Appalti ricostruzione: 70 ditte per la questura, un'Ati lombarda per il tribunale

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Sono circa 70 le aziende in gara per il recupero dei quattro blocchi della Questura dell'Aquila, danneggiata dal terremoto del 2009.

Un appalto controverso e caratterizzato da un percorso difficoltoso, sfociato nella lievitazione di costi da circa 3 a 18 milioni di euro.

Una situazione che ha fatto slittare di due anni i tempi di riconsegna, previsti dopo il primo bando per l'inizio del 2011.

L'appalto della Questura ha generato molte polemiche, soprattutto tra i sindacati di polizia, che hanno denunciato di essere stati abbandonati dai vertici della Polizia di Stato, dal momento che la Questura e la Stradale sono attualmente insediate in tre sedi diverse.

Ma su tutto il percorso pesa il pericolo di ricorsi, a partire da quello della Inteco Spa che si era aggiudicata l’appalto a procedura negoziata del valore di 2.966.400 euro comprensivo del ribasso d’asta del circa 6% .

Dopo, però, il valore dei lavori necessari al ripristino della Questura aquilana sarebbe lievitato fino a 18.500.000 euro. Della lievitazione si sarebbe accorta la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti che avrebbe costretto il Provveditorato a bandire una nuova gara d’appalto.

Le operazioni di apertura delle offerte sono cominciate ieri: secondo quanto emerso da fonti interne al Provveditorato interregionale alle opere pubbliche Abruzzo, Lazio, Sardegna, in una settimana dovrebbe essere affidato l'intervento.

E intanto l'associazione temporanea d'impresa (Ati) costituita dalla Gdm di Milano, azienda capofila, e Benvenuto Spa di Como, si è aggiudicata l'appalto per il recupero del tribunale dell'Aquila.

A rispondere al bando, per un valore di circa 18 milioni, sono state una quarantina di imprese e Ati.

Anche in questo caso le procedure sono state gestite dal provveditorato interregionale alle opere pubbliche Abruzzo, Lazio, Sardegna.

Il ribasso effettuato dall'Ati vincitrice è di circa il 26%. In riferimento al tribunale dell'Aquila, prima di far partire l'appalto c'é stato un lungo periodo di riflessione per le verifiche tecniche, tese a decidere se la struttura, gravemente danneggiata in seguito al sisma del 6 aprile 2009, dovesse essere demolita o ricostruita.

IURATO INCONTRA I SINDACI

E proprio ieri pomeriggio si è tenuta la riunione tra il prefetto Giovanna Iurato e i sindaci dei Comuni del cratere sugli adempimenti previsti Linee Guida ricostruzione immobili privati

Iurato ha presieduto una riunione insieme al prefetto Bruno Frattasi, coordinatore del Comitato Grandi Opere ed al rappresentante della Prefettura di Teramo, durante la quale è stato fatto il punto della situazione con i sindaci del cratere sullo stato degli adempimenti previsti dalle Linee Guida per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose negli appalti per la ricostruzione degli immobili classificati “B”, “C” ed “E”.

L’incontro ha visto la partecipazione anche del Responsabile della Struttura Tecnica di Missione, di Magistrati della Direzione Nazionale Antimafia, di funzionari dell’Organo della Presidenza del Consiglio competenti al rilascio dei Codici Unici di Progetto (CUP), nonché rappresentanti degli Ordini professionali degli ingegneri, architetti e geometri.

Nel corso della riunione sono state illustrate le procedure, con le quali i Comuni potranno richiedere, anche in maniera massiva, alla Presidenza del Consiglio il rilascio dei CUP, indispensabili a garantire la tracciabilità dei contributi pubblici erogati per i lavori della ricostruzione privata.

Tutti i partecipanti alla riunione hanno condiviso la necessità di assicurare la massima assistenza possibile ai cittadini nell’adempimento degli obblighi previsti a loro carico dalle Linee Guida.

A questo riguardo, è stato rimarcato come il cittadino non debba richiedere né il CUP (cosa che deve essere fatta dai Comuni) né il certificato antimafia alla Prefettura nei confronti dell’impresa affidataria dei lavori.

Difatti, i privati proprietari degli immobili sono tenuti soltanto a: utilizzare conti correnti bancari o postali dedicati, anche in via non esclusiva, per ricevere i contributi ed effettuare pagamenti;  effettuare pagamenti alla ditta incaricata dei lavori per mezzo di bonifici postali, con l’indicazione del CUP comunicato dal Comune;  inserire nei contratti stipulati clausole volte a garantire la tracciabilità dei contributi pubblici e la possibilità di interrompere il rapporto contrattuale con la ditta risultata collusa con la criminalità organizzata; interrompere il rapporto contrattuale con le ditte che, all’esito dei controlli della Prefettura, dovessero risultare colluse con la criminalità.

E’ stato, inoltre, sottolineato il contributo che gli ordini professionali degli ingegneri, architetti e geometri possono fornire alle imprese nell’osservanza degli obblighi stabiliti dalle Linee Guida. Alle imprese affidatarie dei lavori ed a quelle subappaltatrici o fornitrici di prestazioni per l’esecuzione delle opere, è infatti richiesto di: far transitare i pagamenti effettuati dal privato su conti dedicati anche in via non esclusiva;  effettuare i pagamenti ai subappaltatori e fornitori solo per mezzo di bonifici bancari o postali sui quali è riportato il CUP;  inserire nei contratti con i subappaltatori e fornitori clausole che consentano di interrompere il rapporto con le imprese risultate colluse con la criminalità.

Il Prefetto dell’Aquila ha, infine, ricordato che, con l’entrata in vigore delle Linee Guida, sono state avviate una serie di iniziative tese a tutelare i privati anche dal punto di vista contrattuale.

 16/02/2011 9.05