Cialente verso il ritiro delle dimissioni ma prima vuole incontrare il Governo

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il sindaco dimissionario dell'Aquila, Massimo Cialente, non ha ancora sciolto il nodo sul ritiro delle dimissioni, la cui scadenza è fissata per il prossimo 28 marzo.*LOTTA ALLE INFILTRAZIONI MAFIOSE, INCONTRO IN PREFETTURA

Eppure la sensazione che si respira ormai da molti giorni è che il primo cittadino sia orientato a ritirare la lettera presentata l'8 marzo scorso, dopo aver minacciato, il giorno prima in Consiglio comunale, di lasciare «perché non c'é più una maggioranza».

«Vedremo - ha detto stamane il sindaco prima di entrare a Palazzo dell'Emiciclo per sostenere la causa dei precari della Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila - prima voglio incontrare il governo che deve chiarirmi che cosa sta succedendo con la ricostruzione che è ferma. Poi andrò in Consiglio comunale e lì si deciderà tutto. E' chiaro che in questi giorni ho ricevuto grandissimi attestati di stima e inviti a continuare la mia azione politica».

Cialente ha spiegato che i problemi denunciati ci sono ancora e sono tanti e la paralisi del post terremoto non ha compiuto nuovi passi in avanti
«In due settimane a Fintecna sono state presentate 31 domande di finanziamento per il recupero di case 'E'. Questo vuol dire dimostrare con i numeri che è paralisi totale visto che ci sono state circa due domande al giorno a fronte della stima di 18 mila pratiche», ha denunciato oggi.

Cialente è tornato a chiedere con forza un incontro con il governo, in particolare con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, l'abruzzese Gianni Letta, per avere chiarimenti sui motivi per i quali la ricostruzione e il rilancio sociale ed economico dell'Aquila e del cratere sono fermi.

«Il mio è un autentico allarme - ha continuato il sindaco - sono bloccati gli edifici pubblici e anche i cantieri privati per i quali mediamente il processo di autorizzazione è di circa sei mesi. Che cosa devo fare per richiamare l'attenzione su questa gravissima situazione? Di chi è la colpa, dei cittadini, degli imprenditori, della governance, del Comune dell'Aquila? Sono mesi - continua Cialente - che cerco di capire che costa sta succedendo». Cialente ha sottolineato anche il fatto che «é stato bloccato il rilascio definitivo delle autorizzazioni a causa delle leggi retroattive che sono entrate in vigore».

22/03/2011 16.46

CHIODI: «ATTI CONCRETI NON PROCLAMI PER TRASPARENZA E CORRETTEZZA LAVORI»

«Condivido quanto sostenuto in questi giorni dal Sindaco dell'Aquila: evitare 'le mani sulla città' . Questa è stata anche, e sempre, la nostra preoccupazione. Ma le 'mani sulla città' possono esserci indipendentemente dal fatto che l'aiuto economico sia sottoforma di contributo o di indennizzo. La richiesta di modifica da contributo ad indennizzo è nata nella mia stanza, portata avanti con l'allora vice Commissario, ed è stata approvata con intesa generale in sede parlamentare».

Lo dichiara il Commissario delegato per la Ricostruzione, e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, in merito all'allarme lanciato da Massimo Cialente, su un paventato ritorno delle lobby affaristiche nei lavori post sisma.

«Per assicurare una ricostruzione il più possibile trasparente e rispettosa delle regole - osserva il Commissario - bisogna attivarsi tutti i giorni concretamente, magari rinunciando ad inutili e dannose polemiche. Da parte nostra abbiamo prodotto subito tutti gli atti necessari a garantire la piena correttezza nei processi amministrativi e in quelli di ricostruzione, nell’ambito di rapporti, che, con l’indennizzo, si sarebbero svolti tra privati (proprietari – progettisti – costruttori )».

22/03/11 18.30

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LOTTA ALLE INFILTRAZIONI MAFIOSE, INCONTRO IN PREFETTURA

L'AQUILA. Nella mattinata di oggi, presieduta dal prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato, e dal prefetto Bruno Frattasi, Coordinatore del Comitato Grandi Opere, si è svolta una conferenza sulla prevenzione delle infiltrazioni mafiose nella ricostruzione privata, cui hanno partecipato, i prefetti di Teramo e Pescara, i procuratori della Repubblica dell’Aquila e Pescara, magistrati della Dna, nonché i responsabili delle Forze di polizia delle tre Province del “cratere”.

La conferenza completa un ciclo di incontri avviati con il sindaci del cratere e tenutisi nel dicembre 2010 e nello scorso mese di febbraio, dedicati all’illustrazione del modello di prevenzione delle infiltrazioni mafiose e degli adempimenti che devono essere svolti dai Comuni.

Nel corso dell'incontro sono state definitivamente messe a punto e condivise le procedure operative elaborate alla luce delle esperienze maturate in occasione dei primi tre accessi ai cantieri dei lavori privati effettuati nella Provincia dell’Aquila a partire dal 28 febbraio scorso, dove sono state riscontrate come operanti imprese affidatarie di opere finanziate con contributi pubblici pari a circa 4.600.000 euro.

 In particolare, è stato definito un metodo di lavoro che muove dalle ispezioni effettuate dalle Direzioni del Provinciali del Lavoro e dei Reparti specializzati dell’Arma dei Carabinieri, e prevede lo svolgimento di mirate attività informative sulle imprese impegnate nei ciclo realizzativo dei lavori, nonché verifiche sul rispetto della tracciabilità dei flussi demandate alla Guardia di Finanza.

Nell’occasione è stato fatto anche un punto complessivo dei risultati ottenuti dal 2009 ad oggi nella lotta ai condizionamenti criminali nel processo della ricostruzione pubblica.

Tale attività, come è stato sottolineato, si è giovata di una reciproca e proficua collaborazione instauratasi tra la Prefettura dell’Aquila e l’Autorità Giudiziaria (Procura della Repubblica dell’Aquila e DNA) ed ha portato all’emanazione di 17 interdittive e 50 informazioni “atipiche”, nonché alla formulazione da parte della Procura di diverse proposte di misure di prevenzione patrimoniale.

Il bilancio tracciato evidenzia come i tentativi di condizionamento mafioso, costituiscono un fenomeno fortunatamente circoscritto, se rapportato al numero delle circa 1.800 imprese impegnate a vario titolo nell’esecuzione di appalti pubblici.

Nel corso della riunione si è evidenziata anche la necessità di intensificare, anche alla luce delle recenti iniziative di indagine sviluppatesi nelle Province dell’Aquila e di Pescara, l’azione per contrastare ogni ipotesi delittuosa finalizzata sia all’ottenimento indebito dei contributi per la riparazione degli immobili danneggiati dal sisma che a far lievitare artatamente i costi dei lavori.

E’ emersa, infatti, la condivisa opinione che simili delitti possano adesso costituire uno dei pericoli per il regolare sviluppo del processo di ricostruzione.

22/03/2011 16.46