Fondi ricostruzione Ofena, Cospa:«il sindaco aumenta i dubbi: dica cosa si è fatto con 400mila euro»

Alessandro Biancardi

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OFENA. Un documento ufficiale del commissario straordinario della Ricostruzione parla di un versamento di circa 400mila euro al Comune di Ofena per la ristrutturazione di alloggi popolari.

OFENA. Un documento ufficiale del commissario straordinario della Ricostruzione parla di un versamento di circa 400mila euro al Comune di Ofena per la ristrutturazione di alloggi popolari.

Dino Rossi, rappresentante dell associazione degli allevatori Cospa, però sostiene di non aver visto lavori in paese agli alloggi popolari. Lo sa bene perché dice di conosce le persone che vi abitano e poi ricorda anche che quelle case furono ristrutturate poco prima del terremoto ed infatti non subirono danni, tanto che lo stesso Comune potè sfruttarle per allocarci alcune famiglie.

A PrimaDaNoi.it però il sindaco Anna Rita Coletti al telefono al momento non ricordava precisamente la cifra impiegata per i lavori effettuati agli alloggi popolari e conferma che lavori del Comune ci sono stati anche agli alloggi popolari dell’Ater e dell’ex Anas oggi della Provincia.

«Il nostro sindaco in realtà», spiega Dino Rossi, «si riferisce ad un solo appartamento di proprietà dell’Ater e 3 di proprietà della Provincia.  Visto che il Sindaco ha la memoria corta, non ci resta che dargli una rinfrescata: il giorno 9 settembre 2009 la giunta ha deliberato euro 125.000,00, per la sistemazione ed adeguamenti degli alloggi ex Anas e Ater. Nel rendiconto della Protezione civile risulta che il Comune abbia percepito Euro 403.000 e non finisce qui».

Inoltre, fa notare Rossi, nella delibera il Comune certifica di aver speso per la rimozione di pericolo (cioè la messa in sicurezza con i puntellamenti) 123.132,38 euro ma nel rendiconto della Protezione civile la cifra lievita a 250mila euro.

Tra l’altro la stessa delibera che autorizza i puntellamenti è stata oggetto di indagini della procura  perché le impalcature sono state pagate sette volte in più del prezziario regionale anche se l’indagine pare avviarsi verso l’archiviazione.

Sempre il primo cittadino al telefono con PrimaDaNoi ha parlato di altri tre alloggi di edilizia pubblica di cui non specifica l’indirizzo.

«Nei paesi piccoli è difficile perdersi e così si è capito che il sindaco si riferisce agli alloggi situati dentro il centro storico, in Via S. Egidio», sostiene Rossi, «nati dal recupero di alcuni ruderi dalla amministrazione precedente, rimasti illesi dal terremoto. Infatti, i primi sfollati sono stati sistemati in questi alloggi, subito dopo l’evento sismico, nonostante le case non rispettano la volumetria come da regolamento regionale. Per quanto riguarda le case ex Anas, ora della Provincia, forse al sindaco sfugge qualcosa: gli appartamenti sono stati imbiancati dagli sfollati, i bagni sono inutilizzabili e i serbatoi di eternit sono stati tolti, tramite una nuova gara d’appalto, subito dopo che proprio io ho inoltrato e pubblicato l’esposto che in questo momento si trova dal Gip».

Secondo l’attento esponente degli allevatori appare strano che «la minoranza non sapeva che l’amministrazione ha speso tutti questi soldi».

«Sono molti i soldi che mancano all’appello», conclude il Cospa, «è meglio che questa amministrazione faccia chiarezza e non a chiacchiere, ma con documenti alla mano, oppure ci pensi la procura aquilana a fare una indagine approfondita, con una linea dura, come abitualmente leggiamo sui quotidiani. Ci sono troppi dubbi ed abbiamo il diritto di avere risposte».

 18/02/2011 17.03