Terremoto, protestano gli addetti alla ricezione: «salvaguardare 40 posti di lavoro»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1662

L'AQUILA. Mercoledì un sit-in: «si risparmierebbero 25 milioni di euro»* CHIODI: «DAL GIAPPONE IL MONITO A COSTRUIRE IN SICUREZZA»

Le quaranta persone addette alla ricezione degli sfollati del terremoto nelle strutture della Guardia di Finanza all'Aquila terranno un presidio di protesta mercoledì prossimo, 16 marzo, dalle 10, davanti a palazzo Silone, sede della Giunta regionale d'Abruzzo.

Lo comunica l'Ugl Abruzzo. I lavoratori chiederanno al Commissario per la Ricostruzione, e presidente della Regione, Gianni Chiodi, di attivarsi affinché i mille sfollati ospitati negli alberghi vengano trasferiti nelle strutture della Guardia di Finanza.

Questa iniziativa, condivisa dal presidente della Provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo - informa la nota dell'Ugl -, oltre a salvaguardare i 40 posti di lavoro, comporterebbe un risparmio annuo di 25 milioni di euro.

«Ci spiace constatare come il sindaco dimissionario, Massimo Cialente, abbia ritenuto opportuno annullare l'incontro con i lavoratori previsto lo scorso 8 marzo, salvo poi presenziare altre manifestazioni, evidentemente per lui più comode e più popolari. Siamo in attesa, inoltre, che il Vice-commissario alla Ricostruzione, Antonio Cicchetti, ci comunichi il giorno in cui riceverà una delegazione di lavoratori».

Intanto si sa che sarà il Comune dell’Aquila, in collaborazione con la Struttura Gestione Emergenza e con la Struttura Tecnica di Missione, a definire le specifiche tecniche ed economiche per l’affidamento dei servizi informatici finalizzati all’archiviazione dei dati e degli atti necessari alla rendicontazione delle risorse trasferite della struttura commissariale.

Lo prevede il decreto n. 48, firmato dal Commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, che recepisce le indicazioni del Ministero dell’Economia in merito ai trasferimenti  effettuati dai Commissari delegati titolari di contabilità speciali.

Il sistema informatico di rendicontazione, che il Comune dell’Aquila è autorizzato ad affidare in via d’urgenza e con le deroghe previste dalle ordinanze della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3753 e 3933, dovrà essere compatibile con le banche dati e i prodotti informatici già in uso da parte dell’amministrazione comunale per garantire la possibilità di un trasferimento automatico dei dati.

L’archivio informatico, che costituisce lo standard di rendicontazione, sarà  utilizzabile anche  da  altri soggetti pubblici.

15/03/2011 8.48

 [pagebreak]

 CHIODI: «DAL GIAPPONE IL MONITO A COSTRUIRE IN SICUREZZA»

L'AQUILA. «Noi che all'Aquila abbiamo vissuto il 'nostro grande sisma' pensavano forse, erroneamente,  che la furia della natura non sarebbe potuta andare oltre».

Il commissario alla Ricostruzione, Gianni Chiodi, rivolge così un pensiero ai giapponesi terremotati e alle famiglie delle vittime.

«Di fronte a quella scossa di magnitudo 9 che ha interessato l'isola asiatica (oltre alle altre decine di assestamento, inferiori ma ugualmente forti) siamo rabbrividiti. Come dire la nostra paura moltiplicata in maniera esponenziale;  ma non i nostri crolli, una città rasa al suolo, un patrimonio artistico e culturale in frantumi, un tessuto economico, sociale, produttivo compromessi. Il Giappone non è L'Aquila. Lì  vivono non migliaia ma milioni di persone. Ecco perché dico che nella sua tragicità, il terremoto del Paese asiatico deve farci meditare».

«Tutti riconosciamo al Giappone una marcia in più», ha ammesso Chiodi. «Se le case non fossero state costruite con criteri antisismici all'avanguardia, se le infrastrutture non fossero state meticolosamente testate, se industrie, sistemi di trasporto, scuole non fossero stati pensati 'per ciò che potrebbe accadere', ebbene oggi staremo parlando di una vera e propria ecatombe di dimensioni bibliche. Certo, la perdita di vite umane, sempre troppo grande, rattrista profondamente ma consola il fatto che poteva essere peggio.. se solo. Noi abruzzesi ci sentiamo molto vicini e partecipi del dolore della popolazione nipponica. In noi i ricordi del nostro 6 aprile 2009 sono ancora purtroppo vivi. Ma forse, quello che ancora non siamo riusciti ad imparare dal nostro terremoto, potremmo farlo da quello del Giappone. E l'insegnamento è che le zone ad alto rischio sismico, o anche idrogeologico, devono sapersi attrezzare, promuovendo la politica della prevenzione».

Per questo, ha detto Chiodi, «è fondamentale» che la ricostruzione dell'Aquila avvenga «secondo criteri matematici, tecnologici, urbanistici in grado di attenuare i colpi di una natura che sa essere anche molto spietata. Ed è per questo che tutti dobbiamo responsabilmente fare delle scelte che giocoforza andranno a ricadere sulle future generazioni. In passato, purtroppo, tale discorso non è stato affrontato ed è per questo che tanti nostri giovani non hanno avuto un domani. L'impegno, dunque, a ricostruire in sicurezza, a costruire bene e nelle regole, deve essere di tutti. Della politica nel momento in cui decide, dei professionisti, dei tecnici e delle maestranze nel momento in cui subentra l'applicazione pratica».

15/03/2011 8.48