L'Aquila, procuratore Rossini verso Genova? «Prima i processi poi il trasferimento»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Non posso andar via prima di avere concluso un lavoro importante».

«Devo prima terminare i processi sul terremoto e poi posso prendere in considerazione eventuali trasferimenti». Così il procuratore capo della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini, procuratore distrettuale antimafia dell'Aquila, ha commentato il suo possibile trasferimento a Genova come capo di quella procura.

Rossini è in testa alla graduatoria per un posto al quale ambiscono 15 alti magistrati. Dopo di lui ci sono Vito Monetti, sostituto pg alla Corte di Cassazione di Roma; Luigi Carli, ex procuratore capo di Chiavari e attualmente avvocato generale della Corte d'appello di Genova; Maurizio Grigio, procuratore di Varese; Francesco Dettori, procuratore a Busto Arsizio; Michele Di Lecce, procuratore di Alessandria; Raimondi Giustozzi, sostituto pg a Brescia; Mario Morisani, procuratore aggiunto a Genova; Lorenzo Ferretti, sostituto pg a Genova; Pieluigi Dell'Osso, pm all'Antimafia di Roma; Amato Barile, procuratore a Sala Consilina; Fausto Cardella, procuratore a Terni; Vincenmzo Calia, aggiunto a Genova; Santi Consolo, vice capo dipartimento di Roma; Vito Piglionica, ispettore generale a Roma.

Il posto sarà vacante dal prossimo agosto quando il procuratore capo, Luciano Di Noto, andrà in congedo, cioé in pensione. Ma i tempi saranno ''maturi'' per il trasferimento di Rossini? Lui adesso non ci pensa perchè il lavoro sui crolli del terremoto vengono prima di tutto.

«Sono processi ai quali ho dedicato tutto me stesso in questo periodo, non possono andare via prima di aver concluso un lavoro importante, caratterizzato da un impegno umano nei confronti di una città ferita», ha spiegato. «Ormai, non si contano più le volte in cui i cittadini mi dicono di continuare a lavorare con la stessa determinazione e tempestività - ha concluso -. Non li abbandono».

Negli ultimi giorni proprio l'aquilano, è stato colpito da una ennesima operazione della Dia di Napoli che ha sequestrato a Rocca Di Mezzo appartamenti riconducibili ai casalesi.

«L'operazione contro i Casalesi che coinvolge il territorio dell'Aquila non mi allarma», ha commentato Rossino, «perché sapevo fin dai giorni successivi al terremoto che sull'Aquila e sul cratere si sarebbero accentrate le attenzioni delle mafie con possibili infiltrazioni. I rischi di filtrazioni li comunicai subito - ha continuato -, il quadro oggi non cambia, la nostra guardia è sempre alta. Proseguiamo nel nostro lavoro con serietà, ci sono tutti gli strumenti per contrastare le attenzione della malavita organizzata nella ricostruzione post terremoto. In tal senso, ci sono stati risultati».

Rossini ha comunque chiarito che l'operazione di Napoli non coinvolge la procura aquilana, non riguarda il terremoto e che, al momento, non ci sarà richiesta di trasferimento di atti.  

18/03/2011 8.55