Terremoto, tutti contro l'assessore Riga: «si dimetta subito»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. L'associazione "Pronto assistenza volontari del soccorso" dell'Aquila, con una lettera al sindaco ha chiesto un'indagine della magistratura per accertare delle eventuali responsabilità ed omissioni nel terremoto del 6 aprile 2009.*RISCHIO SISMICO, APPRODA IN CONSIGLIO IL DISEGNO DI LEGGE

Nella lettera, inoltre, vengono chieste le dimissioni dell'assessore comunale, con delega alla protezione civile, Roberto Riga. L'Associazione, regolarmente accreditata presso il Comune dell'Aquila, contesta all'assessore di non aver mai portato a conoscenza gli operatori dell'emergenza di un piano di evacuazione.

Nei giorni scorsi anche i familiari delle vittime si sono mossi sulla stessa strada e alcuni membri della Fondazione ''6 aprile per la vita" hanno annunciato che stanno pensando di presentare un esposto-denuncia contro Comune, Provincia e Regione per far valutare dalla magistratura se c'è qualcuno che ha sbagliato

«Chiediamo le dimissioni dell'assessore alla Protezione Civile Roberto Riga, oggi stesso – aveva detto un membro della Fondazione, Vincenzo Vittorini - e chiediamo una netta presa di posizione del Comune, della giunta, del Consiglio per delegittimare l'assessore. Se non ci sarà, noi, come Fondazione, non parteciperemo più ad eventi di commemorazione affianco a questa classe politica».

Sul fronte della ricostruzione post sisma, invece, il vice presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis ha chiesto di avviare «un progetto concreto» e ha denunciato la vicenda delle "aree a vincolo decaduto", quasi 5 milioni di metri quadrati - divisi in 260 aree - sul territorio comunale dell'Aquila, che rischiano di trasformarsi in una gigantesca colata di cemento.

«Una citta' nella citta' - ha puntualizzato De Matteis - che potrebbe nascere senza nessuna logica o coordinamento complessivo, prescindendo anche dalle implicazioni sociali ed economiche che devono necessariamente accompagnare la pianificazione».

Delle 260 aree, gia' 50 sono state liberate dal vincolo e hanno visto la nomina di un commissario ad acta che potra' - su istanza dei proprietari - decidere autonomamente la destinazione dei terreni, stabilire gli indici di edificabilita' e compiere ogni atto consequenziale. Per le altre il vincolo e' in scadenza nei prossimi mesi. «E mentre e' innescata questa bomba ad orologeria, il Comune dell'Aquila nel frattempo cosa fa? Assolutamente nulla, con il sindaco Cialente alle prese con una situazione sempre piu' confusa, con tre assessori, oltre lui, che hanno una delega alla pianificazione. E un consulente, nella persona dell'architetto Daniele Iacovone, a cui ha affidato non solo la redazione del piano di ricostruzione, ma l'intera programmazione urbanistica di tutto il territorio comunale».

 25/02/2011 10.13

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RISCHIO SISMICO, APPRODA IN CONSIGLIO IL DISEGNO DI LEGGE

 L'AQUILA. Maggiori controlli, miglioramento nelle azioni per la prevenzione e la riduzione del rischio sismico e differenziazione tra alta e bassa sismicità.

Sono solo alcuni degli aspetti più importanti che affronta il nuovo disegno di legge regionale "Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche", approvato in Giunta e presentato stamane dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, e dall'assessore alla Protezione civile, Gianfranco Giuliante.

È una legge complessa che, come ha sottolineato Giuliante «chiude una colpevole vacatio di dieci anni, nel corso dei quali la politica ha mostrato tutti i suoi limiti rinviando la definizione di un problema che invece poi si è dimostrato essere di estrema attualità e urgenza».

Proprio in quest'ottica, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha parlato di «legislazione rigorosa, molto attenta e all'avanguardia, che cancella un gap normativo che la Regione Abruzzo aveva e che forse si è fatto sentire maggiormente proprio in occasione del terremoto del 6 aprile». Nella specifico, il disegno di legge cancella la legge regionale 138/96 che «conteneva non poche contraddizioni a cominciare dai controlli a campione sulle pratiche edilizie e, tra le altre cose, attuava lo snellimento delle procedure per gli interventi edilizi nelle zone sismiche, in palese contrasto con la legge 380/2001 che parlava di preventivo rilascio dell'autorizzazione».

È bene chiarire che il disegno di legge non incide sulla classificazione sismica, ma indica in 249 i comuni abruzzesi ad "alta sismicità" e in 56 a "bassa sismicità".

Ci sarà uno Sportello unico per l'edilizia, competente per territorio; dispone poi innovativi e necessari aggiornamenti di pianificazione territoriale provinciale e comunale.

I Comuni dovranno poi indicare le aree con grado di pericolosità locale attraverso la realizzazione della carta delle microaree, introducendo così il concetto di microzonizzazione sismica nella pianificazione territoriale.

I Comuni dovranno integrare gli strumenti urbanistici e di pianificazione alla nuova normativa, le Province avranno il compito di armonizzare le nuove pianificazioni nelle aree di confine e la Regione svolgerà funzioni di indirizzo, coordinamento e supporto agli enti locali.

Le procedure di controllo, come detto, saranno molto più rigorose e investiranno tutti gli atti. Si abbandona dunque la pratica del "controllo a campione" e s'inserisce quella dell'autorizzazione obbligatoria del Genio civile.

Il disegno di legge ora passa all'esame del Consiglio regionale.

Il presidente Chiodi ha parlato di «apertura ai contributi che arriveranno in sede di discussione», ma ha anche aggiunto che «la legge deve essere approvata al più presto».

25/02/2011 15.36