Recuperata la bolla del perdono, «è intatta»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Gli operai del Comune dell’Aquila hanno recuperato la Bolla del Perdono, il documento emanato da Papa Celestino V nel 1294, con la quale è stato istituito il primo Giubileo della storia. * SCOSSE SU SCOSSE, DAL TRAMONTO ALL’ALBA

La Bolla, che era conservata in un forziere all'interno della torre civica, è intatta.
Gli addetti del Comune sono penetrati attraverso una finestra della segreteria generale, salendo con una scala da piazza Palazzo.
Sono quindi riusciti a raggiungere la stanza blindata e a recuperare il documento che il Pontefice – poi santificato – proclamò dalla basilica aquilana di Santa Maria di Collemaggio, fatta erigere dallo stesso Papa quando era ancora il semplice monaco Pietro da Morrone Qualche giorno fa dalla stessa basilica di Collemaggio erano state recuperate le spoglie mortali di Celestino V.
L'autenticità della Bolla del Perdono, più volte messa in discussione nel tempo, fu confermata da papa Paolo VI che, nel 1967, all'atto della revisione generale di tutte le indulgenze plenarie, annoverò quella di Celestino V al primo posto dell'elenco ufficiale.
Insieme con la Bolla sono stati recuperati anche il bastone d'ulivo, con il quale un Cardinale apre la Porta Santa di Collemaggio per dare l'inizio all'indulgenza plenaria (che dura un giorno e che è annuale, dal 28 al 29 agosto), e la chiave della stessa Porta Santa. Sono questi i momenti più solenni della settimana di festeggiamenti che si tiene all'Aquila in occasione del Giubileo annuale e che prendono il nome di Perdonanza.
Gli addetti comunali che hanno proceduto al recupero della Bolla hanno descritto l'ala di palazzo Margherita che hanno percorso «assolutamente devastata».
La Bolla è stata riconsegnata al Sindaco nel piazzale della Scuola ispettori e soprintendenti della Guardia di Finanza ed è stata immediata portata in un luogo sicuro.
16/04/2009 8.28
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SCOSSE SU SCOSSE, DAL TRAMONTO ALL'ALBA

* LA MAPPA DEI TERREMOTI IN TEMPO REALE

L'AQUILA. La terra continua a tremare. Lo sciame sismico non si arresta. Solo nella giornata di ieri l'istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha contato 9 scosse. Nessuna ha fatto registrare danni a persone o cose.
Già questa mattina alle 7.44 ne è stata registrata una, magnitudo 3.2, epicentro Fossa e Lucoli.
Quella più forte, magnitudo 3.8 è stata registrata alle 0.43 di questa notte, epicentro nei comuni di Capitignano, Montereale e Campotosto.
Ma già dalla mattina di ieri i residenti della provincia aquilana sono stati risvegliati in modo brusco, come ormai fanno da parecchi mesi: precisamente alle 5.25 con una scossa di 2.6, epicentro Poggio Picenze.
Alle 13.44 ancora una, di magnitudo 3.0 tra Poggio Picenze e San Demetrio dei Vestini. Alle 14.44 un'altra ancora, magnitudo 2.5 registrata in Valle dell'Alento.
Anche il pomeriggio è stato piuttosto movimentato: alle 17.49 nuova scossa di magnitudo 2.7 con epicentro Tornimparte, uno dei comuni più colpiti dal sisma.
Alle 19.56 la sesta della giornata, di magnitudo 2.9, sempre stesso epicentro.
Alle 21 due scosse a pochi minuti di distanza, a nord dell'Aquila, epicentro il Lago di Campotosto quella delle 21.36 (3.2), poco più a sud la seconda alle 21.55 (3.0).
Nella notte, otto minuti prima dell'1 la scossa più forte, quella di magnitudo 3.8. Così la terra ha dato la buonanotte agli aquilani.

16/04/2009 8.27