Università L'Aquila esclusa dal tavolo tecnico. Di Orio amareggiato. Chiodi: «polverone su nulla»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Perchè al “tavolo degli enti della ricostruzione" l'Università aquilana non è stata invitata? La domanda la gira il rettore Ferdinando Di Orio al presidente e commissario Gianni Chiodi.

Il rettore non nasconde la propria amarezza per essere stato lasciato fuori dall'incontro al quale ha partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta.

«Anche se fosse stata, come mi auguro, una semplice e casuale dimenticanza», si legge nella lettera firmata da Di Orio e girata a Chiodi, «sarebbe comunque un episodio significativo della considerazione riservata alla più importante Istituzione culturale cittadina che rappresenta, con 1200 dipendenti e 23.000 studenti, anche la realtà produttiva più importante del contesto territoriale aquilano».

Il rettore si dice dispiaciuto anche perchè questa «dimenticanza» avrebbe impedito all'Università di esporre al sottosegretario Letta i suoi attuali problemi e la sua visione sulla ricostruzione.

«Potrei comprendere, ma non giustificare comunque, l'esclusione della mia persona in ragione delle posizioni critiche assunte che mi hanno visto non allineato al pensiero unico che ha caratterizzato le strategie politiche seguite dalla immediata fase dell'emergenza post-sismica sino a quelle più attuali sulla ricostruzione», continua il rettore. «Non posso, tuttavia, accettare l'esclusione dell'Università come Istituzione che, pur tra tante difficoltà, continua a svolgere pienamente la sua funzione al servizio della comunità universitaria e, soprattutto, della città dell'Aquila».

Il rettore si augura che sia stata solo una «dimenticanza non voluta» e chiede alle autorità provinciali e cittadine «di adoperarsi affinché in futuro non si ripetano simili episodi che, se contraddicono i messaggi mediatici ripetutamente lanciati su “L’Aquila, città universitaria”, rischiano soprattutto di discriminare le potenzialità che l’Università è in grado di esprimere per la rapida ricostruzione della città nell’interesse esclusivo di tutta la popolazione aquilana».

COSTANTINI (IDV): «UN SUICIDIO ESCLUDERE L'UNIVERSITA'»

«E' stato escluso», protesta il consigliere regionale dell'Idv, Carlo Costantini, «forse l'unico ente che fino ad oggi ha dato plurime dimostrazioni di capacità di reazione, confermandosi elemento insostituibile di ogni idea di ricostruzione economico-sociale del territorio aquilano. Gli altri, quelli che fino ad oggi non hanno mai detto una parola contro, bevendosi tutto quello che è stato (o non è stato) propinato, erano presenti al gran completo. Evidentemente all'Aquila c'è qualcuno che vuole “suicidarsi”, portandosi dietro l'intera Città: non riuscirei a leggere diversamente la logica seguita da chi ha ritenuto ed evidentemente continua a ritenere che il futuro dell'Aquila possa prescindere dalla propria Università».

CHIODI, «POLVERONE PER NULLA»

«Si sta alzando un polverone senza che ci sia un soffio di vento», ha commentato il commissario delegato per la Ricostruzione, e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi.«Il Tavolo di coordinamento degli Enti per la ricostruzione si riunisce da tempo a cadenza settimanale, ogni giovedì. All'ultimo incontro operativo, come molti di voi sapranno, ha voluto partecipare anche il sottosegretario Gianni Letta. Strano che il rettore Ferdinando Di Orio si sia risentito solo ora ed a seguito della specifica circostanza - osserva Chiodi - Del resto il Tavolo è aperto a tutti i soggetti attuatori coinvolti nella ricostruzione e mai, prima d'ora, l'Università dell'Aquila, attraverso il suo Rettore, aveva avanzato alcuna richiesta per farne parte. Vorrei comunque rammentare che il Commissario in nessuna occasione ha sottovalutato il patrimonio culturale dell'Università, le sue potenzialità umane e professionali, né ha mai ignorato il contributo tecnico e di idee che il prestigioso ateneo aquilano è in grado di offrire». 

05/02/2011 9.07