A L'Aquila striscioni anti premier: «Berlusconi non te fa revedè»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2892

L'AQUILA. Nella notte tra lunedì e martedì sono stati affissi su diversi muri della città striscioni rivolti al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

L'AQUILA. Nella notte tra lunedì e martedì sono stati affissi su diversi muri della città striscioni rivolti al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

«Berluscò non te fa revedé. 6.4.2011 niente sciacalli» recitano gli striscioni a firma del Comitato 3e32. Lo striscione fa riferimento ad una eventuale visita del premier durante le celebrazioni per il secondo anniversario del terremoto, che ha distrutto il capoluogo abruzzese, il 6 aprile 2009.

Il prossimo 6 aprile Berlusconi dovrebbe essere al tribunale di Milano per rispondere dei reati di concussione e prostituzione nell'ambito del processo sullo scandalo Ruby e quindi una sua visita in Abruzzo non sarebbe prevista.

Un altro striscione, posizionato anche davanti a palazzo Silone, sede della Giunta regionale, si ispira invece al poker e recita "All in, le mani sull'Aquila".

Come carte da gioco vengono raffigurati il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi (asso di fiori), il suo vice Antonio Cicchetti (asso di cuori), il sindaco dimissionario dell'Aquila, Massimo Cialente (asso di picche) e il capo della struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana (asso di quadri).

Nella carta del Joker compaiono invece l'arcivescovo metropolita, monsignor Giuseppe Molinari, e il vescovo ausiliare, monsignor Giovanni D'Ercole.

Gli striscioni hanno creato irritazione tra gli appartenenti al Popolo delle Libertà.

«Sarebbe ora che il Comune rimuovesse le scritte oltraggiose contro il premier», ha sbottato ieri pomeriggio il Consigliere regionale del PdL, Luca Ricciuti. «Mi chiedo se il fatto che permangano - ha continuato Ricciuti - non sia dovuto al probabile prossimo ingresso in giunta comunale dei rappresentanti dei Comitati cittadini. Un' Amministrazione si giudica anche dal rispetto verso i rappresentanti delle Istituzioni. In questo caso, al di là delle rispettive appartenenze e delle letture di parte - ha concluso il consigliere regionale - va dato atto al governo di essersi impegnato con determinazione sia nella fase post sisma garantendo assistenza e sostegno alle popolazioni del cratere, sia in questa complessa e delicata fase della ricostruzione. Pertanto, sarebbe un segno di sensibilità istituzionale rimuovere le scritte».

Sul sito del comitato 3e32, invece, si spiega: «Qualcuno deve averceli (i manifesti) rubati e poi li ha attaccati dappertutto! La campagna “jetesene alle case” è ufficialmente aperta. Se potete fateli girare, stampateli, spammatteli, incollateli!!!»

Intanto entro cinque giorni il sindaco Massimo Cialente dovrà decidere se ritirare o meno le proprie dimissioni.

La strada del ritorno sembra ormai certa sebbene anche ieri, con un ennesimo appello, il primo cittadino ha denunciato tutti i problemi da affrontare per sbloccare la ricostruzione che stenta a decollare.

23/03/2011 8.49