Il Governo assicura: «soluzioni rapide per tutti gli sfollati»

Alessandro Biancardi

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IL TERREMOTO IN ABRUZZO. «Gli sfollati saranno tutti sistemati in alberghi o nelle strutture che sono in corso di costruzione. Il tutto sarà fatto in tempi rapidi».
Lo afferma il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, parlando della situazione nel capoluogo abruzzese dopo il terremoto di questa notte.
Il titolare del Viminale ha poi spiegato che non ci sono problemi nemmeno per i feriti: «sono stati tutti trasportati nelle strutture delle regioni. I posti sono sufficienti - aggiunge -; il presidente dell'Abruzzo Chiodi si è mosso immediatamente e quindi dal punto di vista della sistemazione dei feriti non ci sono problemi».
«Adesso tutti i soccorsi si stanno dedicando alla ricerca di persone sotto le macerie senza sosta», ha detto Maroni.
«Siamo mobilitati 24 ore su 24 per seguire la situazione», ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi dopo la riunione di Unità di Crisi in seguito al terremoto di questa notte.
4.000 posti per ospitare le persone rimaste senza casa o che hanno la casa inagibile sarebbero già stati trovati negli alberghi lungo la costa abruzzese. Numerosi le strutture recettive aderenti alla Federalberghi che hanno dato la disponibilità ad ospitare i cittadini senza casa, in una gara di solidarietà che arriva da tutta Italia e non solo.
«Chi conosce L'Aquila sa che il bilancio dei danni sarà anche peggiore. Ora il vero problema sono gli sfollati: ma lo Stato farà la sua parte», ha detto il vicepresidente vicario dei senatori del PdL, Gaetano Quagliariello.
Conversando con i giornalisti, Quagliariello ha detto di essere sicuro che il Parlamento farà la propria parte. Quagliariello ha elogiato la macchina dei soccorsi che si è mossa «con efficienza e tempestività».
Quanto alla possibilità di incrementare le risorse per il dipartimento della Protezione civile, l'esponende del PdL ha invitato ad aspettare un bilancio meno provvisorio dei danni.
Nel primo pomeriggio è attesa la visita del premier Berlusconi.
L'Italia non ha chiesto "fino a questo momento" l'attivazione del meccanismo di assistenza internazionale, ma se sarà chiesto la Commissione Europea è pronta ad attivarlo immediatamente. Lo ha detto una portavoce dell'esecutivo europeo oggi a Bruxelles.
Il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini ha annunciato che dall'unità di crisi costituita presso il ministero delle Infrastrutture per verificare lo stato delle scuole in Abruzzo sono già partiti gli accertamenti e che ci sarà molta cautela prima di aprire gli istituti. "Noi - ha detto Gelmini, intervenuta a Milano all' assemblea della Confapi,- abbiamo già con il ministro Matteoli costituito un'unità di crisi presso il ministero delle Infrastrutture e siamo in contatto con il direttore scolastico regionale. Adesso é il momento dei soccorsi. E' chiaro che si dovrà fare una ricognizione dello stato in cui versa l'edilizia scolastica».
Il ministro ha quindi ricordato che una ricognizione era già in corso ma «era una verifica legata all'intesa raggiunta con regioni, province e comuni sulla sicurezza degli edifici. E' chiaro che andrà rifatto tutto e comunque staremo molto cauti perché, prima di aprire le scuole, andranno fatti molti accertamenti».
Alla domanda se a causa del terremoto verranno cambiati gli stanziamenti per la sicurezza delle scuole, Gelmini ha replicato: «E' chiaro che il terremoto in Abruzzo diventa una priorità. Con il presidente Berlusconi non escludiamo nulla. Purtroppo i numeri di questa tragedia non sono ancora chiari. Il governo ha dichiarato l'emergenza nazionale e ora sarà vicino a tutta la popolazione colpita dal terremoto».