La voglia di aiutare, Pescara si mobilita per il suo capoluogo

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il tam tam di messaggi sui cellulari e sui più famosi social networks hanno raggiunto ogni angolo della terra. E’ bastato un piccolo giro in alcuni centri di raccolta di beni di prima necessità a Pescara, per scoprire un mondo che c’è sempre, ma che nessuno conosce. * SEI FURGONI PIENI DI PANE VERSO PAGANICA

Dai grandi magazzini di stoccaggio, piccole stanzette, marciapiedi: tutto è buono per convogliare le buste piene di cibo e prodotti per l'igiene personale destinati ai terremotati. Dappertutto nella città, si vedono persone con i sacchetti della spesa che, quasi in processione, si recano nei centri di raccolta.
Il banco alimentare si trova in una zona nuova di Pescara (via Celestino V), tra strade e palazzine che pochi ancora conoscono. Ma non importa, dalle vie centrali ci sono tante indicazioni che conducono fin dentro al grande magazzino.
All'esterno, nel parcheggio, tante macchine parcheggiate e all'interno una dozzina di volontari pronti a sistemare quello che le persone portano alla spicciolata.
Tra i ragazzi che prestano servizio volontario ci sono anche studenti de L'Aquila che per puro caso quella notte non erano nel capoluogo.
«Verremo spostati in un altro ateneo», ha detto una ragazza che frequenta ingegneria. Sul tavolo il foglio dei turni pieno di nomi e contatti. «Io ero venuta a portare il mio contributo e sono rimasta ad aiutare», ci ha riferito una ragazza che ha continuato a dividere i beni anche mentre rispondeva alle domande. Sono bastati dieci minuti lì, per rendersi conto della massiccia presenza di giovani, che orgogliosi poggiavano sul tavolo quella piccola spesa. Magari studenti fuori sede anche loro, per i quali anche venti euro sono preziosi, ma loro tanti dubbi non li hanno avuti.
«E' stato un via vai continuo dalla mattina della grande scossa - ha assicurato Piergiorgio Greco, responsabile dell'ufficio stampa del banco alimentare- senza sosta la gente porta la roba, noi la carichiamo su un nostro furgone e la portiamo alla Caritas e ad altre associazioni. Solo ieri sono partiti almeno 2 furgoni pieni».
La mole di lavoro è raddoppiata o forse triplicata per il banco alimentare che di solito aiuta le famiglie disagiate consegnando i beni di prima necessità. I volontari in questi giorni sono raddoppiati: intorno ad una sessantina. E' stata approntata una segreteria permanente per rispondere al telefono e coordinare gli aiuti. «Quante persone non sappiamo, forse 200 o 300, ognuna portava una spesa il cui valore medio era di 20 euro», ha affermato Greco.
La gente ha portato di tutto, dall'acqua ai pelati, dai fazzoletti al tonno. Ora le cose che servono di più sono i prodotti per l'igiene personale e i cibi per i bambini piccoli.
Stessa identica scena alla Croce Rossa, a lato della Prefettura. Qui gli spazi sono più piccoli ed ogni angolo, ogni disimpegno è buono. Ma non basta per tutta la roba che è arrivata, quindi la si appoggia momentaneamente anche al muro esterno o direttamente nei carrelli dei supermercati. Ci sono tante buste che contengono coperte e cataste di bottiglie d'acqua dappertutto. L'associazione Terra Nostra, che riunisce alcuni commercianti di Porta Nuova, ha riempito un furgone e lo ha scaricato proprio davanti la Croce Rossa.
Tra i commercianti c'è anche un forno che ha panificato appositamente per i terremotati. «E' stata una cosa bellissima, tutta Porta Nuova si è mobilitata» ha riferito Gianluca Monaco, presidente di Terra Nostra. Un formicaio di volontari e gente comune che va lì per contribuire anche con una goccia, consapevole che è facile creare un mare. Ora, hanno detto dalla Croce Rossa, i beni di prima necessità sono sufficienti per un primo periodo, ma hanno bisogno soprattutto di biancheria intima, ciabatte e calzature.
All'improvviso un'altra scossa, erano le 19.42. Tutti i volontari si sono precipitati fuori dallo stabile. Ma dopo poco si sono rimessi al lavoro, devono caricare e partire. Ma subito arrivano le notizie che nel capoluogo la scossa è stata forte e lunga. Tra i volontari c'è chi è andato a L'Aquila quattro volte in un sol giorno. Sul marciapiedi, all'angolo di due strade, c'è una numerosa famiglia che aspetta di essere sistemata per la notte. Ma tra di loro c'è una ragazzina, Sabrina, che di case, cemento e colonne non ne vuole sentir parlare. Ha la fobia di avere sulla testa un tetto. Non sanno cosa è successo, non hanno visto la televisione nè letto alcun giornale. Ma preferiscono così, non vogliono vedere amplificato il loro dolore. Sabrina ha deciso: preferisce dormire in macchina e nessuno riesce a convincerla che la costa è sicura e che gli alberghi sono proprio lì.
Anche dopo la scossa gli aiuti continuano ad arrivare. Da ogni parte della regione e dell'Italia si può assistere alle stesse rincuoranti scene di solidarietà. Questa fotografia di Pescara è solo un piccolo tassello di un puzzle infinito che guarda al domani.
La paura e l'augurio di tutti, volontari e terremotati, è che «non ci si dimentichi della tragedia tra qualche giorno».
Manuela Rosa 08/04/2009 10.30

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SEI FURGONI PIENI DI PANE VERSO PAGANICA

PESCARA. Continua la mobilitazione degli albergatori, arrivano le iniziative nazionali di ottici ed edicolanti
La solidarietà di panificatori e commercianti abruzzesi aderenti a Confesercenti è già arrivata ai concittadini alloggiati nei campi di accoglienza.
Ieri mattina, infatti, un primo gruppo di sei furgoni carichi di pane e confezioni di acqua minerale è arrivato al campo sportivo di Paganica, dove sono stato consegnati ai punti incaricati di distribuire i pasti, e nelle strutture ricettive della zona che dalla notte di lunedì hanno accolto persone rimaste senza casa.
«Il mondo del commercio e dell'artigianato ha risposto con una rapidità ed una concretezza enormi», ha spiegato il direttore regionale di Confesercenti Enzo Giammarino, «in poche ore c'è stata una mobilitazione da parte dei piccoli imprenditori di tutta la regione e già questa mattina abbiamo potuto portare i nostri primi aiuti al campo di Paganica. Ma la solidarietà di Confesercenti non si ferma».
Un altro gruppo di panificatori di Confesercenti consegnerà infatti pane fresco anche nella giornata di giovedì, mentre continua a crescere la disponibilità delle strutture ricettive segnalate ad Assoturismo-Confesercenti: ad oggi sono oltre 4 mila le stanze messe a disposizione dagli alberghi associati attraverso il numero 085.4308309.
Anche altre associazioni di categoria aderenti a Confesercenti si stanno mobilitando.
Fenagi-Confesercenti, che organizza i rivenditori di giornali, contribuirà ad alimentare un fondo comune con le altre associazioni di categoria a favore degli edicolanti e della popolazione vittime del terremoto.
Ed il presidente della Fio-Confesercenti (Federazione ottici) ha chiesto alle aziende produttrici di mettere a disposizione degli ottici abruzzesi un significativo quantitativo di lenti a contatto di prova, da assicurare ai cittadini che hanno dovuto abbandonare le case per il sisma e che sono privi anche di questo ausilio visivo.
Il fronte della solidarietà è compatto e si sta pensando a tutti i particolari per rendere la vita degli sfollati un po' meno dura.

08/04/2009 10.31