseriti tra i Comuni che hanno subito danni. «E' una cosa inaccettabile - afferma il sindaco di Pratola Peligna, Antonio De Crescentiis - siamo consapevoli che ci sono zone che sono state più colpite della nostra, ma come si fa a dire, che non abbiamo subito danni materiali quando ho un distretto sanitario chiuso perché inagibile, la maggior parte delle chiese chiuse e un santuario, quello della Madonna della Libera che ha subito danni ingenti, tanto che per la prima volta abbiamo dovuto annullare i festeggiamenti della Madonna. Per fortuna non ci sono state vittime, ma i danni alle strutture e all'economia sono stati davvero enormi».
Sulla stessa linea d'onda il sindaco di Raiano, Enio Mastrangioli che ha firmato 40 ordinanze di sgombero: «ci sono sfollati, ci sono case da demolire e le chiese sono totalmente inagibili».
17/04/2009 19.52

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500 MILIONI DALL'UE

L'AQUILA. Potrebbe essere superiore a 500 milioni di euro la somma che l'Unione europea è pronta a destinare all'Abruzzo per l'emergenza terremoto.
Lo ha annunciato Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea, in visita all'Aquila dove ha incontrato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e i vertici della Protezione civile nazionale.
Tajani con i rappresentanti istituzionali ha fatto il punto della situazione, spiegando che i fondi europei con destinazione terremoto Abruzzo potrebbero arrivare da due voci importanti: una relativa al fondo europeo di solidarietà, per il quale ogni anno viene allocata in bilancio la somma di un miliardo di euro, e l'altro dalla rimodulazione dei fondi europei già destinati all'Abruzzo nel periodo 2007-2013, per il quale già esiste uno stanziamento di 350 milioni di euro.
«La rimodulazione dei fondi europei per l'Abruzzo come fine del terremoto e l'erogazione di un contributo di 100-200 milioni di euro dal fondo di solidarietà porterebbe la somma pro-terremoto dell'Unione europea ad oltre 500 milioni», ha spiegato Antonio Tajani.
Il passaggio nuovo è rappresentato dal fondo di solidarietà per attingere al quale «lo Stato interessato deve presentare entro 10 settimane dall'evento una dettagliata e precisa relazione sullo stato dei danni e dei disagi sopportati dal Paese. La relazione – ha spiegato ancora Tajani – non è un semplice passaggio formale ma richiede un impegno e una precisione di dati dettagliati ed è per questo che la prossima settimana una task-force tecnica governativa andrà a Bruxelles per concordare modi, tempi e termini della relazione che dovrà poi presentare il governo nazionale». Discorso a parte merita poi l'eventuale inserimento della città dell'Aquila e provincia nell'Obiettivo convergenza, ex Obiettivo 1. Su questo punto Tajani ha parlato di «operazione non agevole, perché è necessaria un'ampia convergenza politica, fino all'unanimità, in sede di Consiglio europeo».

UIL PERNSA ALL'IRPEF

La Uil ha chiesto invece di sospendere per due anni sia la maggiorazione dell'Irpef regionale, che le maggiorazioni dell'Irpef di tutti i Comuni colpiti dal sisma.
Guglielmo Loy, segretario confederale Uil, Roberto Campo, segretario generale Uil Abruzzo e Pietro Paolelli, segretario generale Uil L'Aquila hanno chiesto di «congelare, per i cittadini residenti in queste zone, la maggiorazione dello 0,5% dell'Irpef Regionale e dell'1% dell'Irap alle imprese, aumenti, questi, scattati automaticamente a causa del deficit della sanità abruzzese. Così come a livello comunale, invitiamo a congelare le attuali aliquote dell'Irpef, deliberate da 63 Comuni, che nella provincia dell'Aquila ammontano mediamente allo 0,39%. In questo modo si potrebbero concedere benefici economici diretti, equivalenti a 135 euro annui medi per ogni contribuente residente in questi Comuni».
Si tratta di istituire una sorta di "Zona Franca", sul modello delle zone franche urbane già individuate con la Finanziaria del 2007, fornendo, in tal modo, benefici tanto alle famiglie quanto alle imprese.

PREOCCUPAZIONI PER L'ICI

Confedelizia ha lanciato invece l'allarme sull'Ici :«se non si cambiano le cose, i terremotati d'Abruzzo che non possono utilizzare i loro fabbricati perché inagibili o inabitabili dovranno versare entro il 16 giugno l'acconto dell'Ici».
La normativa nazionale, non derogata dalla gran parte dei Comuni, prevede infatti che l'imposta, per i fabbricati inagibili o inabitabili, sia comunque dovuta nella misura del 50%.
Confedilizia sottolinea la «paradossale situazione» e chiede in una nota che i Comuni delle zone interessate «adottino immediatamente delibere o modifiche ai loro regolamenti Ici per azzerare totalmente l'imposta per gli immobili terremotati».

AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE ABRUZZESI

Il vice presidente della Regione, Alfredo Castiglione, ha promesso un impegno formale per un Patto para-sociale Regione-Ministero per lo Sviluppo Economico, «per garantire , in tutte le attività legate alla ricostruzione e all'indotto, occupazione ai lavoratori delle aree colpite dal sisma».
Prosegue, infatti, a ritmo serrato, l'impegno per mettere a punto tutte quelle misure necessarie per far fronte alle conseguenze economiche provocate dal sisma, e per individuare tutte le possibili forme di sostegno alle imprese abruzzesi.
Nel pacchetto di richieste presentato dal vice presidente Castiglione figurano la proroga di altri 12 mesi del Docup in scadenza il prossimo 30 giugno, la proroga, per altri due anni, dei termini di scadenza di tutti i finanziamenti provenienti dal Ministero per lo Sviluppo Economico, oltre all'assegnazione di fondi specifici a sostegno degli Accordi di programma e dei Contratti di programma. E' stata rimarcata anche la necessità di sostenere tutti i settori attualmente in crisi: dal chimico al metalmeccanico, dal tessile-abbigliamento al tecnologico. Infine, si è ipotizzata l'istituzione di uno Sportello per le attività produttive che faccia assistenza alle imprese proprio nel cuore delle zone colpite dal terremoto, d'intesa con il Ministero per lo Sviluppo Economico e con Invitalia (ex Sviluppo Italia)



SACCONI: «800 EURO AL MESE PER LAVORATORI AUTONOMI»


Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, stamane all'Aquila per incontrare il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha annunciato un'indennità speciale di 800 euro in favore dei lavoratori indipendenti, commercianti, artigiani e liberi professionisti, che hanno perso il lavoro per effetto del terremoto.
Con il presidente, il ministro ha sottoscritto anche l'accordo per gli ammortizzatori sociali in deroga. «Per l'Abruzzo sono stati previsti 55 milioni di euro - ha chiarito Sacconi - e una serie di misure che andranno a rendere più agevole il ricorso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria».
Il Ministro ha spiegato che «l'accordo sottoscritto oggi è lo stesso che stanno sottoscrivendo le altre regioni dopo l'accordo del mese scorso in sede di Conferenza Stato-Regioni. In quell'occasione, per l'Abruzzo, l'accordo prevedeva lo stanziamento di ammortizzatori sociali in deroga di 26 milioni di euro. La somma, in relazione all'emergenza terremoto, è stata più che raddoppiata».
Sacconi insieme con il presidente Chiodi ha annunciato un «accesso più morbido e sensibilmente semplificato in favore delle aziende alla cassa integrazione ordinaria con erogazione immediata da parte dell'Inps senza alcuna previsione di acconto».
Stesso discorso per quanto riguarda la Cassa integrazione straordinaria: anche in questo caso è previsto un accesso più flessibile che prevede una dichiarazione più agevole dello stato di crisi da parte dell'azienda senza la presentazione di un piano di esubero del personale.


17/04/2009 13.18