Processo crolli, slitta l'udienza per la Facoltà di ingegneria

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3788

L'AQUILA. E' stata rinviata al 1° aprile a causa dello sciopero nazionale degli avvocati penalisti, l'udienza preliminare prevista per ieri inerente il crollo della sede della facolta' di Ingegneria a Roio.

Nella precedente udienza era stata discussa la perizia depositata dal consulente del gup, Paolo Venditti, nominato in sede di incidente probatorio. L'esperto ha evidenziato come sussistano delle differenze tra i progetti e la realizzazione della struttura, tesi rigettate dagli avvocati dei progettisti. Nella precedente udienza era stata avanzata la richiesta di rito abbreviato dai legali dei progettisti, Ludovico Rolli, Giulio Fioravanti e Massimo Calda il cui destino, sotto il profilo giudiziario, si definira' appunto il primo aprile. Gli altri imputati, hanno scelto pertanto di percorrere il rito ordinario.

L'Ateneo aquilano, tramite l'avvocatura aveva presentato nel corso della prima udienza preliminare una forte richiesta di danni nei riguardi degli accusati: un risarcimento di oltre 9 milioni di euro complessivi, 5,6 per i danni patrimoniali e 4 per i danni non patrimoniali di immagine e, in particolare, per le mancate iscrizioni dopo il crollo.

Infatti, prima del sisma gli iscritti erano circa 27 mila mentre adesso sono circa 23 mila. Alla base delle critiche dell'ateneo il fatto che una struttura realizzata meno di venti anni fa non avrebbe dovuto subire danni di quella portata.

I periti della procura, del resto, avevano ipotizzato che qualora il terremoto ci fosse stato durante le ore di lezione avrebbero potuto esserci anche 2 mila morti.

Nel procedimento sono imputate complessivamente sette persone per disastro colposo.

Si tratta dei progettisti architettonici Gian Ludovico Rolli, 77 anni, di Roma, Giulio Fioravanti, 65 anni, di Roma e il progettista delle strutture Massimo Calda, 61 anni, di Bologna.
I tre avevano assunto l'incarico per conto della "Edil.Pro" di Roma.
All'ingegnere Carmine Benedetto, di 45 anni, nato a L' Aquila e residente a Cossombrati (Asti), direttore tecnico di cantiere, è stata contestata la realizzazione «delle strutture murarie oggetto del crollo (su cui veniva poi appoggiata la struttura di copertura) in blocchetti di calcestruzzo vibrocompresso per una lunghezza di circa 40 metri e una altezza di circa 14 metri nell'area di ingresso principale, corpo A, della facolta' di Ingegneria, prive delle necessarie nervature di irrigidimento in cemento armato e degli ancoraggi al telaio in cemento armato».
A carico di Ernesto Papale, 57 anni, nato a Roma e residente a Monterotondo, direttore dei lavori per conto della Edil.Pro, vengono mossi gli stessi addebiti. 
Per Sergio Basile, 76 anni, nato all'Aquila e residente a Roma, presidente della commissione di collaudo statico e tecnico amministrativo per conto dell'azienda committente, si ipotizza ancora il mancato rilevamento «della combinazione di carenze e omissioni progettuali, di errori di esecuzione delle opere, di cattiva vigilanza da parte dei direttori di cantiere, dei direttori tecnici e del direttore dei lavori». 
Stesse accuse per Giovanni Cecere, 80 anni, nato a Roma e residente a Terni.

19/03/2011 9.49