Maria, 30 ore sotto le macerie: «ho fatto l’uncinetto»

Alessandro Biancardi

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LE STORIE. Il secondo giorno di ricerche è stato un giorno in cui speranza e disperazione si sono mescolate prepotentemente. Perché le storie di chi si è salvato, dopo tante ore di attesa sotto le macerie, ha ridato forza e ottimismo ai soccorritori al lavoro. Ma c’è anche chi è stato estratto ormai senza vita. * CONCETTA, LA STUDENTESSA SALVATA DA UN ARMADIO
Ines D'Alessandro, 98 anni, potrebbe essere una dei tanti terremotati simbolo di questa tragedia dalle proporzioni disumane. Lei nella sua lunga vita è sopravvissuta a due terremoti e ad un crollo. Lunedì notte nel suo appartamento all'Aquila ha rivissuto le stesse emozioni che provò nel 1915 quando il terremoto della Marsica devastò il suo paese, Castel di Ieri.
Ines ha raccontato all'Ansa la sua storia, quella di una bimba che, scampata al sisma del 1915, vide tre anni dopo morire due sorelline nel crollo improvviso della sua casa che era stata frettolosamente dichiarata agibile dai tecnici all'epoca del sisma.
La donna, ancora oggi non ha perso la sua forza e ha rivolto un invito a tutti «a fare presto per aiutare quelli che stanno soffrendo» e trova il modo di consolare chi ha perso tutto «ho lottato tutta la vita, adesso bisogna avere coraggio».
A Paganica invece Maria D'Antuono, anche lei di 98 anni, è stata trovata viva sotto le macerie a 30 ore dal crollo. «Cosa ho fatto tutto questo tempo?», ha chiesto ai cronisti che l'hanno avvicinata, «Ho lavorato, ho fatto l'uncinetto».
Maria, non si é persa d'animo, è stata portata giù dai pompieri alle 8 di mattina e dopo aver mangiato qualche crackers, lei che è rimasta tra i calcinacci, nel suo letto, ha chiesto «almeno fatemi pettinare!».
Ma c'è anche chi come Stefano Esposito, maresciallo del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Genova, ha perso l'intera famiglia nel terremoto in Abruzzo.
L'uomo, insieme alla moglie Valentina Berti, abruzzese, il figlio Andrea e la suocera Maria Berti, aveva raggiunto una localita' vicino a Onna per trascorrervi la settimana santa. La famiglia e' stata colta nel sonno dal terremoto. Le salme della moglie e del figlio sono state estratte dalle macerie. La suocera risulta dispersa. Il finanziere e' ferito in modo non grave.
E c'è anche la storia di Carmen e Maria, due giovani studentesse del Sannio, amiche dall'infanzia, unite anche nella morte. Le due studentesse universitarie condividevano lo stesso appartamento di una palazzina di cinque piani in via Campo di Fossa, nei pressi della sede del Consiglio regionale dell'Abruzzo. Carmen è stata trovata morta nel pomeriggio di lunedì ed è stata riconosciuta dai familiari grazie ad un orologio che indossava al polso regalatole dal suo fidanzato, mentre la sua amica Maria, a distanza di qualche ora, intorno alla mezzanotte, è stata trovata cadavere alla presenza dei genitori e del sindaco di Puglianello, Tonino Bartone, che aveva accompagnato il papà della ragazza, Lorenzo, assessore nella sua giunta nonché amico di vecchia data.
E nel pomeriggio di ieri lacrime di gioia e ricordi di paura, all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, per i primi 11 studenti israeliani sopravvissuti al sisma e rientrati in patria.
Accolti delle famiglie fra abbracci e pianti liberatori, sono arrivati con il primo volo utile da Roma dopo essere stati evacuati dal capoluogo abruzzese. Dietro di loro - raccontano - hanno lasciato distruzioni e 40 altri studenti israeliani, in parte della minoranza araba: iscritti come loro all'ateneo aquilano e al momento ancora ospiti di alloggi provvisori messi a disposizione della autorità italiane. Tutti salvi, tranne Hussein Hamada, un ragazzo originario della Galilea, che figura fra i dispersi, sotto le macerie della casa dello studente. Suo padre, Amir Hamada, un medico, è giunto all'Aquila nelle scorse ore, accompagnato dal console d'Israele a Roma, Ofer Mazar, e sta seguendo i lavori di scavo sperando ormai in un miracolo. «Mi sento semplicemente come chi è scampato a un terremoto - ha detto ai giornalisti Azbergah Ziyyad, 21 anni, di Lod (sud-est di Tel Aviv) -, è stato un inferno, mi sono salvato solo perché mi trovavo sotto l'architrave di una porta».

08/04/2009 9.43
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CONCETTA, LA STUDENTESSA SALVATA DA UN ARMADIO


«Quell'armadio si è messo fra me e il soffitto crollato, salvandomi la vita».
Sono le parole di Concetta D'Ovidio, una giovane studentessa di Lanciano che frequenta la Facoltà di Scienze della Formazione a L'Aquila.
La notte del terremoto Concetta era con le sue coinquiline in un appartamento di via XX settembre, proprio di fronte alla casa dello studente. Erano andate a letto da poco, anche a causa della paura per le scosse che c'erano state quella sera.
Il terremoto delle 3.32 le ha sorprese nel sonno. «Io ho fatto appena in tempo a rendermi conto di quello che stava succedendo – racconta Concetta – quando il soffitto ha iniziato a crollare. D'istinto mi sono accucciata, pensando che fosse la fine».
La fortuna ha voluto, invece, che durante il crollo l'armadio si andasse a incuneare tra Concetta e il soffitto, proteggendola dal peso dei calcinacci. Resasi conto che era viva ha preso il telefonino e ha iniziato a chiamare tutti i numeri che le venivano per la mente. E' stata salvata dopo tre ore dal primo gruppo di Vigili del Fuoco giunti a L'Aquila, che l'hanno estratta dalle macerie del suo appartamento di via XX Settembre quasi illesa. Trasportata al Pronto Soccorso dell'ospedale “San Salvatore” le hanno diagnosticato una lussazione a una gamba, una ferita alla testa e diverse escoriazioni.
I genitori di Concetta sono immediatamente partiti per L'Aquila e l'hanno riportata a Lanciano, dove è stata affidata alle cure dell'Ospedale “Renzetti”.
Ricoverata in osservazione per una notte, i medici hanno dimesso la ragazza che ora si reca presso il Pronto Soccorso del nosocomio cittadino per le medicazioni e per tenere sotto controllo la lussazione della gamba.

ALTRI FERITI NEGLI OSPEDALI DI LANCIANO E VASTO

Continua l'arrivo di malati e feriti negli ospedali della Asl Lanciano-Vasto. Questa mattina al “Renzetti” sono giunte altre 9 persone, di cui 3 con diagnosi di trauma cranico ricoverati nella stessa struttura, mentre le altre sono state trasferite a Casoli e Atessa.
«Per affrontare al meglio questa emergenza e dare il nostro contributo nel modo più efficace abbiamo organizzato un programma di assistenza diversificato per intensità di cura – spiega Antonio Caporrella, primario del Pronto Soccorso e punto di riferimento a Lanciano della task force istituita per questa circostanza - : fatta la prima valutazione clinica, tratteniamo nel nostro presidio i pazienti acuti, mentre quelli stabilizzati e i geriatrici che necessitano di degenza prolungata vengono trasferiti negli altri ospedali della nostra Asl. Lo stesso accade a Vasto. Nel nostro piccolo abbiamo organizzato un'assistenza a rete che ci consenta di lavorare tutti con efficienza, senza sovrapposizioni e utilizzando al meglio posti letto e risorse umane».
Sempre questa mattina è stato sottoposto a intervento chirurgico per la riduzione di una frattura all'avambraccio un bambino di 5anni giunto ieri al “Renzetti”, insieme ai genitori e a un fratellino più piccolo: «Siamo stati fortunati – racconta la madre, Giuliana Biondi – abitiamo a Tempera ma nella zona periferica dove sono state costruite molte case nuove, tra cui la nostra che ora è inagibile perché ha subito lesioni, ma per fortuna non è crollata. E' andata diversamente ai nostri compaesani che risiedevano al centro storico, dov'è andato quasi tutto distrutto. Dall'ospedale dell'Aquila ci hanno dirottati qui, dove abbiamo trovato assistenza e calore, ci hanno riforniti di tutto, e per questo vogliamo ringraziare il personale dell'ospedale e la Croce Rossa».
Le condizioni del bambino sono comunque e non destano preoccupazioni.
Più tranquilla la situazione a Vasto, dove sono giunti questa mattina altri 2 pazienti, che vanno ad aggiungersi ai 13 già ricoverati ieri, molti dei quali già dimessi. Nella giornata di oggi, comunque, si attendono altri arrivi, anche se sta cambiando in queste ore la tipologia dei pazienti: in calo la richiesta di assistenza per i traumatizzati, mentre aumenta quella per posti letto di medicina interna, riferita in special modo a pazienti affetti da pluripatologie, già stabilizzati.

08/04/2009 16.35