Terremoto, parenti delle vittime contro Comune, Provincia e Regione

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Alla vigilia del secondo anniversario del sisma aquilano i parenti delle vittime denunciano le lacune del Piano della Protezione Civile e chiedono le dimissioni immediate dell'assessore alla Protezione Civile Roberto Riga.*PROTEZIONE CIVILE, I PRIMI 100 GIORNI DI GABRIELLI: «NON MI SONO ANNOIATO»

In questi due anni l'amministrazione comunale di centrosinistra guidata da Massimo Cialente e quella dell'ex presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, sono stati sempre molto vicini ai parenti delle vittime del sisma. Questi ultimi in varie occasioni hanno partecipato a manifestazioni di protesta, in città come a Roma, con gli stessi rappresentanti delle istituzioni.

Ma oggi l'idillio potrebbe finire. Alcuni membri della Fondazione ''6 aprile per la vita" hanno annunciato a nome dell'Associazione "309 Martiri dell'Aquila" che stanno pensando di presentare un esposto-denuncia contro Comune, Provincia e Regione per far valutare dalla magistratura se c'è qualcuno che ha sbagliato

«Chiediamo le dimissioni dell'assessore alla Protezione Civile Roberto Riga, oggi stesso - ha detto un membro della Fondazione, Vincenzo Vittorini - e chiediamo una netta presa di posizione del Comune, della giunta, del Consiglio per delegittimare l'assessore. Se non ci sarà, noi, come Fondazione, non parteciperemo più ad eventi di commemorazione affianco a questa classe politica». «Se c'é un piano di Protezione Civile - ha aggiunto un altro membro della Fondazione, Pierpaolo Visione - è un loro dovere comunicarlo alla città. C'é bisogno di punti di raccolta attrezzati, di depliant e di esercitazioni di evacuazione. Tutto questo manca. Questa città ha bisogno di alzare il livello civico e sociale dopo un evento catastrofico».

Su questo punto già subito dopo il sisma qualcuno aveva posto l'accento poi la questione è caduta nel vuoto.

«Il 6 aprile, giorno del secondo anniversario del terremoto non accetteremo passerelle di politici nazionali e locali. Ci sono tanti altri giorni per le passerelle, per le beghe politiche e per l'assegnazione di premi» ha detto Vincenzo Cinque».

E intanto stamattina in città è andata 'in scena' l'ennesima protesta di uno sfollato contro la Struttura della Gestione dell'emergenza.

All'uomo, Gennaro Mango che vive in un albergo da quasi 24 mesi, la Sge ha ordinato entro 48 ore di tornare all'Aquila in un albergo, a costi tra l'altro maggiori perché nel residence di Pineto non ha diritto ai pasti.

«Cosa dovrei fare? Tornare all'Aquila per stare in albergo, senza lavorare? Non mi importa se avrò vitto e alloggio pagato, io voglio lavorare ed essere autonomo - spiega -. Inoltre, non sto bene fisicamente e poi non posso neanche muovermi con la macchina. Io non chiedo nulla, non ho mai chiesto nulla, voglio solo lavorare - aggiunge sottolineando: se loro mi danno il lavoro, certamente torno all'Aquila. Altrimenti resto qui».

E problemi si registrano anche in merito alla questione dello smaltimento delle macerie. Nel caso di mancata attivazione del polo tecnologico di Barisciano, individuato per il trattamento e lo smaltimento, oltre alle lungaggini burocratiche e alla confusione tra gli enti, spicca anche la circostanza che due tecnici sono al lavoro da oltre un anno per la progettazione senza che nessuno abbia formalizzato convenzione e contratto.

Senza formalizzare gli accordi con Riccardo Zingarelli e Cristiana Alfonsetti, due professionisti esperti nel settore, non si possono consegnare ufficialmente i progetti e soprattutto cominciare i lavori.

A questo va aggiunto il rischio di contenziosi.

In tutto questo c'è spazio anche per una buona notizia: nel comune di Fossa, infatti, sabato verrà inaugurata la scuola primaria e dell'infanzia, realizzata da Caritas Italiana con il contributo delle Caritas diocesane della Calabria e della Toscana. L'edificio sarà dedicato a "don Pino Puglisi". Su un ampio terreno, è stata costruita per un costo complessivo di 2.390.000 euro la scuola che ospita 2 sezioni di scuola dell'infanzia, 5 classi di scuola primaria, accoglienza, uffici, palestra con spogliatoi, laboratori, infermeria, cucina e mensa, direzione, sala attività libere, servizi, locali tecnici.

22/02/2011 18.00

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PROTEZIONE CIVILE, I PRIMI 100 GIORNI DI GABRIELLI: «NON MI SONO ANNOIATO»

 L'AQUILA. Come sono stati i primi 100 giorni di Franco Gabrielli, ex prefetto de L'Aquila, alla guida della Protezione Civile? «Potrei riassumerli con una battuta: non mi sono annoiato».

Il giornale della Protezione Civile ha realizzato una intervista a Gabrielli che racconta i momenti difficili e le soddisfazioni di questi mesi di lavoro, al posto di Guido Bertolaso.

«Oggi abbiamo conoscenze, eccellenze, anche un'adeguata capacità di risposta alle emergenze e un sistema adeguato su molti rischi che in questi paese esistono», ha detto con soddisfazione.

E per il capo del dipartimento in questi 3 mesi il sistema della Protezione civile è apparso «lo specchio fedele di questo Paese»: «c'è una grande generosità, ci sono delle grandi eccellenze, ma vi è una sistematica allergia all'organizzazione e una difficoltà a traguardare al di là delle contingenze».

Gabrielli preferisce lasciare nel cassetto il maglione che indossava sempre il suo predecessore: «mi vesto in un certo modo (più formale, ndr)», racconta, «perché ritengo che sia anche una forma di rispetto verso chi mi sta davanti. Siccome nella mia attività professionale non sono stato solo in ovattati uffici ministeriali, ma anche in uffici di frontiera, so anche sporcarmi le mani».
Il vertice della Protezione Civile si dice inoltre «attendo in maniera particolare al mondo del volontariato. La struttura che si interessa di volontariato, formazione e comunicazione è diventata il primo ufficio, perché volevo che anche nella forma ci fosse il senso di questa attenzione particolare al mondo del volontariato. Un mondo che ha vissuto in questi anni una crescita esponenziale, e che come tutti gli organismi che hanno crescite affrettate poi inevitabilmente sono soggetti anche a squilibri».
Sul ripristino del Fondo Regionale per la protezione civile bloccato dal 2009 la strada sembra ancora in salita. Al momento sicurezze non vi sono ma Gabrielli assicura: «abbiamo sollecitato il rifinanziamento del Fondo regionale perché anche questo, fino al 2008 quando è stato finanziato, ha rappresentato una sicurezza e ha consentito la crescita di tutto il sistema previsionale e di allarme. Non è che se non ci daranno più soldi chiuderemo le nostre attività; continueremo a lavorare, però tutti dovremo essere consapevoli del fatto che lo faremo nell'ambito di risorse fortemente ridimensionate».
E il decreto "Milleproroghe" contiene due norme che interessano direttamente il dipartimento.

La prima riguarda il meccanismo di finanziamento, fortemente richiesto proprio per la mancanza di un Fondo nazionale adeguato e preventivamente finanziato. «Da parte nostra c'è la richiesta, in più circostanze ribadita, affinché gli stati emergenziali vengano accompagnati da una corretta, puntuale individuazione delle risorse a loro sostegno», spiega Gabrielli. «Devono terminare le scene di popolazioni disperate e a volte discriminate, perché da una parte si dava di più e dall'altra non si prendevano nemmeno in considerazione legittime rivendicazioni. Dobbiamo essere in grado di individuare delle somme certe che siano a sostegno degli stati emergenziali. Che lo si faccia attraverso lo strumento delle accise o delle tasse sugli idrocarburi è una scelta che fa il governo e sulla quale non mi sento di interloquire».

La seconda norma riguarda una modifica dell'art.5 della legge 225 del 1992 che qualora fosse confermata sarebbe per «una grande iattura, anzi una profondissima intromissione nella capacità di intervento immediato del sistema di protezione civile».

Questa norma prevede il concerto preventivo del Ministero dell'economia e delle finanze per l'emissione delle ordinanze di protezione civile. «Se è legittimo e sacrosanto un controllo», chiude Gabrielli, «siamo fortemente contrari a prevedere un controllo tout court sugli aspetti finanziari, ma soprattutto siamo preoccupati rispetto ad una previsione indiscriminata che cancellerebbe ogni autonomia reale per gli stati emergenziali di somma urgenza».

22/02/2011 18.00