Gli studenti divisi tra voglia di ripartire e il terrore di «quell’Inferno»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Mille e 830 studenti in età scolare in provincia di Teramo; 382 nel pescarese, 239 in provincia di Chieti e 90 nell'ascolano. * TERAMO: IL PUNTO SUI CONTROLLI NELLE SCUOLE

2.541 in tutto, come indica un primo censimento inviato al ministero, ma il numero nelle prossime ore, a conteggi dei Comuni conclusi, è destinato a subire ritocchi.
Tra qualche giorno poi si avrà un quadro più completo di quanti hanno chiesto di frequentare scuole di altre regioni italiane, dove si ritiene possano essere stati accolti con le famiglie presso parenti. Nel teramano, 832 sono i ragazzi aquilani in età da elementari, 454 da medie inferiori, 544 da superiori.
Nel pescarese prevale il numero di studenti delle superiori (175), seguono quello delle elementari (126) e delle medie (81).
Nel chietino gli studenti sfollati che potrebbero frequentare le elementari sono 115, 68 quelli delle superiori e 56 quelli delle medie; in provincia di Ascoli, infine, gli studenti sfollati sono una novantina in tutto.
In alcuni casi questi ragazzi "ospiti" hanno trovato accoglienza nelle classi sin da ieri, come avvenuto a Pescara, Montesilvano, Civitanova Marche.
In altri comuni, come Roseto degli Abruzzi, Silvi, Pineto, le lezioni sono riprese dopo le vacanze di Pasqua solo per gli studenti locali. Per gli altri si attende la prossima settimana, in modo da organizzare nel frattempo eventuali doppi turni o reperire altri locali.
Il terremoto poi ha causato danni anche in scuole di comuni dell'entroterra teramano, pescarese e chietino rendendo impossibile la riapertura odierna, prevista invece dal calendario scolastico. In altri comuni invece (Teramo, San Salvo, Vasto, Lanciano, Sulmona, Avezzano, Giulianova) si torna a scuola lunedì.
Tutti i docenti provenienti dalle zone terremotate di L'Aquila, e temporaneamente residenti lungo la costa abruzzese, si possono recare presso le sedi scolastiche più vicine alle loro attuali dimore per segnalare la loro presenza e l'eventuale disponibilità a facilitare azioni di accoglienza e di inserimento degli studenti aquilani nelle scuole delle località costiere o dovunque si renda necessario.

GLI UNIVERSITARI TRA PAURA E VOGLIA DI RICOMINCIARE

L'università dell'Aquila, invece, dopo la riunione del senato accademico sta lavorando per riuscire a riorganizzare il ritorno alla normalità. Sarà una impresa difficile perché le sedi centrali non esistono praticamente più e quella di Coppito è troppo piccola per ospitare tutti gli studenti.
Il rettore Di Orio, però, continua a lanciare messaggi di speranza sia al corpo docenti che agli studenti.
L'ultimo arriva da You Tube.



Il rettore parla direttamente ai giovani spronandoli a ricominciare. «Uniti», dice, «possiamo ricreare il clima giusto». L'Aquila non può perdere la sua Università, da queste parti lo sanno tutti, perché gli studenti erano una parte fondamentale dell'economia della città. Con i suoi anni di storia e tradizione, poi era riuscita ad imporsi nel panorama nazionale.
Ma sotto al filmato del rettore i commenti dei ragazzi evidenziano ancora la paura di ritornare a studiare lì.
«Anch'io mi trovavo quella notte a L'Aquila», scrive Angeloblu73, «...e quel rumore ce l'ho ancora nelle mie orecchie...io abito a Taranto e sono 15 anni che vado a L'Aquila...a casa di amici....non penso di ritornarci per adesso».
«L'università può ripartire, il problema sono le case», scrive invece eletto 666. «In tempi brevi non ce ne saranno materialmente di disponibili per gli studenti presenti e futuri».
Anacleto 8484 assicura che lui ci tornerà: «ero lì quella notte... non si sa come nè per quale motivo le mura e le scale di casa mia (a 2 passi dalla casa dello studente) hanno retto fino a quando sono riuscita a scappare...una volta aperto il portone sembrava la 3' guerra mondiale...immagini che non dimenticherò mai..ma accanto alla gente ferita che scappava, sirene, buio, polvere..e madri disperate che scavano con le mani..ricordo l'Aquila com'era prima..bellissima..torneremo.. torneremo appena possibile...»
«Adesso si deve pensare agli aquilani», scrive invece Giovanni.
«Credo che chi come me era li la notte del terremoto farà molta fatica a tornare», dice Sergiuus1, «anche perchè dove alloggeremmo? E poi il problema non sono tanto gli studenti iscritti ma quanti non si iscriveranno nei prossimi anni».
Romano 61 invece pensa che «tutti noi studenti non possiamo abbandonare in questo momento così delicato questa Università che ci ha accolto a braccia aperte e dove i rapporti umani sono ancora tali. Ora come ora ha bisogno del nostro sostegno e della nostra presenza».
Ancora terrorizzato, invece, Nicola: «è facile parlare come ha fatto il Rettore...ho ancora il terrore negli occhi ogni notte mi sveglio sento dentro di me il boato che ha accompagnato quella notte tremenda. No, mi dispiace io non penso proprio di continuare».
Sviesda tenta di dare la carica a tutti «Io non vedo l'ora di tornare...il mio cuore è lì...ed è lì che voglio ricominciare».
«Non credo che ricominciare come se niente fosse sia la soluzione», scrive Melimari83.......«secondo me si deve dare la possibilità a chi lo desidera di trasferirsi anche perchè bisogna rispettare soprattutto la tranquillità psicologica necessaria per dare il massimo».


17/04/2009 8.51

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I NUMERI DELL'EMERGENZA

LA SCHEDA. I numeri di questa emergenza sono imponenti: 12.268 uomini in campo tra vigili del fuoco (2.250), forze armate (1487), Polizia (647) volontari di onlus
(2.296) (guarda qui tutti i numeri).

33.306 gli sfollati nelle tendopoli smistati in 104 aree di ricovero. 4.534 le tende allestite, 52 le cucine da campo e 35 punti medici.
Il campo più numeroso è quello di Paganica, allestito nel campo sportivo (400 tende e un totale di 1.323 sfollati), quello più piccolo ad Ofena:
6 tende e 32 persone (guarda
tutti i numeri
) Le persone sistemate negli alberghi e nelle case private sono invece 25.401: 17.842 nella provincia di Teramo (196 alberghi e 1.009 case private), 4.123 in provincia di Pescara (66 alberghi e 97 case private), 2.076 in provincia di Chieti (in 98 alberghi) e 730 ad Ascoli Piceno in 9 alberghi.

L'Ospedale da campo situato in Piazzale Ospedale a L'Aquila e i 47 Posti Medici Avanzati -PMA- distribuiti su tutto il territorio hanno effettuato finora 3780 interventi e continua anche il lavoro degli oltre 100 psicologi e psichiatri dell'emergenza.

17/04/2009 9.00

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TERAMO: IL PUNTO SUI CONTROLLI NELLE SCUOLE

TERAMO. Proseguono le verifiche dei tecnici del settore Edilizia scolastica negli istituti superiori di competenza della Provincia.
Mentre le scuole superiori di Nereto, Giulianova e Roseto sono state già riaperte dopo aver riscontrato l'inesistenza di problemi, gli altri istituti sono in attesa del formale compimento delle indagini e della relativa comunicazione alle amministrazioni comunali interessate. La situazione è la seguente.
Ad Atri le verifiche sono state eseguite sia nel polo scolastico (liceo classico e istituto tecnico commerciale) sia all'Ipsia e da poco comunicate all'amministrazione, che dunque potrà decidere per la riapertura. Rimane invece chiusa la palestra a servizio delle due scuole, che necessità di approfondimenti per alcune lesioni esterne. L'impianto rimarrà chiuso anche la prossima settimana.
All'Itis di Sant'Egidio, invece, non si sono riscontrati problemi né nei locali di vecchia costruzione utilizzati dall'istituto né nella nuova sede e, dunque, si potranno riaprire le porte agli studenti.
In fase di ulteriore verifica l'istituto d'arte di Castelli, l'istituto tecnico per programmatori di Montorio e l'istituto Pascal di Teramo (qui nella prima visita sono stati riscontrati danni alle pareti divisorie dei laboratori).
A Teramo completati i controlli all'istituto per geometri Forti, che può riaprire con l'unica prescrizione che l'auditorium e la palestra devono essere tenuti sotto osservazione e per il momento saranno interdetti all'uso. Non sembrano tuttavia esservi danni strutturali.
Senza problemi anche l'Istituto alberghiero Di Poppa, per il quale le verifiche hanno dato esito negativo, e il Liceo artistico di Teramo, che non presenta danni di rilievo e dovrebbe riaprire.
Possono riaprire inoltre l'istituto magistrale Milli, l'Itis e il Liceo scientifico, dove ci sono lesioni non rilevanti all'ingresso che saranno riparate prima del ritorno degli studenti. Verifiche ancora da compiere, invece, per l'Istituto professionale per l'agricoltura di Piano d'Accio.
A Teramo sono ancora sotto osservazione e richiedono ulteriori accertamenti tecnici, infine, il liceo classico, il Comi e l'Ipsia.
Per fare il punto sulle scuole del capoluogo domani è previsto un nuovo incontro con il Comune di Teramo e le altre autorità, nella sede del Municipio.

17/04/2009 9.39