Inchiesta G8, questa settimana pm chiederanno rinvio a giudizio per Fusi e Verdini

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Settimana decisiva questa appena cominciata: la Procura distrettuale antimafia dell'Aquila presenterà al Gup del tribunale due richieste di rinvio a giudizio.*MONSIGNOR D'ERCOLE TRA EMERGENZA SISMA E LA FEDE DI OBAMA

L'inchiesta è quella che ruota intorno agli appalti per il G8 dell'Aquila e per la ricostruzione post terremoto, ormai definita.

Le richieste di rinvio saranno per il coordinatore del Pdl Denis Verdini e per l'imprenditore Riccardo Fusi, presidente dimissionario della Btp, per i quali si ipotizza il reato di tentativo di abuso d'ufficio.

Nel contempo, la Procura presenterà al Gip istanza di archiviazione per il costruttore aquilano Ettore Barattelli, presidente del Consorzio Federico II, costituito dopo il terremoto sulle cui attività si erano concentrate le attenzioni dei Pm.

Le indagini, coordinate dal procuratore distrettuale, Alfredo Rossini e dal sostituto procuratore Olga Capasso, distaccata nel capoluogo abruzzese dalla Direzione nazionale antimafia (Dia) per rafforzare la lotta alle infiltrazioni mafiose nella ricostruzione, hanno cercato di dimostrare che Verdini attraverso le sue influenti amicizie politiche avesse favorito il Consorzio nell'aggiudicazione di appalti.

Ma i riscontri hanno dimostrato che il Consorzio non ha mai preso affidamenti diretti dalla Protezione Civile Nazionale, che ha gestito il G8 dell'Aquila e la fase dell'emergenza terremoto.

Tra i tre indagati, Barattelli è stato l'unico ad aver reso una deposizione spontanea e ad avere accettato l'interrogatorio dei Pm ai quali ha fornito un'ampia documentazione. Verdini e Fusi non si sono mai presentati all'Aquila: a pesare sulla richiesta di rinvio a giudizio dei Pm sarebbe stata, sempre secondo quanto si è appreso, il vecchio rapporto di affari e amicizia tra Fusi e Verdini ai tempi in cui quest'ultimo era presidente del Credito Cooperativo fiorentino.

L'inchiesta aquilana ha preso impulso dalle intercettazioni telefoniche acquisite nell'ambito delle indagini della Procura di Firenze sugli appalti per i Grandi eventi e per il G8 della Maddalena.

Nelle scorse settimane nell'ambito della stessa inchiesta sono stati ascoltati come persone informate sui fatti Guido Bertolaso e il presidente e commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi. Quest'ultimo ha ribadito di non aver avuto alcun contatto con l'imprenditore Fusi al di là della telefonata passata da Verdini e ha ribadito ai magistrati di «non aver mai ricevuto da quest'ultimo sollecitazioni in nessun senso». A luglio, invece, l'imprenditoreBarattelli smentì ogni ipotesi di una cricca degli appalti in terra d'Abruzzo.

14/02/2011 10.13

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MONSIGNOR D'ERCOLE TRA EMERGENZA SISMA E LA FEDE DI OBAMA

 L'AQUILA. In una intervista rilasciata a La bussola quotidiana monsignor Giovanni D’Ercole, dal 14 novembre 2009 vescovo ausiliare dell’arcidiocesi dell’Aquila, fa il punto della situazione a quasi due anni dal sisma. «Nell’anno successivo al sisma», analizza D'Ercole, «si sono moltiplicati i casi di divorzi e separazioni, io dico che le famiglie sono scoppiate. E i figli hanno subito un altro, terribile terremoto».

Difficile anche la situazione dell’Università: «in un anno ha visto dimezzarsi il numero degli studenti iscritti, che sono passati da 30mila a 15mila. Io ho un timore, che si finisca per abituarsi a tutto questo e considerarlo normale, per questo sono convinto che il nostro compito, il compito di chi è a L’Aquila per dare una mano, sia soprattutto tenere viva la speranza».

Per D'Ercole bisogna poi «prendere  distanze dalla politica partitica, la politica delle contrapposizioni ideologiche a tutti i costi non aiuta e non serve, bisogna invece rimboccarsi le maniche e io so che gli aquilani hanno i numeri e le caratteristiche per farlo».
Secondo il vescovo adesso bisogna «rispondere all’esigenza di relazione. La mia proposta è quella di moltiplicare i gemellaggi, intensificare i contatti tra le parrocchie, gli scambi tra le scuole, le relazioni. In questo modo si crea l’arricchimento reciproco e gli aquilani smetteranno di sentirsi un soggetto da assistere e si faranno protagonisti insieme ad altri che vogliono costruire un futuro migliore».

Sul settimanale Il Punto D'Ercole analizza invece la fede del presidente americano Obamahttp://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-vi-racconto-la-fede-di-obama-934.htm in quanto la scorsa settimana ha partecipato al National Prayer Breakfast , incontro che si ripete da 59 anni e che raccoglie deputati e senatori americani con membri del governo federale e rappresentanti della politica, della cultura e delle religioni provenienti dal mondo intero. 

«Il presidente Barak Obama», racconta il vescovo, «ha affermato che se in famiglia non ha avuto una vera educazione religiosa, da giovane ha cominciato ad approfondire la fede e a frequentare la comunità cristiana sino ad accettare “Gesù come Signore e Salvatore della mia vita”. La fede – ha detto – è stata e rimane il pilastro della mia vita, che si è approfondita poi con l’esperienza della Presidenza e c’è una parola del Vangelo che mi guida: “Cercate prima il regno di Dio e il resto vi sarà dato in sovrappiù”. Si è chiesto poi: “Cosa domando a Dio innanzitutto nella preghiera? La pazienza”».
Ha confidato che tutte le mattine nella stanza ovale della Casa Bianca «con due colleghi deputati preghiamo ispirati dalla parola di Dio. E’ un tempo meraviglioso al quale non rinuncio».

Ha concluso così: «Il mio vivo desiderio è essere corretto con Dio e con il popolo americano».

14/02/2011 10.27