Sisma: ancora scosse. Cialente scrive a Napolitano: «disperati, ci aiuti lei»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Una nuova scossa di magnitudo 2.4 ha interessato nella notte il distretto dei Monti Reatini che comprende un'area al confine tra le province di Rieti e L'Aquila.*INDENNIZZI, IL PARERE LEGALE CHIESTO DAGLI INGEGNERI

L'evento sismico è stato registrato dall'Ingv alle 2.36, con un epicentro a 10.2 km di profondità vicino ai comuni di Borbona (Rieti) e Montereale, Barete, Cagnano Amiterno e Capitignano, nell'Aquilano. Ieri sera, alle 21.06, un'altra scossa di terremoto era stata registrata nei pressi dei comuni di Scoppito, Barete e Pizzoli, con magnitudo 2.2 e profondità 9.9 km.

Intanto il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente ha scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere formalmente un aiuto, da parte del capo dello Stato, riguardo al problema del pagamento del contributo di autonoma sistemazione per il Comune dell'Aquila e per quelli del cratere. 
«Credo che in questo momento – si legge nella missiva - solo lei può aiutare le popolazioni del Comune dell'Aquila e degli altri Comuni del cratere. Sono consapevole delle difficoltà economiche che il nostro Paese sta soffrendo e dei grandi sforzi sostenuti finora. Tuttavia non posso non segnalarle l'improrogabile necessita' che, in tempi brevissimi, il Governo, o meglio lo Stato Italiano, invii le risorse necessarie per affrontare le spese per sostenere l'attuale fase emergenziale. Circa 32mila aquilani - spiega Cialente - sono tuttora fuori dalle proprie abitazioni e la gran parte di costoro, circa 26mila, che non hanno trovato posto, o non hanno scelto di vivere, negli alberghi o nelle caserme, sono nella cosiddetta autonoma sistemazione, il che vuol dire una cifra mensile di 200 euro a persona, che permette di sostenere le spese di affitto di un appartamento. Per molti e' attualmente l'unica fonte di reddito, stante la disperata situazione occupazionale ed economica nella quale versiamo».

Con le risorse finora pervenute Cialente spiega di essere riuscito a pagare solo sino al mese di gennaio 2010. In questa situazione il Comune dell'Aquila ha anticipato 25milioni 982mila 910 euro, riuscendo a pagare il contributo fino al mese di aprile.

«Ho assunto la decisione di scriverle», spiega il primo cittadino, «di fronte alla disperazione di centinaia di famiglie che, ogni giorno, vengono in Comune manifestando tutti i possibili stati d'animo, preoccupazione, aggressività, sino alla mortificazione di chi, grazie al proprio lavoro, aveva creato una serenita' economica nella propria famiglia, completamente sfumata in quei maledetti 27 secondi e che, oggi, viene a chiedere un vero e proprio sussidio di sopravvivenza».

Cialente spiega anche che da alcuni giorni il commissario alla Ricostruzione Gianni Chiodi ha trasferito al Comune dell'Aquila 10 milioni di euro per pagare le spese dell'emergenza, «strappandoli a una cifra irrisoria, con la quale è riuscito appena a tacitare gli albergatori che avanzano decine e decine di milioni di euro per l'ospitalità fornita agli sfollati. Di più non poteva fare, d'accordo con me. Solo di autonoma sistemazione, però, per le mensilità da maggio ad agosto, dovrei pagare oltre 33 milioni di euro, senza considerare che, con quei fondi, dovrei anche liquidare le spese sostenute per svuotare le case lesionate, indennizzare i 10 mila euro per ciascuna famiglia che, con il crollo della casa, ha perso tutto, pagare le opere provvisionali per la messa in sicurezza del centro storico e sostenere le altre spese previste nelle varie ordinanze succedutesi nel tempo».

In queste ore, racconta sempre il sindaco, «mi trovo di fronte ad un bivio: prendere questi 10 milioni e restituirli al Comune o pagare la mensilità di maggio dell'autonoma sistemazione? So già che decidero' per la seconda ipotesi, ma so anche che dovrei comunque preoccuparmi del bilancio comunale».

Cialente non nasconde la difficoltà di dover «spiegare a centinaia di persone, per lo più anziane, perchè ancora non si trova l'alloggio che era stato promesso loro per il settembre dello scorso anno. Noi stiamo facendo la nostra parte, ma ho ormai la consapevolezza che non e' più giusto non levare con ancora piu' decisione la mia voce per questa gente. Le chiedo quindi - conclude Cialente - di aiutare il cratere sismico in questo momento».

11/09/2010 12.01



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INDENNIZZI, IL PARERE LEGALE CHIESTO DAGLI INGEGNERI

L'AQUILA. L'Ordine degli Ingegneri della Provincia dell'Aquila interviene sulle attuali incertezze circa la natura giuridica degli indennizzi da corrispondere ai cittadini colpiti dagli eventi sismici del 6 aprile. In un momento di piena incertezza l'Ordine è passato all'attacco e tra tante chiacchiere a vanvera che si stanno spendendo sull'argomento ha deciso di fare qualcosa di concreTo: chiedere un parere legale al professor Lorenzo Passeri, esperto in diritto amministrativo.

Passeri ha fornito un articolato parere, che gli Ingegneri hanno già inoltrato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al presidente del Senato Renato Schifani, a quello della Camera, Gianfranco Fini, al capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, al commissario Chiodi e al suo vice Cialente.

Dal parere si evince chiaramente che il Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (T.F.U.E.) conferma che per eventi calamitosi (terremoti, frane ecc.), le sovvenzioni date ai privati cittadini hanno carattere esclusivamente risarcitorio: in tal caso il privato cittadino può liberamente spendere la somma assegnata nel rispetto delle finalità prefissate documentando la correttezza della propria spesa. Nella ricostruzione degli immobili danneggiati dal sisma 2009 il problema non risiede nel fatto che il privato sia obbligato a predisporre una gara d'appalto in quanto la sovvenzione è un indennizzo, ma quello di notiziare la commissione UE in ordine all'esistenza del D.L. 39/09 s.m.i. del conferimento degli aiuti statali.

 

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