Cialente ritira le dimissioni. L'opposizione furiosa: «una pagliacciata»

Alessandro Biancardi

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Cialente ritira le dimissioni. L'opposizione furiosa: «una pagliacciata»
L'AQUILA. Il ritiro delle dimissioni erano nell'aria. Nessuno in città aveva creduto in queste due settimane di tempo che il sindaco Cialente avrebbe messo L'Aquila in mano ad un commissario prefettizio.

E così oggi, dopo quello che lui ha definito «incontro positivo» con il sottosegretario Gianni Letta a Roma ci ha ripensato. Ha ritirato le dimissioni.

Lo ha già fatto formalmente, nonostante la domenica di riposo, consegnando l'atto relativo al segretario generale Vincenzo Montillo.

Sabato sera al termine del serrato confronto nel quale aveva chiesto invano alcuni cambiamenti nella governance del terremoto, il sindaco si è detto molto soddisfatto di aver ottenuto l'assicurazione del ripianamento da parte del Governo del bilancio del Comune con la somma individuata, carte alla mano, insieme tecnici comunali e del ministero dell'Economia, e di un maggiore peso sulla ricostruzione del tavolo di coordinamento di tutti i soggetti responsabili della ricostruzione.

Cialente ha suonato anche la carica: «ora deve partire la ricostruzione pesante per perché quella leggera da punto di vista burocratico é finita tra agosto e settembre scorso».

«La riunione del tavolo tecnico di martedì sarà decisiva - ha aggiunto - perché si dovrà chiarire ogni aspetto e stoppare le polemiche e le divisioni, ad esempio tra imprese e ordine degli ingegneri. Anche a costo di fare un confronto di 48 ore ci dobbiamo risolvere ogni problema e recuperare il tempo perduto».  

Cialente era esploso lo scorso 8 marzo in consiglio comunale. Aveva denunciato di avere al suo fianco una «pseudo maggioranza», a Radio Vaticana aveva sparato a zero contro la fallimentare politica della ricostruzione dall'alto  , aveva confessato di «non avere più la forza per andare avanti».

Poi il suo Pd si era ricompattato nonostante qualcuno avesse chiesto l'invio in città del prefetto Grabrielli.

E ora che è tornato sui suoi passi l'opposizione è furiosa. «Il sindaco chieda scusa alla città per la presa in giro a cui l'ha costretta ad assistere», chiede il consigliere comunale de La Destra, Luigi D'Eramo. «Il Pd abbia il coraggio di annunciare che Cialente non sarà il prossimo candidato Sindaco, cosi eviteremo che tra un mese riparleremo di crisi e dimissioni».

«La pagliacciata delle finte dimissioni di Cialente si è conclusa ma nulla è cambiato rispetto a 20 giorni fa», continua l'esponente de La Destra secondo il quale le dimissioni di Cialente avrebbero potuto «azzerare gran parte di quella classe politica aquilana non all'altezza della grande sfida che stiamo vivendo. Cialente l'ha voluta stringere a se, decidendo  di farsi utilizzare dai consiglieri di sempre, quelli che in cambio del loro voto in aula ti chiedono il dazio da pagare. E Cialente pagherà».
Per i consiglieri Magliocco e Santangelo (Pdl) «il ritiro delle dimissioni di Cialente sono una farsa: non aveva e non ha una maggioranza per continuare. Oggi, con quella stessa maggioranza (risicata) e qualche soldo in piú dato dal Governo si vogliono riproporre gli errori e gli orrori che hanno caratterizzato l'amministrazione di centro sinistra. Vedremo già da lunedí, data del prossimo consiglio comunale, e nelle prossime settimane, se Cialente avrà una maggioranza vera e in caso negativo se ne trarrà le dovute conseguenze».

«Il ritiro delle dimissioni di Cialente è un atto di responsabilità e un atto d’amore verso la città: lasciarla per un anno nelle mani del commissario sarebbe stato devastante e per questo ringraziamo Cialente», ha commentato invece il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci. «Le sue dimissioni» dice Paolucci «sono servite anche per denunciare con forza la situazione in cui versa la ricostruzione pesante anche a causa dei rapporti con la struttura commissariale. Il Pd continuerà a battersi a tutti i livelli – assicura il segretario regionale – affinché agli aquilani sia garantito il diritto ad una ricostruzione rapida, trasparente ed efficiente, affidata agli enti locali».

27/03/2011 20.00