Terremoto, «90 eventi sismici tra Gubbio e l'aquilano in tre giorni»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Dopo le cinque scosse consecutive registratesi lunedì scorso, è stato un fine settimana movimentano quello appena conclusosi per l'aquilano.

La terra trema ancora. A quasi due anni esatti dal 6 aprile 2009 gli aquilani vivono ancora con l'incubo terremoto. Perchè le scosse non danno tregua. In 24 mesi tra alti e bassi, momenti di calma e altri in cui non c'è stata pace, la terra ha sempre continuato a muoversi. Dopo mesi di calma apparente lunedì scorso una lunga sequenza di repliche si è fatta risentire. Poi la settimana è trascorsa quasi tutta in tranquillità, ma nel fine settimana l'incubo è tornato.

Secondo lo studioso Giampaolo Giuliani, che monitora la situazione e sostiene di prevedere gli eventi sismici grazie al rilascio di radon sarebbero stati 90 le scosse da venerdi a domenica attraverso le diverse faglie delle dorsale appenninica che evidenziano la direttrice tra Gubbio ed il Bacino aquilano.

Appena cinque, però sono state secondo l'Ingv, i terremoti avvertiti dalla popolazione tutti con una magnitudo che non ha superato il 2.6.

E sabato è stata la giornata più movimentata. Alle 03:15 prima scossa (magnitudo 2.1) nel distretto aquilano (profondità 10 km) tra i comuni di L'Aquila, Lucoli, Pizzoli, Scoppito e Tornimparte.

Nuova replica alle 6:30 (magnitudo 2.2, profondità 10,3 km) esattamente nello stesso posto. La scossa delle 6:48, invece, (magnitudo 2.1) è partita dal distretto Velino-Sirente (profondità 22,2 km) tra i comuni di Acciano, Cocullo, Goriano Sicoli, Pescina, Raiano.

Dopo una giornata abbastanza tranquilla la terra è tornata a tremare alle 23:46 (magnitudo 2.6) e alle 4:59 di domenica mattina /magnitudo 2) sempre nel distretto aquilano.

Per Giuliani le anomalie del radon dalle 4 stazioni indicano incremento numero eventi sul bacino aquilano e lungo dorsale appenninica centro Italia.

«Il grado sismico appare contenuto almeno per le prossime 12 ore», ha scritto ieri sulla sua bacheca di Facebook, «poco sopra lo strumentale. E' chiaro che eventi in prossimità zone urbane anche se contenute incutono panico. Mantenere comunque massima attenzione predisponendosi ad eventuali peggioramenti che potrebbero avvenire in poche ore».

La terra continua quindi a tremare. La Protezione Civile continua a monitorare la situazione e conferma che non si registrano danni a persone o cose.  

21/02/2011 8.26