Sciacalli in azione, cinque arresti poi l'assoluzione. Controlli a tappeto

Alessandro Biancardi

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Sciacalli in azione, cinque arresti poi l'assoluzione. Controlli a tappeto
L’AQUILA. Nemmeno nel giorno dei funerali di Stato si fermano gli episodi di sciacallaggio.
Sono stati arrestati questa mattina quattro romeni bloccati dai carabinieri con refurtiva prelevata da un'abitazione a San Panfilo d'Orce, un paesino alle porte dell'Aquila.
Secondo una prima ricostruzione, sarebbe stata una badante romena ad organizzare il furto.
La donna non avrebbe restituito le chiavi dell'abitazione dell'anziano che assisteva ed avrebbe chiamato tre suoi connazionali: insieme sarebbero entrati nella casa, rubando oro e denaro contante.
Stavano per scappare, quando sono stati bloccati dai carabinieri che li hanno arrestati.
Poco dopo i carabinieri dell'Aquila hanno bloccato anche un complice dei quattro romeni
I primi atti di sciacallaggio si stanno registrando anche nei campi di accoglienza dove vengono distribuiti viveri, vestiario e altri beni di prima necessità.
In particolare nel campo di piazza D'Armi, uno dei più grandi, da questa mattina sono scattati i controlli sulle persone che chiedono viveri e indumenti perché fino a prima delle ore 10 soprattutto alcuni cinesi, romeni e marocchini sono stati sorpresi a portare fuori materiali a ripetizione inventando di volta in volta delle scuse agli operatori della protezione civile che gestiscono l'accesso.
«Questa mattina siamo riusciti ad organizzare i controlli - ha detto Angelo Costenaro della protezione civile di Marostica - Finora si era registrato il fenomeno che in particolare cinesi e romeni sono entrati e usciti più volte con montagne di merce. C'é il sospetto che qualcuno si stia arricchendo con questi stratagemmi perché sempre a mio avviso - ha continuato - credo che questi materiali poi vengano venduti fuori anche in altre città».
Dalle 10 di questa mattina le persone che hanno bisogno di materiale e viveri possono entrare nel campo e avranno la consegna solo dopo essersi registrati in una tenda dove è stata installato un ufficio accettazione nel quale devono essere rese note generalità, abitazione e condizione. A queste persone viene rilasciato una dichiarazione con la quale poi possono uscire dal campo di accoglienza. Per quanto riguarda i cittadini stranieri che non sono registrati tra gli sfollati del campo, gli stessi vengono prima invitati a farsi rilasciare permessi nella sede dell'Unitalsi. Secondo gli operatori della Protezione civile del campo di piazza d'Armi questo fenomeno sta caratterizzando anche gli altri centri di raccolta e di accoglienza.
E dalla Polizia postale del Molise è arrivato l'appello a diffidare dai siti internet che invitano a raccolte fondi per le popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto.
Il dirigente regionale della Polizia postale del Molise, Vincenzo Francario ha spiegato che in diversi casi, infatti, «si tratta di truffatori che sfruttano il particolare momento psicologico per lucrare sulle tragedie. La Polpost Molise - informa Francario - sta monitorando diversi siti alla ricerca di sciacalli delle rete. Per donare denaro rivolgetevi solo ai siti istituzionali»
10/04/2009 13.01

ASSOLTI PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE

Il processo a tempo di record: nella scuola della guardia di finanza che ospita anche il coordinamento dei soccorsi e che è diventata anche il quartier generale della giustizia, il loro arresto è stato convalidato. Quindi il processo con rito abbreviato. L'avvocato difensore, Gianluca Totani, ha sostenuto che i quattro stavano ripartendo dall'Abruzzo dopo che la badante dell'anziano, Elena Vicu, aveva deciso di allontanarsi. La donna, ha spiegato il legale, stava riprendendo le sue cose in casa prima di andarsene. Lo stesso pm ha chiesto l'assoluzione dall'accusa del tentativo di furto per tutti e quattro. Ed il giudice monocratico li ha assolti, dichiarando di non doversi procedere nei confronti della donna per la violazione di domicilio dell'anziano assistito perché l'uomo non ha presentato querela. Sei mesi sono stati però inflitti ad uno degli imputati poiché aveva una mazza da baseball in auto. Sventati sul nascere, invece, altri atti di sciallaggio, questa volta veri, scoperti nei campi di accoglienza dove si distribuiscono viveri e vestiario ai terremotati. Sono stati gli operatori della Protezione Civile ad accorgersi che qualcosa non andava. Nella tendopoli di Piazza d'Armi, la più grande dell'Aquila, erano stati scoperti alcuni cittadini cinesi, romeni e marocchini che portavano fuori dai cancelli materiali a ripetizione, inventando di volta in volta delle scuse con gli operatori che gestiscono l'accesso. Cibo e vestiti, è il sospetto della protezione civile, venivano poi venduti fuori del campo, anche in altre aree della città. A riferire gli episodi é stato uno dei responsabili della Protezione civile di Marostica (Vicenza), Angelo Costenaro, che ha fatto scattare controlli serrati.