Ricostruzione questura de L’Aquila: che pasticcio. I sindacati protestano e pretendono risposte

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Partito male rischia di finire peggio l’affidamento dei lavori per la costruzione della nuova questura de L‘Aquila. Un pasticcio rimediato con un altro pasticcio che allunga di fatto i tempi.

L’AQUILA. Partito male rischia di finire peggio l’affidamento dei lavori per la costruzione della nuova questura de L‘Aquila. Un pasticcio rimediato con un altro pasticcio che allunga di fatto i tempi.

Un primo appalto era stato contestato persino dalla Corte dei Conti, si parlava di un appalto di 3 milioni affidato direttamente in via d’urgenza. Il provveditorato delle opere pubbliche allora sempre in via di urgenza ha rifatto la gara con base d’asta che tutto compreso arriva però ad una cifra vicino ai 18 milioni di euro. Una procedura in tutta fretta rifatta che, da una parte, ha mantenuto l’urgenza ma dall’altra ha dilazionato di due anni la data di riconsegna dei lavori. Immaginarsi le conseguenze per i poliziotti che devono lavorare in spazi non idonei nella caserma di Coppito della guardia di Finanza. Anche perché se tutto fosse stato fatto a “regola d’arte” senza intoppi la nuova questura proprio a febbraio 2011 doveva essere riconsegnata.  

La storia era stata portata alla luce da un articolo di dicembre di Republica e ripreso la settimana scorsa da PrimaDaNoi.it.

Il precedente provveditore, Giancarlo Santariga, aveva affidato nell'aprile del 2009 con procedura negoziata alla ditta Inteco Spa un appalto della somma di circa 3 milioni per il recupero della struttura. Durante i lavori, però, secondo il provveditorato «all'atto delle demolizioni» si sarebbe scoperto che i danni erano molto più gravi.

Sempre stando a fonti ufficiali del provveditorato, riporta l’agenzia Ansa, per rendere agibili in tempi brevi la struttura, nel settembre del 2010 si è proceduto ad affidare i lavori ricorrendo alla somma urgenza (affidamento diretto) per i lotti C e D, tralasciando i lotti A e B, affidando i lavori alla stessa Inteco Spa. Ma in sede di controllo la Corte dei conti ha sollevato obiezioni per le modalità di affidamento dei lavori, avvenuto in deroga a quanto previsto dal codice dei contratti pubblici, criticando anche la divisioni dell'intervento in due fasi.

 Il provveditorato che nel frattempo ha cambiato responsabile con l'avvento di Donato Carlea, pur ribadendo la necessità delle procedure in deroga, ha ritirato il provvedimento per indire una nuova gara di appalto per i quattro lotti con previsione di fine lavori per il 15 settembre 2012.

Per l'appalto di circa 18 milioni sono pervenute oltre 150 ditte che si giocheranno l'aggiudicazione con il massimo ribasso, una modalità che non viene ritenuta una garanzia soprattutto per un edificio pubblico strategico che deve avere il 100% dell'antisismicità.

Il 15 marzo prossimo secondo il cronoprogramma del provveditorato è prevista la conclusione delle procedure e l'affidamento dei lavori. Ma su tutto il percorso pesa il pericolo di ricorsi, a partire da quello della Inteco Spa.

I sindacati di polizia Siulp e Sap però non ci vedono chiaro ed hanno anunciato di aver già presentato accesso agli atti.

«Il nuovo affidamento dei lavori», sostengono i due sindacati, «ha di fatto interrotto e stravolto l’iter già avviato dal precedente Provveditore, secondo il quale nel corrente mese di febbraio 2011, la città avrebbe di nuovo avuto, dopo il fatidico 6 aprile, parte della sede istituzionale cittadina della Questura e della Polizia Stradale».

«Dopo quasi due anni dal sisma», protestano ancora i sindacati, «la Questura non solo risulta essere l’unica istituzione lasciata allo sbando, senza sede, senza risorse e senza uomini  grazie ai tagli sul capitolo sicurezza dei Ministri Tremonti e Brunetta (si va avanti solo grazie al contributo dei colleghi aggregati per grazia ricevuta da altre province), ma l’ aspetto che più ci lascia sgomenti e imbarazzati, è l’interesse mostrato dai vertici della Polizia di Stato alla questione del capoluogo abruzzese. I poliziotti aquilani, dopo essere stati presi in giro per ventitré mesi, assistono impotenti e inascoltati al pietoso spettacolo di smarrimento in cui versa l’Amministrazione di Pubblica Sicurezza, la quale a quasi due anni è ancora in attesa che qualche “buon samaritano”, spinto chissà da quale intento, offra uno stabile, anche in zona rossa, magari con l’accesso da un vicolo pericolante e transennato, basta che sia a costo zero, per frazionare la Questura e la Polizia Stradale non più in tre fortunose sedi, ma in quattro, rendendo il già difficile lavoro praticamente impossibile».

Siulp e Sap hanno fatto inoltre presente che altre amministrazioni (come l’Anas per esempio), hanno fatto scuola nel dimostrare l’interesse verso la città dell’Aquila, verso la sicurezza del proprio personale e nel saper ricondurre l’emergenza alla normalità.

«Speriamo che qualcuno venga colto da una necessaria quanto improbabile voglia di ben amministrare anche la sicurezza a L’Aquila», si augurano i sindacati di polizia.

Di sicuro questa della ricostruzione della questura è una storia che meriterebbe approfondimenti e risposte ai cittadini. Di sicuro i sindacati faranno la loro parte.

12/02/2011 13.04