Truffa ricostruzione da 600mila euro: 7 arresti. Lavori inesistenti per lucrare sui fondi pubblici

Alessandro Biancardi

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Truffa ricostruzione da 600mila euro: 7 arresti. Lavori inesistenti per lucrare sui fondi pubblici
TORRE DE PASSERI. Arresti per la ricostruzione anche a Torre de’ Passeri. Oggi la guardia di finanza ha arrestato 7 persone.

Si tratta del responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Torre dè Passeri, nonché due tecnici professionisti che, attraverso la propria attività professionale, avrebbero attestato false ristrutturazioni ovvero permesso di gonfiare i costi, sottraendo così risorse pubbliche, destinate proprio alla ricostruzione post sisma del 6 aprile 2009, per circa 450 mila euro.

Coinvolti, anche quattro titolari di ditte che avevano operato gli interventi di ristrutturazione.

Le indagini sono state svolte dai finanzieri della Tenenza di Popoli, sotto la direzione del Sostituto Procuratore di Pescara, Gennaro Varone. I sette soggetti sono stati posti agli arresti domiciliari a seguito di ordinanza adottata dal GIP di Pescara, Guido Campli.

Il responsabile dell’ufficio tenico di Torre De Passeri arrestato è il geometra Paolo Arditi insieme al figlio, anche quest’ultimo noto geometra del posto.
Secondo le indagini che andavano avanti da qualche mese l’ufficio sisma che dipende dall’ufficio tecnico avrebbe approvato una serie di progetti che i molti  privati avevano fatto redigere da Arditi figlio, progetti che passavano regolarmente ogni vaglio di controllo e venivano poi approvati con deliebere del Comune.

Gli inquirenti avrebbero verificato irregolarità nell’iter amministrativo per lavori non dovuti ad almeno 30 abitazioni private e immobili vari e anche a lavori inerenti il campo sportivo.

Le indagini non sono concluse e potrebbero allargarsi anche a nuove persone che a vario titolo avrebbero partecipato alla presunta frode.

Maggiori dettagli saranno forniti nel primo pomeriggio.

14/03/2011 9.17

GLI INDAGATI

Giuseppe Arditi di Torre dè Passeri, Paolo Arditi, Michele Pace di Pianella, Urim Muca, Fernando Del Rossi di Pescosansonesco, Lucio Marsili di Pietranico, Pasquale Romolo De Angelis di Torre Dè Passeri. I reati contestati a vario titolo sono truffa falso e corruzione. La corruzione viene contestato a Paolo Arditi in quanto avrebbe firmato atti pubblici contrari ai propri doveri d'ufficio producendo un ingiusto profitto al figlio geometra e ad altri professionisti.  

«COMPUTI METRICI GONFIATI»

Secondo le prime indiscrezioni gli arrestati sarebbero responsabili a vario titolo di una serie di truffe documentali. Le indagini si basano completamente su ricognizioni fotografiche e documenti ufficiali, sequestrati negli ultimi mesi sia negli uffici del Comune di Torre de' Passeri sia negli uffici degli indagati.

Secondo la ricostruzione dell'accusa in più casi ci sarebbero stati computi metrici gonfiati, con spese inventate o mai realizzate, così come i costi delle parcelle dei professionisti in alcuni casi quadruplicati.

In un documento rintracciato dagli inquirenti, ad esempio, l'importo da richiedere come contributo per i lavori post sisma ammontavano a 8.329 euro, in realtà, erano stati realizzati lavori per appena 1.796 euro.

In un altro caso analizzato dagli investigatori il geometra Arditi avrebbe previsto lavori di puntellamento su 4 lati di un palazzo. In realtà il palazzo in questione, però, era su due lati attaccato ad altri due edifici. Sostenzianalmente si prevedevano, dunque, 2 facciate di puntellamenti o impalcatutre impossibili da realizzare. Questo meccanismo avrebbe consentito di andare a gonfiare il prezzo.  

DOPO LE PEQUISIZIONE L'INQUINAMENTO DELLE PROVE

Dopo i sequestri dei mesi scorsi presso gli uffici del Comune Paolo Arditi avrebbe chiamato alcuni privati per modificare i documenti con i computi metrici sballati. Avendo capito che c'era una indagine in corso, quindi, avrebbe provato ad inquinare le prove ma senza riuscirci.

Gli inquirenti avrebbero in mano, infatti, sia i documenti sballati originali che le seconde versioni rivedute e corrette.

a.b. 14/03/11 12.00

 



 

LAVORI IMPOSSIBILI, LAVORI MAI SVOLTI

Quelli elencati dagli inquirenti sono episodi così grossolani da risultare facilmente riscontrabili all'esito delle indagini.

Il gruppo dei progettisti impegnati nei lavori di ricostruzione in paese erano soltanto 3: è questo il risultato di una ricognizione complessiva nel Comune di Torre De’ Passeri della finanza.

I progettisti utilizzavano diversi metodi per riuscire a gonfiare le fatture.

Si agiva di solito sui computi metrici e sulle specifiche dei lavori da realizzare con le rispettive voci di costo che poi formavano un totale che era superiore al dovuto, anche di cinque o sei volte.

Se per esempio in una stanza vi erano delle piccole crepe nel computo metrico si disegnava un quadro di distruzione quasi totale per cui i lavori sulla carta costavano molto di più (e venivano finanziati per importi più elevati).

In un caso, per esempio, si parlava di demolizione di un massetto, peccato che il massetto non esisteva, quindi il lavoro era inventato. In un altro caso nel computo metrico risultava la tinteggiatura di una facciata che però era sempre stata grezza per cui gli investigatori hanno contestato questa voce come vera e propria miglioria.

Infatti, si ricorda che il contributo statale erogato dovrebbe servire per ricostruire case realmente danneggiate dal sisma dell'aprile del 2009 e non «per abbellirsi casa a spese dello Stato», come è stato detto in conferenza stampa questa mattina dal colonnello Maurizio Pasquale Favia.

Gli investigatori hanno parlato di un'indagine durata pochi mesi e scaturita da un controllo di fatture di alcune ditte che all'apparenza fatturavano importi eccessivi e che al controllo puntuale, invece, hanno disvelato il quadro che oggi è emerso e sfociato con gli arresti.

Il colonnello Favia ha anche parlato di un'indagine che «continuerà» e che potrebbe interessare anche gli altri sette comuni della provincia di Pescara che rientrano nel cratere e che sono stati beneficiari di fondi per la ricostruzione.

TRUFFE DOCUMENTATE, NESSUNA INTERCETTAZIONE: SOLO CARTE

E’ un'indagine particolare questa che oggi ha portato all'arresto di 7 persone, fatta soltanto di carte, documenti, delibere progetti, ricognizioni fotografiche e deposizioni dei testimoni (soprattutto gli stessi privati che avevano incaricato i progettisti per i lavori). Nell'inchiesta non risultano indagati i proprietari poiché gli inquirenti hanno potuto constatare la loro totale estraneità alla truffa messa in atto.

Per questo è un'indagine che gli inquirenti definiscono blindata: le carte proverebbero l'impianto accusatorio. È anche singolare la mancanza quasi totale di intercettazioni telefoniche che evidentemente non sono state ritenute necessarie.

Gli investigatori hanno controllato centinaia di immobili ed hanno trovato irregolarità per una trentina di questi ed hanno anche potuto stilare una panoramica di come si svolgeva la ricostruzione del piccolo comune pescarese.

I dati parlano chiaro: il 52% delle pratiche evase dal Comune veniva affidata a due progettisti, uno di questi era il figlio del responsabile dell'ufficio tecnico comunale, l'altro era un suo collaboratore. La commistione tra controllore e controllato ha reso possibile una truffa sventata in tempo e che ora potrebbe riservare ulteriori sorprese.

L'altro dato significativo che emerge dalla ricognizione della finanza è che praticamente a lavorare nel Comune per la ristrutturazione di case private erano appena quattro ditte, i responsabili dei quali sono stati arrestati insieme ai tre tecnici. Perché soltanto quattro ditte riuscivano a lavorare a Torre de Passeri? E’ possibile che altre pratiche siano state bocciate perché presentate da altri professionisti e da ditte diverse da quelle “del giro”?

Tra reati contestati ma ancora da approfondire c'è l'ipotesi di corruzione a carico di Paolo Arditi, responsabile ufficio tecnico del Comune, che avrebbe procurato un ingiusto guadagno al figlio e alle imprese per cui questi lavorava.

Un meccanismo consolidato che però potrebbe essere approfondito nelle prossime settimane dalla guardia di finanza anche all'esito degli interrogatori di garanzia che si terranno nei prossimi giorni e dalle perquisizioni compiute questa mattina contestualmente agli arresti che potrebbero disvelare nuovi scenari e rispondere ad alcune domande ancora senza risposta.

Importanti saranno anche gli esiti delle indagini bancarie sui conti riferibili agli indagati e i loro più stretti congiunti per verificare l'eventuale somma di profitto illecito che tipo di strada percorreva.

INQUINAMENTO PROBATORIO

Un altro episodio particolare contestato nell'ordinanza di custodia cautelare è quello riferibile sempre al responsabile dell'ufficio tecnico che era riuscito a sapere che alcuni committenti di lavori beneficiari dei finanziamenti pubblici sarebbero stati ascoltati come testimoni in procura dopo due giorni dall'autorità giudiziaria che indagava proprio sull'operato dell'ufficio tecnico.

Poco accorta sarebbe stata la mossa del geometra Paolo Arditi di chiamare in Comune alcuni di questi proprietari per fornirgli un nuovo computo metrico, questa volta molto più aderente alla realtà rispetto a quello precedentemente fornito e gonfiato. Un tentativo che gli inquirenti hanno letto come inquinamento probatorio che ha poi fatto determinare il giudice per le indagini preliminari a concedere la misura degli arresti domiciliari.

LA TRUFFA ALL’ASSICURAZIONE: PALESTRA SENZA DANNI, PALESTRA CON 400MILA EURO DI DANNI

Oltre ai lavori per i privati ci sono altre due vicende che sono rimaste impigliate nella rete degli investigatori. Una storia riguarda una presunta truffa ai danni della assicurazione Ina Assitalia, compagnia con la quale il Comune di Torre De' Passeri aveva stipulato anni fa una polizza contro i danni alla palestra comunale.

In seguito al sisma e alla ricognizione dei danni effettuato dalla Protezione civile era stato stilato un rapporto tecnico dettagliato e firmato da geometri incaricati da Bertolaso. In questo rapporto si parlava esplicitamente di «nessun danno rilevante alla palestra comunale».

Soltanto pochi mesi dopo, invece, una pratica portata avanti dall'ufficio tecnico comunale certificava i consistenti danni («come se la palestra fosse venuta giù», hanno commentato gli investigatori) per un importo pari a € 400.000. La compagnia assicurativa ha avuto, però, il tempo soltanto di concedere al Comune un anticipo di € 100.000. Curioso anche la circostanza che nessuno si sia accorto che la palestra non avesse subito danni, compreso il perito dell'assicurazione.

IL CASO DEL CAMPO SPORTIVO

Anche la storia dei presunti danni subiti dal campo sportivo nelle strutture degli spogliatoi e delle tribune ha un iter simile. In questo caso poche settimane dopo il terremoto il Comune aveva autorizzato lavori urgenti per la messa in sicurezza dei danni al campo sportivo.

Il che ha fatto presumere chei danni fossero stati già sistemati. Alcuni mesi dopo lo stesso Comune certificava ulteriori danni causati dal terremoto nuovamente alle tribune e ai bagni. Incongruenze che ora i responsabili dovranno spiegare all'autorità giudiziaria.

Le indagini come detto proseguono e dovranno verificare la posizione di altri indagati nella vicenda che per ora rimane coperta da segreto.

E’ presumibile che sarà valutata anche la posizione del sindaco, in qualità di vertice dell'ente, che ha poi materialmente firmato tutte le ordinanze e le delibere che autorizzavano i lavori per verificare che effettivamente non era a conoscenza della presunta truffa ed è stato tratto in inganno dal suo dirigente.

In totale il Comune di Torre De’ Passeri ha ricevuto dalla Commissario straordinario per la ricostruzione circa 1.800.000 di euro.

Gli inquirenti hanno stabilito in € 450.000 i finanziamenti sottratti illecitamente, mentre si aggiungono almeno altri € 200.000 ai danni dell'assicurazione.

a.b. 14/03/2011 13.53