Cialente si barrica nell'ufficio inagibile. Confindustria esasperata: «basta con lo scaricabarile»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ancora dieci giorni di tempo per poter ritirare ledimissioni: ieri il primo cittadino ha ''festeggiato'' i 150 anni dell'Unità d'Italia barricandosi nel suo vecchio ufficio, oggi inagibile.E' MORTO MARCELLO VITTORINI

Cialente è arrivato ieri mattina alle 9 nell'ufficio di Piazza Palazzo, quello dove si recava tutti i giorni prima del 6 aprile 2009. Vi è rimasto tutto il giorno in segno di protesta contro i ritardi nella ricostruzione del post terremoto.

A metà mattina è sceso sotto la piazza dove si stavano celebrando le manifestazioni per l'anniversario dell'Unità d'Italia e ha tenuto un intervento nel quale ha spiegato la sua protesta. Cialente è dimissionario «ma le gente mi chiede di restare e ritirare le dimissioni. Questo mi sta facendo capire la città».

«Se c'è un popolo particolarmente orgoglioso di essere italiano», ha continuato parlando sul palco, «è quello aquilano per la vicinanza ricevuta da tutto il paese dopo il terremoto».

Sulla torre civica è stato attaccato un enorme tricolore con la scritta ''jemo nnanzi'' (andiamo avanti): «quello striscione», ha detto il sindaco, «ci ricorda che qui, come in tanti altri pezzi d'Italia, esiste un popolo forte e deciso che non si ferma davanti a niente».

Ma il sindaco dimissionario ha ammesso che oggi i problemi sono tanti: «per mille motivi non stiamo andando avanti, cerchiamo di capire dove si sta sbagliando e riprendiamo il cammino».

In una nota ai presidenti di Camera e Senato Fini e Schifani, Cialente aveva declinato l'invito a partecipare alla cerimonia in programma a Montecitorio, alla presenza del Capo dello Stato.

«Non come sindaco ma come aquilano - ha detto il primo cittadino - mi sento messo all'angolo soprattutto guardando i giovani di questa città che sembrano non avere prospettive. Non si va ad un matrimonio quando si ha in caso un lutto e la disperazione.

Sulla sua protesta è stato molto chiaro: «In questi giorni stanno venendo alla luce tutte le contraddizioni della ricostruzione». Una ricostruzione che crea al primo cittadino troppe perplessità, come aveva già spiegato nei giorni scorsi in una intervista a Radio Vaticana e aveva dichiarato «fallita totalmente» la ricostruzione aquilana».

 L'IRA DI CONFINDUSTRIA

 In questi giorni anche Confindustria L'Aquila esprime il proprio malumore. Il presidente Fabio Spinosa Pingue si dice esasperato dal «balletto di scarica barile» al quale si assiste da due anni.

«Di fronte ad una tragedia come quella che ha travolto L’Aquila, i nostri Amministratori hanno dato il meglio di sé con beghe politiche, personalismi e trappole di basso profilo. E’ stato un carta vince, carta perde, fra discussioni a parti contrapposte (per principio) ed assemblee deserte».

«Siamo stanchi», continua Spinosa Pingue. «Le imprese sono al palo, la ricostruzione mai partita, i progetti insabbiati. In una parola: la città è bloccata. Abbiamo sete di Governo… a prescindere dal colore, dalle sfumature, dagli uomini, dalle formule».

Se, nel più breve tempo possibile, L’Aquila non sarà ricostruita e la sua economia non sarà ripartita, secondo Confindustria «ne risentirà l’economia dell’intero Abruzzo. E’ questione regionale».

Le associazioni rappresentate all’interno della Camera di Commercio dell’Aquila, secondo il presidente, hanno dato, «non senza sforzi», un esempio di come si reagisce ad un evento straordinario «eleggendo all’unanimità, ed al primo scrutinio, il Presidente, la Giunta, il vice presidente ed il CdA dell’Azienda per lo Sviluppo; le forze politiche che ci governano sono in grado di fare altrettanto? No, sono impegnate a delegittimare l’avversario. Incuranti che delegittimando l’avversario delegittimano anche se stessi…»

 18/03/2011 9.36

TERREMOTO: RICOSTRUZIONE, CONVENZIONI TRA 26 COMUNI E ATENEI 
L'AQUILA. Ventisei dei 57 Comuni del cratere del terremoto hanno sottoscritto convenzioni con università italiane e avviato la redazione dei piani di ricostruzione che, secondo una stima, saranno presentati entro sei mesi.

E' quanto emerso dal tavolo tecnico degli attori della ricostruzione svoltosi all'Aquila.

Al confronto, che ha cadenza settimanale, con i sindaci hanno partecipato il vice commissario per la ricostruzione, Antonio Cicchetti, e il coordinatore della struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana.

A fare il punto della situazione è il coordinatore dei piccoli Comuni dei cratere, Emilio Nusca, sindaco di Rocca di Mezzo (L'Aquila).

«Ventisei comuni hanno sottoscritto convenzioni per il piano di ricostruzione con le università italiane, la restante parte dei comuni le stanno chiudendo. E' un segnale importante che vogliamo dare al sistema Italia - spiega Nusca -, coinvolgendo alla ricostruzione gli enti pubblici, in questo caso le migliori università italiane».

A proposito dei piani di ricostruzione, Nusca ha chiarito che nel periodo che serve per la redazione dei piani, la ricostruzione comunque deve partire dove è possibile.

«Il piano deve essere inteso come strumento elastico, quindi, mentre si lavora alla redazione, laddove possibile si deve lavorare e ricostruire - continua Nusca -, per questo abbiamo chiesto alle università progetti pilota per gli interventi possibili, anche dentro i centri storici in zone di particolare valenza».

Nusca ha definito positiva la riunione di oggi, non solo per «questo incoraggiante dato», ma anche perché sono stati chiariti «i rapporti con la struttura tecnica di missione che deve continuare a essere nostra preziosa interlocutrice. Abbiamo chiarito le cose, sottolineando che comunque i Comuni non sono stati con le mani in mano, ma hanno lavorato».

18/03/2011 17.00

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E' MORTO MARCELLO VITTORINI 

L'AQUILA. Si è spento a Roma dopo una lunga malattia Marcello Vittorini, ingegnere progettista aquilano di fama nazionale. Nato all'Aquila, Marcello Vittorini, era da anni residente a Roma, dove era professore emerito dell'Università La Sapienza.

Inizia la sua attività professionale nel campo della progettazione architettonica nell'Ente Fucino (1950-1956), con progetti di borghi e scuole rurali. Successivamente progetta complessi di edilizia pubblica a Bologna, Salerno, Torino, Roma, Napoli, Boscoreale, Potenza, e opere pubbliche come l'Ospedale regionale dell'Aquila, lo Stadio di Messina, un complesso parrocchiale a Napoli-Ponticelli, un Centro culturale commerciale ed amministrativo a Boscoreale, il Parco archeologico e il Museo archeologico di Classe. Partecipa a numerosi concorsi di architettura e urbanistica. Suoi progetti sono pubblicati su Architettura. Cronache e Storia, Casabella, Parametro, Architettura-Cantiere e altre riviste specializzate.

Tra gli anni sessanta e settanta si svolge la maggior parte della sua attività di pianificazione urbanistica. Nel 1974 predispone, con Camillo Nucci ed altri, la Variante del PRG di Roma. Tra il 1975 e il 1985 coordina i piani socio-sanitari della Campania, della Sicilia, della Calabria. Elabora, tra gli altri, i Piani Regolatori dei Comuni di Cosenza, Catanzaro, Ravenna, Faenza, Trento, Bolzano, Verona, Firenze, Aversa, Rocca di Mezzo, Colleferro ed altri centri minori, oltre ai Piani territoriali delle Province di Napoli e di Brescia, il Piano di Bacino dell'Adige e al Programma di sviluppo integrato delle Colline romane. Negli stessi anni svolge attività culturale e professionale anche all'estero. In Nepal è coordinatore per conto dell'ONU di una ricerca per un programma di potenziamento delle infrastrutture di trasporto; in India è componente di un Comitato internazionale per il Piano di Jaipur; in Brasile elabora una proposta di Piano sanitario per lo Stato del Cearà. Negli anni 1999-2000 è impegnato nel coordinamento del Piano di Sviluppo urbano dell'area metropolitana di San Salvador.

«Esprimo profondo cordoglio per la morte di Marcello Vittorini, insigne professionista aquilano, conosciuto per la sua lunga attività di docente universitario e urbanista», ha commentato il presidente Gianni Chiodi. «Con lui scompare uno dei figli più illustri della città dell'Aquila, conosciuto anche a livello internazionale. In questa triste circostanza esprimo ai suoi familiari le mie più sentite condoglianze e quelle dell'intera comunità abruzzese».

«Con Marcello Vittorini scompare un illustre aquilano ed una delle menti più lucide per il recupero dell’Aquila e del suo territorio. Il suo impegno e le sue battaglie sono note a tutti. La sua morte è una grave perdita per la nostra comunità nel momento più duro della sua storia, nel momento in cui avevamo bisogno delle sue capacità di grande urbanista», commenta il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, Roberto Marotta.

18/03/11 11.00