Crolli ospedale San Salvatore, chiesto il processo per cinque persone

Alessandro Biancardi

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Crolli ospedale San Salvatore, chiesto il processo per cinque persone
L'AQUILA. La procura della Repubblica dell'Aquila ha inviato al giudice per l'udienza preliminare istanza di richiesta di rinvio a giudizio per i cinque indagati per i crolli all'ospedale regionale San Salvatore.

Si tratta di una delle indagini più complesse di quelle intraprese dal procuratore Alfredo Rossini e dalla sua squadra dal 6 aprile del 2009.

Il reato ipotizzato è di concorso in disastro colposo. Nei mesi scorsi sono stati iscritti nel registro degli indagati tecnici, progettisti e collaudatori dell'opera, la cui realizzazione è cominciata negli anni Settanta ed è costata circa 100 milioni di euro.

Le sei persone per cui i pm chiedono il processo sono Marcello Vittorini, ingegnere progettista e direttore dei lavori dell'opera negli anni Settanta; Gaspare Squadrilli, ingegnere strutturista e redattore dei calcoli negli anni Settanta e direttore dei lavori della struttura; Michele Tundo, geometra e direttore del cantiere della struttura dal 1972 al 1974; Domenico Ciccocioppo, geometra e direttore del cantiere negli anni 1973-1979; Luciano Rocco, componente della stessa commissione di collaudo.

Tra le persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio, non figura, invece, Giorgio Innamorati, presidente della commissione di collaudo nominata il 29 novembre 1979, in quanto lo stesso è stato prosciolto da ogni accusa ed è uscito dall'inchiesta nella fase delle indagini preliminari.

Il terremoto del 6 aprile 2009 ha provocato il crollo di parti della struttura, provocando disagi e polemiche.

Subito dopo il sisma gran parte dell'ospedale San Salvatore fu ritenuto inagibile con i malati trasferiti ed i feriti addirittura curati all'aperto, nel piazzale di fronte al pronto soccorso.

SEGNALI LANCIATI GIA' NEL 2000

Ma già qualche anno fa la struttura aveva dato segnali preoccupanti che probabilmente nessuno ha saputo cogliere. Nel 2000 la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema sanitario bocciò l'Ospedale nuovo S. Salvatore dell'Aquila inaugurato solo un anno prima. Venne messa in evidenza la «irrazionalità e obsolescenza dell'impianto costruttivo» e la «scarsa qualità dei materiali impiegati».
La bocciatura della struttura è contenuta nella Relazione conclusiva della commissione sulle 'Strutture sanitarie incompiute o non funzionanti'. 
Nel documento, ad appena un anno dall'apertura del nosocomio, la commissione parlamentare evidenziava dunque carenze strutturali dell'ospedale San Salvatore. Ma come spesso succede l’allarme è stato fatto cadere nel vuoto e dimenticato. 
L'Ospedale occupa una superficie di 180 mila metri quadrati. E' stato progettato nel 1967 e la sua costruzione è stata avviata nel 1972. 
Perchè ci sono voluti 30 anni per costruirlo con la lievitazione esponenziale dei costi? 
Una parte cospicua dei costi ha riguardato appunto l'adeguamento della struttura, concepita negli anni Sessanta, alle norme di sicurezza stabilite dalla normativa di riferimento più attuale al momento della costruzione, ovvero il DPR del 1997. 
Evidentemente, però, degli errori devono essere stati commessi se la struttura - finita nel 'libro nero' della commissione d'inchiesta già nel 2000 - non è stata comunque in grado di reggere all'impatto del terremoto. Evidentemente c’è anche dell’altro visto che nessuno più si è interessato della cosa.
La spesa prevista per i suoi 1.100 posti letto - ridotti nel corso del tempo a 350 - era di circa 11 miliardi delle vecchie lire. Ma nei successivi vent'anni si calcola che siano stati erogati finanziamenti per 200 miliardi: «nove volte più del necessario», secondo il rettore dell'Università dell'Aquila Ferdinando Di Orio, per altri addirittura «un pozzo di San Patrizio».

04/02/2011 8.32