Strade dissestate: 20 milioni di euro di danni

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. E' lunga, lunghissima, la lista delle strade dissestate a seguito del terremoto del 6 aprile scorso. Solo per la provincia dell'Aquila potrebbero non bastare 20 milioni di euro per rimettere tutto a posto. * LA SITUAZIONE NEI CAMPI DI TEMPERA E CAMARDA

E la Provincia annuncia: «non abbiamo i soldi».
All'appello non manca proprio niente: si va dai cedimenti strutturali agli sconvolgimenti delle scarpate stradali con crolli e distacchi di materiale lapideo dalle pendici di monte, crolli di ponti e cedimenti strutturali del piano viabile.
La struttura provinciale della viabilità nonostante il personale addetto sia per più della metà terremotato, compreso il dirigente, adesso sta facendo lo straordinario per garantire la viabilità necessaria per i soccorsi e per gli spostamenti dei cittadini.
Sulla strada provinciale 36 “Forconese” il ponte è crollato e si calcolano danni per 650.000 euro. Sulla strada regionale 17 bis “Madonna d'Appari” si è registrato un cedimento delle pendici rocciose: qui i danni non sono inferiori ai 3 milioni di euro. Sulla strada regionale 584 “Lucoli”, c'è stata la caduta di massi di ingenti dimensioni: i danni ammontano a 2 milioni di euro.
Sulla strada provinciale 30 “Cascina e 105 Monte Gabbia” il cedimento delle scarpate ha creato danni per 1 milione di euro. Cedimento delle pendici di monte, invece, sulla strada provinciale 32 “Lucoli Alto”: danni per 1,2 milioni di euro. 1,5 i milioni necessari per rimettere in sesto la strada provinciale 38 “Nuova Vestina”, dove si è verificato un cedimento delle pendici rocciose. 2 i milioni che serviranno invece per la strada regionale 261 “Subequana” e per la strada provinciale 40 “Bominaco”.
Serviranno poi oltre 6 milioni di euro per la viabilità intorno a L'Aquila e il rifacimento dei piani viabili.
Secondo una prima stima, però, la situazione è destinata ad aggravarsi a causa del perdurare dello sciame sismico.
La provincia, poiché allo stato attuale non ha le risorse disponibili, spera in un pronto intervento dell'autorità di Protezione Civile in quanto il collasso della trama stradale provinciale impedirebbe qualsiasi forma di attività, con grave conseguenze per il sistema dei soccorsi, per i cittadini e per gli imprenditori che in queste ultime ore stanno faticosamente, in mezzo a mille difficoltà, riprendendo le attività.
In provincia di Teramo, invece, dopo una lunga serie di controlli è stata disposta la chiusura di un tratto della strada provinciale 44 di Fano Adriano e l'istituzione di un senso unico alternato sulla sp 43 di Pietracamela.
Per il resto, stando all'esito delle verifiche non risultano danni di particolare rilievo sulla rete stradale.

15/04/2009 8.10
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LA SITUAZIONE NEI CAMPI DI TEMPERA E CAMARDA

TEMPERA. Da otto giorni anche Rifondazione Comunista si sta mobilitando per gli sfollati di Tempera e Camarda. Da sabato sera è attiva la cucina del partito e lì la Pasqua e la Pasquetta sono state un po' meno difficili.
Rifondazione al momento ha montato e gestisce, in coordinamento con la Protezione Civile, le cucine nei 2 campi di San Biagio (Tempera) e Camarda per circa un migliaio di sfollati.
Su Pescara sono stati attivati 10 magazzini per lo stoccaggio degli aiuti e da oggi se ne aggiungerà un altro da 1.000 metri quadri.
Almeno 40 volontari a rotazione si alternano a Pescara nei vari magazzini in turno dalle 8,30 alle 22 tutti i giorni compresi Pasqua e Pasquetta.
Sono stati attivati altri punti di raccolta nelle nostre sedi di Chieti, Teramo, Giulianova, Città S.Angelo, Cepagatti, Spoltore, Loreto Aprutino, Manoppello, Sambuceto, San Vito Chietino e in numerosi altri piccoli centri.
«Stiamo garantendo la presenza giornaliera di almeno 40/50 volontari sui campi», raccontano Marco Fars e Maurizio Acerbo, «dove operiamo. 8 furgoni ogni giorno fanno la spola tra i nostri depositi di Pescara e le aree del sisma rifornendo i nostri campi e anche le varie tendopoli dei piccoli centri. 3 furgoni si muovono sulla costa per rifornimenti agli sfollati negli alberghi o nelle case vacanze».
La sede regionale di Pescara sta funzionando dal primo giorno come centro di coordinamento, aperto dalle 8,30 fino a notte, raccogliendo richieste, segnalazioni, disponibilità solidali (numeri 085/66788 e 085/61106).
Finora sono arrivati circa 100 furgoni da ogni angolo d'Italia in tutte le ore della notte con aiuti raccolti dalle federazioni di Rifondazione, da associazioni e gruppi spontanei.
Centinaia di persone hanno donato viveri ed indumenti in questi giorni portandoli nelle sedi di Piazza Grue a Pescara.
«Abbiamo ricevuto decine e decine di lettere e mail di solidarietà da associazioni di ogni genere, dalle cooperative di ex detenuti agli ultras di varie città italiane», racconta Acerbo..
E i telefoni continuano a squillare: a più di una settimana dal sisma sono ancora centinaia le offerte di volontariato per le prossime settimane e la disponibilità di centinaia di posti letto – appartamenti e stanze in Abruzzo e nel resto d'Italia che stiamo smistando a chi ne fa richiesta.
E sono ancora tanti anche i materiali di cui si ha bisogno quotidianamente: «servono indumenti intimi nuovi», spiega Acerbo: «pigiami, slip, canottiere, reggiseni e calze. Poi ancora prodotti per l'igiene personale: pasta adesiva e pasticche per dentiere, spugne da doccia, sapone liquido, salviettine umidificate, dentifricio, spazzolini, schiuma da barba, rasoi, shampoo, assorbenti, detergente intimo, fazzoletti di carta. E poi ancora utensili per la cucina. Tra gli alimenti servano latte in polvere, caffè solubile».
15/04/2009 8.11