I misteri di Ofena: puntellati edifici E dopo due anni dal terremoto

Alessandro Biancardi

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OFENA.  Certo è strano che un edificio venga puntellato 24 mesi dopo il terremoto. Certo può essere che le condizioni di stabilità dell’edificio si siano improvvisamente aggravate…così come conferma il sindaco.

Succede in pieno centro ad Ofena di fronte le case Ater dove subito dopo il sisma vennero sistemate alcune famiglie. In realtà in via Sant’Egidio, una stradina di poco meno di due metri, da una parte ci sono gli alloggi popolari abitati e di fronte un edificio classificato da subito E, dunque pericolante, e puntellato un paio di settimane fa.  

Nel paese però non sono passati inosservati proprio quei puntellamenti  che sembrano essere diventati il simbolo di qualcosa che proprio non va nella ricostruzione post sisma. Mentre nel resto del cratere c’è chi contesta che non sono partiti i lavori di ripristino e ristrutturazione e che tutto è fermo, ad Ofena addirittura si puntella oggi un edificio dichiarato pericolante nel 2009.

Quello che è certo è che proprio questi lavori seguono alcune denunce che sembravano essere cadute nel vuoto e portate avanti dal rappresentante dell’associazione degli allevatori, Dino Rossi, che aveva notato, studiando le carte della ricostruzione, un finanziamento della protezione civile girato al Comune per lavori che lui dice non aver mai visto fare.

E proprio Rossi aveva denunciato e poi criticato una inchiesta della magistratura che probabilmente finirà nel nulla con una archiviazione. Una inchiesta che però aveva certificato che alcuni puntellamenti (quelli fatti nell’immediatezza del sisma) erano costati anche sette volte di più della media.

Sempre ad Ofena, e sempre il tenace Rossi, aveva poi scoperto questo finanziamento per lavori mai fatti: ben 400mila euro per la sistemazione degli alloggi, fra l’altro nemmeno di proprietà comunale.

Il sindaco Anna Rita Coletti aveva spiegato che era tutto in regola ma il rappresentante degli allevatori non è parso soddisfatto della risposta del primo cittadino che apriva la strada a nuovi dubbi

Insomma incertezza su cosa sia stato fatto con quei 400 mila euro.

I PUNTELLAMENTI

Dopo tutto questo sono arrivati i puntellamenti ma pare che insieme a questi si sia nuovamente affacciata in paese anche la polizia giudiziaria. E’ probabile che la procura stia cercando le risposte ad alcune domande che per ora sembrano cadute nel vuoto.

«In paese si chiacchiera tanto e se ne dicono di tutti i colori sui nuovi puntellamenti», dice Dino Rossi, «c’è pure chi dice che sia dovuto allo spostamento dell’asse terrestre e così l’inclinazione di 10 centimetri abbia compromesso il fabbricato in Via S. Egidio, in pieno centro storico, dove insistono dei fabbricati di proprietà dell’Ater, utilizzati per il ricovero dei primi sfollati».

Ironia a parte, dei lavori pare se ne occupi una ditta di Pescara (ma si parla anche di un subappalto) ma il cartello del cantiere è stato esposto solo da pochi giorni e per giunta su una "postazione mobile" (un motorino).

«Dopo essere stato informato dell’esistenza del cantiere», dice Rossi, «mi sono recato sul luogo per un sopralluogo e rendermi conto ed ho visto la mancanza del cartello obbligatorio».

Secondo Rossi sarebbe ben strano il fatto non solo di puntellamenti così tardivi ma sopratutto il fatto che nei pressi dei ponteggi vi siano fabbricati abitati e frequentati, lo stesso vicolo è attraversato dai residenti più volte al giorno.

«E’ regolare il fatto che mamme e bambini debbano passare sotto i puntellamenti? Quali sono i motivi di questi lavori? E’ stata fatta una gara d’appalto? Io ho chiesto spiegazioni e documenti ma in Comune non sono propensi a fornire le carte allora spero che ci pensi la procura dell’Aquila facendo un buon lavoro e sopratutto spiegando i tanti misteri di Ofena».

 LE RISPOSTE DEL SINDACO E DEL VICE

Sulla questione abbiamo ascoltato il sindaco di Ofena, Anna Rita Coletti, e il vice sindaco, Marcello Palmeri, che hanno parlato di «situazione in piena norma».

«Non c'è alcun ritardo», ha assicurato Palmeri, «quell'edificio classificato E si trova sulla pubblica via e per una ulteriore sicurezza abbiamo preferito puntellare, visto anche il peggioramento dell'immobile a causa del maltempo».

«Siamo intervenuti per tutelare l'incolumità dei nostri cittadini», ha aggiunto il primo cittadino Coletti. «Non siamo intervenuti per anticipare i lavori di ristrutturazione, per i quali ci vorrà ancora molto tempo, ma per mettere in sicurezza gli edifici pericolanti».

Perchè dopo 2 anni?

 «Perchè abbiamo ricevuto le segnalazioni da parte dei cittadini. Ma lo abbiamo fatto tutelando le casse pubbliche. Per tre interventi abbiamo speso 95 mila euro» (come conferma l'ufficio tecnico) ed è stata eseguita «una regolare gara d'appalto» per l'affidamento dei lavori, come assicura il vice sindaco. (Della gara d'appalto non c'è traccia sul sito ufficiale del Comune che è carente in molte 

sezioni). E proprio il sindaco ci ha tenuto a ribadire, come aveva fatto in altre occasioni, «l'oculatezza dell'amministrazione pubblica» in questa fase post sisma: «a fronte di lavori per 310mila euro il mio comune ne ha spesi 123 mila e abbiamo ricevuto anche i complimenti della Protezione Civile». Non sono mancate frecciate a Rossi: «si faccia dare il titolo di rappresentante del Cospa perchè il segretario comunale glielo ha chiesto ma non ci ha dato nulla».

Per il sindaco, inoltre, proprio Rossi «sarebbe ignorante in materia di puntellamenti e ristrutturazioni» e lancerebbe accuse non veritiere: «chi è ignorante in materia», ha chiuso Coletti, «non dovrebbe trattare certi argomenti».

 23/03/2011 12.09