Terremoto, la proposta dei Radicali: «stop all’emergenza, potere agli enti locali e trasparenza»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Appello ai partiti per la raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare*CHIODI: «PROTOCOLLO SINDACI, ALTRI SEGUANO L’ESEMPIO»

A differenza di quanto avvenuto in occasione dei precedenti eventi sismici, di portata comparabile, per il terremoto dell'Aquila non è stata emanata una legge organica che disciplini gli interventi per la ricostruzione, ha spiegato la deputata Elisabetta Zamparutti, prima firmataria della proposta di legge organica per la ricostruzione in Abruzzo, depositata in Commissione Ambiente alla Camera e illustrata ieri dai Radicali nel corso di una conferenza stampa.
La proposta, alla cui stesura ha collaborato l’Istituto nazionale di Urbanistica (INU), intende superare la gestione emergenziale e restituire le competenze agli enti locali, individuando fonti certe di copertura finanziaria e coinvolgendo la cittadinanza. Introduce disposizioni volte a quantificare in tempi certi il danno, a pianificare e programmare un rapido avanzamento della ricostruzione. Individua misure per l’avvio e il rilancio delle attività economiche. Infine introduce obblighi di trasparenza e pubblicità via internet, in particolare sulla destinazione
dei fondi erogati, i contratti stipulati, le procedure di assegnazione, le imprese destinatarie dei fondi per la ricostruzione. E' inoltre previsto un piano di interventi per la messa in sicurezza del territorio, in particolar modo rispetto al dissesto idrogeologico e il rischio sismico.
Per Pierluigi Properzi, vicepresidente dell’Inu, «la ricostruzione si affronta con strumenti ordinari. Quelli straordinari creano confusione, quindi vengono meno alla propria funzione di accelerare l’iter della ricostruzione».
Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani, ha ricordato come la preparazione di una legge organica «era un impegno che avevamo preso con i cittadini dell'Aquila quando a luglio abbiamo tenuto il nostro Comitato
nazionale nel tendone dell'assemblea cittadina. I commissariamenti sono criminogeni, portano malaffare e non risolvono i problemi».
Staderini ha ricordato anche l'appoggio dei Radicali alla proposta di legge di iniziativa popolare dei comitati cittadini, la cui raccolta firme è in corso. «Perché l'Aquila diventi una priorità nazionale – ha proseguito Staderini - sarebbe  importante che la legge di iniziativa popolare arrivi in Parlamento con la forza di centinaia di migliaia di firme, come un referendum. In questi mesi i militanti Radicali hanno organizzato tavoli di raccolta da Treviso a Caserta, ma non abbiamo quasi mai trovato consiglieri disponibili a autenticare le firme».
In vista della settimana di mobilitazione nazionale di raccolta firme lanciata dagli aquilani,  il segretario di Radicali Italiani ha invitato «tutti i partiti, a cominciare dal PD, a mettersi a raccogliere le firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare o per lo meno a mettere a disposizione gli autenticatori»

24/02/2011 10.22

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CHIODI: «PROTOCOLLO SINDACI, ALTRI SEGUANO L’ESEMPIO»

 L'AQUILA. «La sinergia tra Comuni», sostiene il commissario alla Ricostruzione, Gianni Chiodi, «è una prima ricetta vincente che ha catturato la mia attenzione come Commissario per la ricostruzione e dello stesso Governo centrale come forma innovativa, perfettamente in linea con le azioni da mettere in campo per rilanciare lo  sviluppo di  territori svantaggiati capaci anche di reagire con forza e determinazione ai devastanti danni causati dal sisma».

E il governatore invita gli altri sindaci, ovvero quelli che non rientrano nel protocollo d'intesa con il Governo per il rilancio dello sviluppo e la valorizzazione dell’area aquilana del cratere ai fini ambientali e turistici, «a seguire l’esempio, lo stesso tipo di percorso per studiare progetti concreti che siano catalizzatori di uno sviluppo locale e raccolgano l’interesse di investitori per  accedere a capitali privati».

Progetti che prevedono investimenti, in gran parte privati, per circa 200 milioni di euro e interessano i  Comuni di L’Aquila, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Ovindoli, Lucoli e San Demetrio Ne’ Vestini.

« E’ importante chiarire  come l’impegno dei Comuni interessati ad aderire a questa iniziativa debba scaturire anche da uno sforzo nella ricerca di fondi per gli studi di fattibilità così come è avvenuto per i Comuni dell’Altopiano delle Rocche, al fine di dare concretezza alla realizzazione dei futuri progetti», ha insistito Chiodi. «Dunque, non solo nessuna discriminazione territoriale  in termini di finanziamento – ha tenuto a precisare il Commissario Chiodi -  ma la  Regione vuole essere il punto di riferimento per tutti i Comuni interessati allo sviluppo concreto di queste iniziative.

«Avendo l’intesa assunto una connotazione specifica ben vengano, dunque, altre proposte di sistema integrato di gestione e valorizzazione delle valenze naturalistiche e delle risorse  per favorire quella  pianificazione strategica del territorio che faccia leva sulle peculiarità e potenzialità ambientali, economiche,  socio-culturali e turistiche».

 24/02/2011 10.22