Quelle crepe alla casa dello studente, «denunciate tante volte»

Alessandro Biancardi

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LA TESTIMONIANZA. L’AQUILA. La casa dello studente è una delle strutture nella zona centrale della città che non ha retto alla furia del terremoto di lunedì notte.






LA TESTIMONIANZA. L'AQUILA. La casa dello studente è una delle strutture nella zona centrale della città che non ha retto alla furia del terremoto di lunedì notte.Decine i ragazzi morti al suo interno, sepolti vivi dalle macerie. Bisognerà adesso accertare i motivi del crollo di una struttura su cui oggi infuria una tempesta di polemiche.
L'edificio, costruito intorno al 1965 si è spaccato in due tronconi. Un'ala è collassata di un piano perdendo mezza fila di camere, circa sei stanze, ognuna destinata a ospitare due studenti. Un'ottantina, in questi giorni, gli ospiti della struttura, che può raccoglierne circa centoquaranta.
Alla trasmissione Uno Mattina è arrivata oggi la drammatica testimonianza di Carmela una studentessa che viveva nella casa dello studente . Lei però si è salvata e il suo racconto oggi fa venire i brividi e apre una lunga serie di dubbi.



«Avevamo denunciato le crepe e lo stato di questa struttura assurda», ha detto Carmela al telefono, «non c'erano scale d'emergenza, non è mai stato fatto un piano di evacuazione».
La giovane studentessa ha raccontato che molti ragazzi che vivevano nella casa nei mesi scorsi si erano lamentati e avevano segnalato la presenza di «crepe anomale».
Ma dopo i controlli i tecnici hanno sempre detto che non c'era alcun problema.
«Nella camera 211, proprio nella zona dove la casa è crollata», ha raccontato ancora Carmela in modo concitato, «c'era una crepa che ogni anno veniva ristuccata. Quando alcuni amici che vivevano nella camera 210 lunedì notte sono riusciti a mettersi in salvo hanno visto che quella camera non c'era più. Era completamente crollata».
«Il 31 marzo», ha raccontato ancora Carmela, «quando in città ha fatto una scossa di magnitudo 4.0 e L'Aquila ha tremato in modo spaventoso, ci hanno evacuato per 10 minuti. Poi ci hanno fatto tornare dentro assicurandoci che era tutto tranquillo».



La studentessa ha detto anche che quando il 1° aprile il sindaco Cialente ha ordinato la chiusura di tutti i plessi scolastici «la casa dello studente è rimasta aperta perché giudicata agibile, sebbene non ci fosse un piano di evacuazione e non ci fossero scale esterne ma solo un'unica tromba interna». «Sono stata presa per stupida e per esagerata tante volte», ha raccontato ancora, «io però il 31 marzo ho dormito a Collemaggio con mio fratello, il mio ragazzo e alcuni amici. La mattina dopo, alle 8, ho fatto le valige e me ne sono andata. Anche le mie amiche che vivevano sul mio stesso piano sono andate via. E' rimasta solo una ragazza che lunedì notte si è salvata per miracolo perché dopo che è riuscita a fuggire le scale sono crollate».

a.l. 09/04/2009 10.12