«L’Aquila città morta», fuoco di polemiche dopo la visita di Casini

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. La visita di Pierferdinando Casini di qualche giorno fa a L’Aquila ha innescato un fuoco di polemiche che non accenna a spegnersi.

Prima il presidente Chiodi, che in una lettera aperta ha replicato punto per punto alle critiche mosse da Casini; poi la risposta che gli assessori Stefania Pezzopane e Piero Di Piero hanno rivolto allo stesso Chiodi; infine la controreplica dell’onorevole Pierluigi Mantini, dell'esecutivo nazionale dell'Udc.

Dichiarazioni al vetriolo e prese di posizione che sfiorano la rissa (verbale).

Al centro della polemica le dichiarazioni del presidente dell’Udc che, dopo aver visitato L’Aquila qualche giorno fa, per fare il punto sulla ricostruzione post terremoto, ha definito il capoluogo abruzzese «una città morta», dove «nulla si è mosso sul fronte della ricostruzione».

Nel corso della sua vita Casini aveva anche ‘punzecchiato’ il premier Berlusconi, invitandolo a tornare all'Aquila. «Prima veniva spesso – ha sottolineato il leader dell’Udc - ora siamo noi a chiedergli di tornare qui. Così avrà modo di toccare con mano una realtà diversa da quella che lui stesso ha raccontato. Potrà vedere che la ricostruzione non è mai partita e che senza un intervento immediato L'Aquila non potrà tornare alla vita. Non basta mettere ponteggi – ha concluso Casini dopo la sua visita - è necessario ricostruire quello che non è il centro storico ma l'intera città».

CHIODI: INACCETABILI LE LEZIONI DA CHI FA SOLO PASSERELLA

Nella sua lunga lettera di risposta a Casini Chiodi replica, punto per punto, alle critiche mosse da Casini facendo anche la lista di tutti i fondi stanziati e spesi, per la fase dell'emergenza, 495,6 milioni di euro; per la ricostruzione vera e propria sono stati impiegati 790 milioni di euro; oltre 118 i milioni destinati al recupero di immobili pubblici nel centro storico dell'Aquila, e 200 milioni per i suoi edifici strategici.

Numeri che trovano espressione, ha sottolineato Chiodi, nei 12 mila cantieri al momento operanti.

Il Governatore ha inoltre annunciato che nel corso del 2011 sarà dimezzato il numero delle persone in autonoma sistemazione (da 30.000 al 1 febbraio 2010 a poco più di 14 mila ora); ridotta del 75 per cento la percentuale degli ospiti in strutture ricettive e del 71 per cento quella degli alloggiati nelle caserme.

«Significa – ha spiegato Chiodi - che gran parte degli 80-90 mila sfollati, dopo il terremoto del 6 aprile 2009, sta tornando nelle abitazioni di proprietà mentre tutti gli altri hanno comunque una sistemazione dignitosa e decorosa negli appartamenti del progetto Case o nei Moduli abitativi provvisori, quando non in altre soluzioni alloggiative a carico dello Stato».

Chiodi parla infine dei 17 mila studenti che «senza perdere un giorno di lezione, sono tornati in tempo sui banchi, in plessi messi in sicurezza o, in sostituzione, in moderne strutture antisismiche».

Il presidente della Regione non risparmia una ‘bacchettata’ a Casini e parla della «reale impossibilità per chi fa passerella, tra le vie di una città certo ancora sofferente, di cogliere i segni del progresso e della rinascita. Ecco perché – aggiunge il commissario Chiodi - considero inaccettabili le lezioni di chiunque venga per qualche ora qui, accusi, e passi oltre».

E non manca, infine, la stoccata all’indirizzo dell’amministrazione comunale.

«Se la ricostruzione materiale del centro storico dell'Aquila ha accumulato ritardi – puntualizza Chiodi - è stato solo perché il Comune sta tuttora lavorando al Piano di ricostruzione, strumento di legge e non facoltativo, propedeutico all'avvio delle opere, ferme per difficoltà proprie dell'amministrazione che solo in parte comprendo».

IL COMUNE: «CHIODI PRENDE IN GIRO E FA IL SOLITO SCARICABARILE»

Le critiche di Chiodi non sono passate inosservate all’amministrazione comunale, che replica al commissario tramite gli assessori alle Politiche abitative, Stefania Pezzopane, e alla Ricostruzione, Piero Di Piero.

Gli assessori giudicano «mortificante, se non addirittura offensivo, il comportamento del commissario - sempre più part time - Gianni Chiodi, che, con affermazioni confuse, infondate e con il consueto scaricabile di responsabilità, che sono esclusivamente le sue, ha finito per prendere in giro anche un Parlamentare della Repubblica».

Da parte dei due amministratori aquilani anche il richiamo alle passerelle, «di cui il Presidente del

Consiglio dei Ministri, suo collega di partito – dicono i due a Chiodi - si è rivelato un grande esperto, salvo poi rimettere le tasse ai terremotati del cratere, tagliare a più non posso le risorse, frenare sui sostegni e sulle proroghe, lasciare il territorio nel più completo abbandono quanto al recupero e allo smaltimento delle macerie».

Infine, per quanto riguarda più specificatamente le critiche mosse da Chiodi al Comune, Pezzopane e Di Piero rispondono piccati: «Non riusciamo a comprendere come, nel corso dei tavoli istituzionali, Chiodi accolga in pieno le tesi del nostro Comune e degli altri enti e poi, nei comunicati stampa, si ponga su posizioni contrarie alle sue stesse convinzioni espresse nelle riunioni. Davvero difficile da capire».

E poi, secondo il Comune dell’Aquila, la lentezza della ricostruzione è dovuta proprio ai ritardi con cui lo stesso commissario devolve i fondi ai Comuni, tanto da costringere quello dell'Aquila a ricorrere, sovente, ai soldi del suo bilancio per integrare il contributo di autonoma sistemazione.

 MONTINI: «CHIODI NON PERDA TEMPO A SCRIVERE LETTERE INUTILI E MALEDUCATE»

«Chiodi non perda tempo a scrivere lettere inutili e maleducate e lavori di più per L'Aquila».

Non poteva essere più ‘amara’ la controreplica dell’Udc a Chiodi, affidata a una nota dell’onorevole Pierluigi Mantini, dell'esecutivo nazionale del partito.

«Chiodi - aggiunge Mantini - sa dei numeri ma sono numeri drammatici. Dica invece quanti appalti pubblici e quanti progetti sono stati realizzati o avviati nel centro storico. Comunque, l'amico Chiodi ha già molti incarichi» puntualizza il parlamentare, che rivolge al presidente della Regione una proposta: «Come Commissario straordinario - dice Mantini - istituisca una cabina di regia per la ricostruzione, che si riunisca almeno una volta alla settimana all'Aquila, con il sindaco, il presidente della Provincia e le altre autorità. E' troppo? Ed è troppo chiedere una legge urbanistica della regione Abruzzo per la ricostruzione dei Comuni terremotati o preferisce andare avanti in modo oscuro, con l'ordinanza del giorno e le chiacchiere della sera? Chiodi non dovrebbe rifiutare chi vuole aiutare la ricostruzione tenendo conto che anche lui ha tanto bisogno di aiuto», incalza l’esponente dell’Udc.

«Ringraziamo Chiodi per la lunga lettera che ha dedicato alla visita del presidente Casini all'Aquila che, dunque, è stata utile – conclude la nota di Mantini - Però confermiamo ciò che Casini ha detto, ossia che la ricostruzione della città non è partita».

d.d.c. 17/02/11 12.02