L’Abruzzo ferito: la notte, l'università, il carcere in difficoltà, le ricerche

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4767

L’Abruzzo ferito: la notte, l'università, il carcere in difficoltà, le ricerche
L’AQUILA. Quando il sole si spegne resta davanti una notte che sarà lunghissima, piena di disperazione e stanchezza. Una notte, la prima dopo il sisma, dove il terremoto si farà sentire ancora. * CI SI PREPARA ALLA LUNGA NOTTE * TUTTO IL MONDO SI COMMUOVE PER L’ABRUZZO * TUTTO SULLA GIORNATA DI IERI: FOTO, RACCONTI, STORIE * INFORMAZIONI, NUMERI UTILI, CONTRIBUIRE




La prima volta alle 23.57. Magnitudo 3.8 Richter. La seconda all'1.15, 4.8 Richter. E in piena notte trema così anche la costa abruzzese e la capitale. L'epicentro è stato localizzato nei comuni di Pizzoli, Parete, Catipignano e Cagnano Amiterno. Meno di mezz'ora prima alle 00:47 gli strumenti avevano registrato un'altra scossa di magnitudo 3.6 con epicentro i comuni dell'Aquila, Collimenti, Villagrande e Scoppitto.
Successivamente, alle 3:52 e alle 4:12 sono avvenute due scosse di magnitudo 3.
Nel frattempo le squadre dell'Ingv si sono messe all'opera per istallare sei nuove stazioni a pochi chilometri di distanza dalla zona in cui è avvenuta la rottura della faglia. Altre quattro stazioni saranno istallate nelle prossime ore.
Nella notte è salito anche il bilancio dei morti: 179, 40 ancora da identificare. 17 mila sono gli sfollati all'Aquila.
Le persone allontanate dai comuni della provincia sono 7.120 mentre più complessa è la situazione all'Aquila perché è andata perduta sia l'anagrafe sia i dati della Prefettura.

ONNA E PAGANICA, LA NOTTE NEL CAMPO

Sono andati avanti per tutta la notte i voli di evacuazione medica da parte dell'Aeronautica militare, mobilitata per l'emergenza. Un Ab 212 è decollato dall'Aquila alla volta di Pescara per trasferire nell'ospedale della città un ferito in imminente pericolo di vita. L'equipaggio, specializzato in questo tipo di operazioni, ha effettuato il volo indossando dei visori notturni.
I vigili del fuoco hanno fatto una prima stima dei morti ad Onna, una delle frazioni più colpite, epicentro del sisma devastante: 40 vittime. Un numero altissimo per una frazione che contava appena 250 residenti
Lì non sono mancate le polemiche per i ritardi nell'allestimento dei campi.
Molti hanno dormito nelle auto, parcheggiate nel campo sportivo del paese. Altri hanno invece trovato ricovero in una tensostruttura ed hanno improvvisato dei giacigli fra le panche che erano state montate per trascorrere la serata.
A Paganica, invece, dove si calcola che la metà dei cinquemila abitanti sia rimasto senza casa, la Protezione Civile ha allestito una struttura nel campo sportivo.
Circa 250 persone hanno dormito nelle tende montate nel campo, gli altri si sono divisi fra le auto e le panche dell'altra tensostruttura montata nel campo.
A Paganica, con la collaborazione dell'Associazione nazionale degli Alpini è stato organizzato anche un servizio di ristorazione che ha offerto una cena calda a circa 1.400 persone.



A L'AQUILA UNA NOTTE DI RICERCHE E SPERANZE

A L'Aquila una giovane donna viene estratta viva sotto le macerie di una casa crollata nel centro dell'Aquila, in via Sant'Andrea.
L'abitazione è ad un centinaio di metri di distanza dalla Casa dello studente, crollata interamente, in una zona dove molti appartamenti sono affittati a studenti. Ha avuto invece esito tragico il salvataggio di un'altra giovane avvenuto in serata a L'Aquila. La donna è deceduta poco dopo essere stata estratta dalle macerie. Aveva solo 24 anni.
Viene trovata morta sotto le macerie anche la badessa del convento di S.Amico nel centro storico dell'Aquila. Sale così a due il numero delle religiose decedute a causa del sisma, dopo il decesso per cause naturali, un infarto, della religiosa a San Gregorio nel crollo dell'istituto dove sono morte altre 4 persone. Un'altra suora risulta dispersa.
Dopo 23 ore ce la fa anche una giovane studentessa di 24 anni. Si chiama Marta. Ha i capelli neri sciolti sulle spalle, le lacrime agli occhi, la mano a stringere un pezzo di coperta, nelle orecchie l'applauso dei soccorritori dopo un silenzio lungo un giorno.
Marta in questa lunga notte diventa il simbolo della speranza. Dopo un giorno intero sotto le macerie è uscita viva da quell'inferno di pietre, tubi, calcinacci e vetri. L'hanno tirata fuori gli speleologici del soccorso alpino, dopo 5 ore di lavoro su quello che resta della palazzina di quattro piani in via Sant'Andrea.
«E' stato un salvataggio molto, molto delicato - racconterà Aldo, lo speleologo che le é stato vicino per tutto il tempo che i colleghi hanno impiegato per liberarla - c'erano travi pericolanti molto vicine. E poi dovevamo fare attenzione a non provocare crolli, mentre tentavamo di liberarle le gambe».
I soccorritori l'hanno trovata stesa sul letto: accanto, a meno di 20 centimetri dal suo corpo, una trave di cemento armato che si è staccata dal soffitto e che è stata la sua salvezza. Ha infatti evitato che sopra la testa e le gambe le finissero le altre due travi che sono cadute perpendicolarmente. La ragazza è rimasta così protetta e bloccata. Per tirarla fuori i soccorritori hanno smontato parte del letto in modo da abbassarlo e far così scivolare fuori le gambe. Studentessa di 24 anni della provincia di Teramo, Marta deva anche ringraziare Matteo, un ragazzo estratto dalle macerie dello stesso edificio alcune ore prima di lei. Appena uscito ha segnalato ai soccorritori che lei era incastrata là sotto e ha indicato il punto dove più o meno si trovava. Mentre l'applauso salutava Marta che tornava alla vita, accanto ai soccorritori un padre e una madre con lo sguardo perso e una coperta sulle spalle guardavano verso le macerie. «Nostra figlia è ancora là sotto - ripetevano ai soccorritori senza più voce - tiratecela fuori, per favore, tiratecela fuori».
Nella notte vengono recuperati anche i corpi di due molisani. Tra questi anche Ernesto Sferra, 80enne molisano, morto tra le macerie dell'abitazione della figlia con cui viveva a L'Aquila. L'uomo, originario di Carovilli (Isernia), aveva vissuto tutta la vita a Forlì del Sannio (Isernia).

Poi comincia ad albeggiare. Sta per cominciare un nuovo giorno. Di paura, di disperazione.

a.l. 07/04/2009 9.38

[pagebreak]

CI SI PREPARA ALLA LUNGA NOTTE

L'AQUILA. Comincia con le prime luci del tramonto una delle notti più difficili degli aquilani. A 16 ore dalla tragedia si continua a scavare, oltre 50 persone mancano ancora all'appello. I morti accertati sono 150, 2000 i feriti. Le tende vengono sistemate, tra la pioggia battente che rende tutto ancora più difficile.
Nel tardo pomeriggio cominciano a partire i primi pullman per la costa. La Regione Abruzzo ricorda che sono a disposizione oltre 10 mila posti letto in strutture alberghiere della costa adriatica.
Comincia a mancare anche la benzina. Iniziano i primi pesanti disagi nel capoluogo abruzzese devastato dalla scossa delle 3.30. Quattro detenuti in regime di 41 bis (il cosiddetto carcere duro cui vengono sottoposti esponenti della criminalità organizzata o terroristi) sono stati trasferiti dal carcere dell'Aquila in quello romano di Rebibbia.
Si tratta - secondo quanto si è appreso da fonti del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria - di tre presunti camorristi e un mafioso che per motivi di salute (alcuni hanno problemi cardiovascolari) era consigliabile portare in altri penitenziari, visto che nel capoluogo continuano a susseguirsi scosse di terremoto.
Tra i trasferiti non vi è però Salvatore Madonia, il più noto dei circa ottanta reclusi in regime di carcere duro, che all'Aquila sta scontando la condanna definitiva all'ergastolo per l'omicidio dell'imprenditore Libero Grassi.
Intanto nel carcere, dove in serata si è recato il capo del Dap, Franco Ionta, continuano le verifiche sull'agibilità della caserma che ospita gli alloggi dei poliziotti penitenziari (circa 200 agenti, ai quali se ne devono aggiungere un'altra cinquantina del Gruppo operativo mobile): se infatti la struttura detentiva non sarebbe stata lesionata, la caserma ha subito danni.



Col passare delle ore si riducono a 25 le utenze rimaste senza elettricità a L'Aquila e dintorni rispetto alle 15.000 disalimentate in mattinata a scopo precauzionale su indicazione della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco.
La rete di distribuzione del gas e gli impianti di produzione idroelettrici ed eolici non hanno subito danni. Inoltre, sono arrivati a L'Aquila da Avellino e da Piacenza i mezzi Enel con 33 gruppi elettrogeni in grado di fornire energia a tendopoli per 10.000 persone, come richiesto dal coordinamento per i soccorsi.

Tra i dispersi ci sono anche alcuni studenti. Sotto le macerie della casa dello studente ci sono anche giovani e giovanissimi. Per i loro cari sarà una notte di speranza.
«Le facoltà umanistiche che si trovano nel centro storico della città sono completamente inagibili; sia il Rettorato, situato in uno splendido palazzo del '500 sia la direzione amministrativa sono completamente inesistenti ormai».
A fare un primo bilancio dei danni subiti dall'università dell'Aquila è il rettore, Ferdinando Di Orio, che nel sisma della scorsa notte ha perso anche la propria abitazione.
«Crollata, distrutta, con tutti gli oggetti e le cose care che ognuno di noi conserva in casa», ha raccontato all'agenzia Ansa.
Ma poi torna a parlare nella sua veste professionale. «Le altre facoltà, ingegneria, medicina, scienze, quelle situate fuori dal centro storico, sono lesionate, moltissimo danneggiate ma stanno in piedi. Domani ho già preso appuntamento con i tecnici per le opportune verifiche. Diciamo che gli edifici non centrali sono messi male ma non malissimo».
Gli studenti che frequentano l'università dell'Aquila sono circa 27.000 e di questi metà sono fuori sede; 9.000 i ragazzi che frequentano le facoltà umanistiche.
«Bisogna vedere ora come aiutare tutti questi ragazzi a completare l'anno accademico. I miei studenti devono laurearsi, sostenere gli esami».
Di Orio racconta di aver avuto tanta solidarietà da parte dei colleghi.

SFOLLATI ANCHE NEL PESCARESE

Se nella provincia di Pescara non si sono registrati particolari danni arriva però in serata la notizia di uno sfollamento forzato a Pianella. Dodici famiglie residenti nel centro storico del comune pescarese, sono state sgomberate dalle loro case per la presenza di alcune lesioni.
Crepe e fratture nelle pareti giudicate potenzialmente pericolose, che necessitano di ulteriori indagini e rendono le case al momento inagibili.
I nuclei familiari hanno trascorso la notte nelle abitazioni di amici e parenti e questa mattina i tecnici del Comune, assieme ai vigili del fuoco, effettueranno un nuovo sopralluogo per valutare le possibili soluzioni.
Già lunedì il sindaco di Pianella aveva disposto la chiusura cautelare delle scuole cittadine per domani e mercoledì, mentre sono state interdette al pubblico tre chiese, San Domenico, Sant'Antonio e la Madonna del Carmine.

07/04/2009 9.17

[pagebreak]

TUTTO IL MONDO SI COMMUOVE PER L'ABRUZZO

L'AQUILA. Il mondo si commuove davanti alla tragedia che ha colpito l'Italia, davanti ai morti e alle distruzioni del terremoto.
E le Nazioni Unite si stringono attorno a chi ha perso tutto, dedicando un minuto di silenzio alle vittime.
Solidarietà e offerte di aiuto sono arrivate da tutto il mondo: dall'America alla Russia, dalla Francia alla Germania, dalla Serbia all'Egitto.
L'Onu e l'Unione europea si sono messe subito a disposizione. Una solidarietà mondiale che ha colpito e "confortato" anche il presidente della repubblica Giorgio Napolitano.
Le condoglianze degli Stati Uniti sono arrivate da Ankara, dove il presidente Barack Obama si trova in missione. Aprendo la conferenza stampa congiunta con il presidente della Turchia Abdullah Gul, Obama ha ricordato il terremoto, inviando all'Italia le condoglianze a nome dei due paesi.
E l'America ha anche messo a disposizione dell'Italia 50 mila dollari.
Il segretario generale dell' Onu Ban Ki-moon si è detto «rattristato» ed ha assicurato che l'organizzazione si è messa a disposizione delle autorità italiane.
L'Unione Europea ha immediatamente dato la disponibilità a fornire aiuti e dall'Italia è infatti arrivata la richiesta di accesso al fondo europeo di solidarietà per le catastrofi naturali. Messaggi di solidarietà sono giunti dal presidente della commissione Jose Manuel Barroso, dal presidente dell' europarlamento Hans-Gert Poettering e dall'alto rappresentante per la politica estera Javier Solana.
Dalla Francia è arrivata la solidarietà del presidente Nicolas Sarkozy, oltre alla disponibilità, espressa dai ministri degli esteri Bernard Kouchner e dell'interno Michele Alliot-Marie, a fornire tutto l'aiuto che si riterrà necessario: 100 pompieri sarebbero già pronti a partire. Anche il Belgio, come ha assicurato il vicepremier e ministro degli Esteri, Karel De Gucht, è pronto ad inviare aiuti, così come la Spagna che ha messo a disposizione squadre di soccorso e cani per la ricerca di persone rimaste sotto le macerie.
E per esprimere il cordoglio degli spagnoli, il re Juan Carlos ha contattato personalmente Napolitano.
La Russia è invece pronta a mandare i suoi specialisti per assistere l'Italia. Da Mosca sono arrivati al presidente Giorgio Napolitano e al premier Silvio Berlusconi i messaggi di condoglianze del presidente Dmitri Medvedev e del premier Vladimir Putin e un minuto di silenzio è stato osservato al museo Pushkin. Anche il premier Benyamin Netanyahu, che ha espresso le sue condoglianze a Berlusconi, ha assicurato che Israele è pronto ad inviare aiuti, se sarà necessario.
Messaggi di vicinanza e condoglianze sono giunti anche dalla Polonia che «si unisce -ha detto il premier Donald Tusk- al dolore delle famiglie delle vittime».
Dalla Serbia, con il presidente Boris Tadic, dal Kosovo con i telegrammi del presidente e del premier Fatmir Sejdiu e Hashim Thaci, dall'Albania, dove il governo guidato da Sali Berisha ha offerto un sostegno finanziario di 50mila euro per gli sfollati; dalla Romania, con messaggi del premier Emil Boc e del ministro degli esteri Cristian Diaconescu. Anche da Cipro e Malta sono giunte lettere di condoglianze. E poi ancora condoglianze sono giunte dal presidente dell'Egitto Hosni Mubarak e da quello dell'Afghanistan Hamid Karzai. Dal Libano, dove la cittadina di Baalbek, gemellata con L'Aquila, che si è detta pronta ad aiutare «in ogni modo possibile».

LA COMUNITA' ABRUZZESE IN ARGENTINA

La comunità abruzzese in Argentina e quelle delle altre regioni italiane hanno seguito per tutta la giornata le tragiche notizie del terremoto di stamani in Abruzzo alla radio e alla televisione e sui siti on line. «Siamo sgomenti» ha detto Walter Ciccione, presidente del Centro Abruzzesi di Buenos Aires, precisando che oggi i dirigenti dell'associazione si riuniranno per prendere delle iniziative «per esprimere una sentita adesione al dolore e allo sconforto dei nostri corregionali».
Molti abruzzesi hanno cercato di contattare telefonicamente i loro parenti delle zone colpite dal sisma ma, non riuscendoci, in preda all'apprensione, hanno chiesto ad esponenti dei media della comunità «l'elenco delle vittime».

07/04/2009 9.46