Progetto da 400 mila euro, Udu diffida Comune L'Aquila: «da noi nessuna autorizzazione»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. L'Unione degli Universitari ha dato mandato ad un legale di diffidare il Comune dell’Aquila all’uso del nome “Udu” in merito ai partner del progetto “Cultlab”.

Il progetto, approvato dalla Giunta Comunale del 25 agosto scorso con delibera la 225 del 19 Agosto, prevede l’utilizzo di 400.000 euro stanziati dall’Anci, per la realizzazione di servizi a favore degli studenti universitari.

Nella documentazione in allegato alla delibera comunale compare anche l’Udu tra i soggetti collaboratori, questo nonostante il sindacato degli studenti non «sia stata mai coinvolto nella formulazione del progetto approvato, né tanto meno nel suo iter di approvazione, né sottoscrivendo alcun  accordo di partenariato».

«Non è stato mai autorizzato, quindi», assicurano i rappresentanti degli studenti, «l’utilizzo del nome Udu in riferimento a tale progetto, nè è stata mai espressa nessuna adesione o collaborazione».

Per gli studenti risulta ancor «più preoccupante» osservare «con che leggerezza» il Comune dell’Aquila formula progetti «con informazioni false, partner falsi, e con altrettanta leggerezza li voti in Giunta Comunale, cosa ancor più grave considerata l’ingente quantità di denaro pubblico in gioco».

Dal punto di vista sostanziale l’Udu contesta il Comune, che di fatto ha cancellato il progetto sulla Città Universitaria frutto di un partenariato istituzionale tra Comune, Università, Adsu e Ama, progetto che oggi come non mai servirebbe ad aggredire parte delle incredibili difficoltà nei primari bisogni degli studenti, a partire dalla mobilità, per far spazio ad un progetto in cui il soggetto attuatore non è un Ente Pubblico.

L’Udu, proprio in questi giorni sta di nuovo raccogliendo le firme per un progetto volto all’istituzione di navette diurne dirette tra le dislocate sedi universitarie e notturne “circolari” nel frammentato territorio, tali da permettere di potenziare il collegamento tra zone per la prima volta abitate da studenti, le sedi universitarie e la città, inserendo anche corse notturne così come era nello spirito originario del progetto.

«Peraltro queste idee», ricordano oggi gli studenti, «furono già inviato agli attori istituzionali del Progetto Anci nello scorso mese di novembre, proprio per offrire a Comune, Università, Adsu e Ama il punto di vista degli studenti circa la riformulazione dei bisogni primari. Ora torniamo a chiedere che questi fondi sia destinati alla generalità degli studenti dell’università e che quindi siano proprio gli Enti preposti (Comune, Università, Adsu, Ama) a farsene carico».

 

10/09/2010 9.12