Cialente vuole un incontro con Letta: «sta andando tutto male»

Alessandro Biancardi

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CIALENTE. «Alla vigilia del secondo anniversario della tragedia del 6 aprile 2009 c'é da denunciare un immobilismo totale».

Il sindaco dimissionario Massimo Cialente non si arrende e continua a denunciare quanto, a suo parere, non funziona.

«Tutto sta andando male, i ritardi sono gravissimi, e il prossimo 6 aprile è una data difficile da gestire per tutti. A me basta che il governo mi ascolti e mi dica come stanno le cose. Per questo ho chiesto un incontro urgente con il sottosegretario Letta».

Il sindaco entro il 28 marzo deve decidere se confermare o ritirare le dimissioni, ha chiesto nei giorni scorsi un incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Letta.

«Mi ha detto che mi avrebbe convocato - aggiunge -, ma forse non l'ha potuto fare per quello che sta succedendo in Libia».

«Penso si stia perdendo tempo per arrivare a rimangiarsi anche in Parlamento l'indennizzo ed optare per il contributo - denuncia Cialente -. Se no, non si spiegano i ritardi sulle case con i maggiori danni classificate E. Comincio a pensare siano quasi costruiti per un disegno preciso: far tornare le grandi lobby, una operazione sventata ad ottobre. Letta è persona per bene, ha appoggiato l'indennizzo, e saprà spiegarmi».

Il sindaco dimissionario, inoltre, chiede che al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi di porgergli le sue scuse perché «sono stato accusato di non spendere i fondi per il sociale da lui inviati ed ora scopro che ce li aveva il commissario Chiodi che ha anche fatto uscire un bando strano che prevede progetti esecutivi. A me dà l'idea che abbiano nomi e cognomi dei progetti».

«Se può - conclude Cialente rivolgendosi ancora a Giovanardi -, lui o la sua struttura diano uno sguardo al bando per i progetti lanciato dal commissario per la ricostruzione. Ci sono strane cose ma nessuno, partendo da Giovanardi, si è preoccupato di venire a vedere dove fossero i fondi».

Intanto si registrano proteste per il crollo un'abitazione storica risalente al Trecento in piena "zona rossa" a Paganica, popolosa frazione dell'Aquila.

A causa dei temporali che questa settimana si sono abbattuti nella zona il soffitto e i pavimenti della "casa gotica", in via degli Angeli, sono crollati, lasciando l'edificio sventrato. Solo la facciata esterna con il portale ogivale e le due finestre artistiche ha resistito, grazie a un restauro di qualche anno fa. Indignata la proprietaria Cesarina De Cesaris.

«Visto che si tratta di una dimora storica - ha dichiarato - si poteva fare qualcosa per proteggerla, la si poteva puntellare, invece è stata abbandonata. Ora è rimasta in piedi solo una parete, i vigili del fuoco non fanno nulla e io ho paura per la gente che lì continua a passare. Ho provato a parlare con il Comune, ma nessuno mi ascolta». E intanto stamattina, a partire dalle 6.30, gli ambulanti aquilani della Confcommercio manifesteranno con i furgoni su una delle vie più trafficate della città, viale Corrado IV, contro il ritardo della realizzazione del nuovo mercato di piazza d'Armi.

«Un atto molto semplice - ha detto il presidente della Fiva, federazione italiana venditori ambulanti dell'Aquila, Alberto Capretti - che tuttavia ancora non viene realizzato, nonostante le nostre richieste insistenti. Il consiglio dei Ministri ha stanziato un milione di euro per il nuovo mercato già da un anno. Ma i finanziamenti sono praticamente bloccati. Intanto i commercianti hanno grosse difficoltà ad arrivare a fine mese. Vogliamo spiegare ai cittadini come siamo continuamente presi in giro dal Comune».

Inoltre oggi non lavoreranno anche tutti i mercati della città per un giorno. Il mercato degli ambulanti, secondo il progetto, dovrebbe essere realizzato a piazza d'Armi insieme ad un teatro da 500 posti, verde pubblico, parcheggi e strutture sportive polivalenti.

21/03/2011 8.57