Casa dello studente, universitari contro Cialente: «fugge dalle proprie responsabilità»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. L’Unione degli universitari dell’Aquila, per tramite dei suoi avvocati, ha inviato una formale diffida al Comune dell’Aquila, ed in particolare al sindaco e ai Dirigenti competenti in materia di Ripianificazione e Urbanistica e di Bilancio e Patrimonio.*BORSE DI STUDIO: «VERGOGNOSO TAGLIO AL FONDO DI INTERVENTO INTEGRATIVO»

L'AQUILA. L’Unione degli universitari dell’Aquila, per tramite dei suoi avvocati, ha inviato una formale diffida al Comune dell’Aquila, ed in particolare al sindaco e ai Dirigenti competenti in materia di Ripianificazione e Urbanistica e di Bilancio e Patrimonio.

*BORSE DI STUDIO: «VERGOGNOSO TAGLIO AL FONDO DI INTERVENTO INTEGRATIVO»

Si chiede quindi formalmente che vengano presi provvedimenti rispetto alla vicenda della Casa dello Studente San Carlo Borromeo.

La struttura come è noto è stata realizzata con fondi pubblici, secondo modalità definite dall’accordo di programma stipulato in data 16 giugno 2009 firmato dal Comune dell’Aquila, la Regione Abruzzo, Regione Lombardia, Provincia dell’Aquila, Dipartimento di Protezione Civile e Curia Arcivescovile dell’Aquila.
La struttura è stata realizzata a “beneficio” del Comune dell’Aquila, che ne trasferisce l’uso alla Regione Abruzzo affinché la stessa «attraverso le sue articolazioni provveda alla relativa gestione».

«La Regione Abruzzo», denunciano gli studenti, «ha trasferito, in spregio all’Accordo di Programma, la gestione della struttura alla Arcidiocesi dell’Aquila la quale, a sua volta l’ha trasferita ad un privato, la Fondazione Giorgio Falciola, che gestisce la residenza in maniera privatistica».
Il Comune è stato più volte sollecitato ad intervenire affinchè si garantisse il rispetto dell’Accordo di Programma; l’assessore Stefania Pezzopane, in un pubblico dibattito nell’ambito della Festa Nazionale della Cultura del Pd, ormai nel lontano Settembre 2010, oltre 150 giorni orsono, garantì un suo intervento diretto.

Il Consiglio Comunale ha persino approvato una mozione, ormai circa un anno fa, con la quale si sollecitava il sindaco e la Giunta comunale ad intervenire per il rispetto delle modalità gestionali previste dall’Accordo.
«I mesi passano inutilmente», denunciano gli universitari, «e anche il secondo anno accademico post-sisma si chiuderà con la gestione privatistica da parte della Curia di un bene pubblico, costruito con soldi pubblici».

«E’ insopportabile», denuncia l'Udu, «che, alla Regione e alla Curia, che hanno costruito un patto a due in violazione dell’Accordo di Programma, si aggiunga anche il Comune, che fa scorrere i mesi con la strategia “dello struzzo”, nascondendo la testa sotto la sabbia e di fatto divenendo corresponsabile delle azioni di Regione e Curia».

E oggi gli universitari ricordano che fu possibile costruire la Residenza con fondi FAS esclusivamente perchè la stessa sarebbe andata a beneficio del Comune aquilano e che si riscontrano «gravi inadempienze» del Comune sia sul fronte della tutela del suo patrimonio pubblico, sia del rispetto di un accordo di programma che ha permesso, solo in virtù della programmata gestione pubblica, una grande variazione urbanistica tale da rendere edificabile un terreno altrimenti agricolo.

22/02/2011 8.58

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 BORSE DI STUDIO: «VERGOGNOSO TAGLIO AL FONDO DI INTERVENTO INTEGRATIVO»

 L'AQUILA. Altra nota dolente per gli universitari aquilani i finanziamenti per le borse di studio. L’Udu ribadisce, ancora una volta, che mai come quest’anno il «disinteresse della Regione Abruzzo, in merito al diritto allo studio, è stato di proporzioni così vaste».

Per il corrente anno accademico 2010/2011 sono stati stanziati per le borse di studio 600.000 euro per gli studenti iscritti all’ Università degli studi dell’Aquila e tale somma riesce a garantire una copertura «ridicola», dicono gli studenti, pari a circa il 20% degli idonei.

«Mai registrata una copertura così bassa della graduatoria per le borse di studio all’Aquila, che va ad aggiungersi ad una quasi totale mancanza di servizi».

L’Udu in questi mesi si è più volte mobilitata per contestare «l’indifferenza della Regione» e l’operato del presidente Chiodi e dell’assessore Gatti, anche con l’imponente manifestazione del 17 Novembre davanti alla Regione stessa, dove una delegazione di studenti non è stata ricevuta ma invitata ad un incontro il 22 novembre successivo.

«In questo incontro», ricordano oggi gli studenti, «tra una delegazione dell’Udu, il presidente della Regione Abruzzo Chiodi, l’assessore Regionale al diritto allo studio Gatti, il commissario straordinario all’Adsu D’Ascanio e il vice presidente della regione De Matteis, Gatti garantiva che l’Adsu L’Aquila avrebbe ottenuto entro breve tempo i fondi per soddisfare tutte le domande di borsa di studio (beneficiari e idonei). Non solo questo fondo non è arrivato, ma addirittura assistiamo ad un taglio indiscriminato ad un fondo emergenziale destinato all’Azienda per il Diritto allo Studio di un territorio colpito da un evento sismico di così grave portata».

Intanto gli studenti teramani si uniscono ai colleghi aquilani: «Ci sembra chiaro che la scelta del presidente Chiodi e dell’assessore Gatti sia una vera e propria “spoliazione” nei confronti degli studenti universitari aquilani. Chiediamo, quindi – conclude l’Udu teramana - che la quota del fondo di intervento integrativo per le borse di studio venga destinata per intero all’Adsu aquilana come da disposizione ministeriale».

22/02/2011 8.58