Ricostruzione, Chiodi preme sull'acceleratore: «i soldi ci sono, ora servono cronoprogrammi»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Il Governo ha già stanziato i fondi, ora vogliamo cominciare a vedere gli edifici ricostruiti». *CONFRONTO TRA TERREMOTATI, L'ABRUZZO INCONTRA IL MOLISE

Lo ha detto ieri il commissario Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo, alla riunione del tavolo di coordinamento sulla ricostruzione, cui ha partecipato anche il sottosegretario
Gianni Letta.
   Il Commissario delegato per la Ricostruzione ha così voluto ribadire la necessità di avere a disposizione in tempi brevi i piani di ricostruzione dei centri urbani da parte dei sindaci dei Comuni, data la disponibilità economica per finanziarli.
   Chiodi ha rivolto un appello ai presenti chiedendo a tutti i soggetti attuatori, in particolare Comuni e Province, di presentare al più presto i crono-programmi degli interventi da realizzare e di attuare tutte le misure necessarie per ridurre i tempi di ricostruzione.
   L'appello di Chiodi è stato raccolto da Letta che ha annunciato di tornare all'Aquila per presenziare il tavolo di coordinamento e per vedere i piani di ricostruzione: «Mi allontano confortato - ha detto Letta -. E' questo l'obiettivo che mi aspettavo. Stiamo lavorando bene, andiamo avanti».

Tre i punti all’ordine del giorno: i tempi di esecuzione degli interventi già finanziati sulle opere pubbliche, la situazione degli edifici classificati ‘F’ (temporaneamente inagibili); l’edilizia privata, gravemente danneggiata, con esito ‘E’, i piani di ricostruzione e la rimozione delle macerie.

«Ho più volte confidato a Chiodi – ha proseguito il sottosegretario Letta -  che tante polemiche, anche quelle delle ‘carriole’, non sono nate dalla lontananza del Governo, ma dall’incapacità dei vari soggetti coinvolti di coordinarsi, parlarsi, mettere insieme gli sforzi comuni. Tante incomprensioni e inefficienze sono nate dal fatto che non basta la volontà dei singoli enti per ricostruire, ma bisogna unirsi in uno sforzo comune e collettivo, in maniera armoniosa, come si sta facendo a questo tavolo. Con la mia presenza voglio dare un segnale forte della vicinanza del Governo, che già dal 2009 ha stanziato i fondi necessari, e voglio dare il mio personale contributo alla soluzione delle criticità e all’accelerazione dei tempi di ricostruzione».

NON SI E' PARLATO DI TASSE E PROTESTE

Durante la discussione non sono stati affrontati i temi relativi alla sospensione delle tasse, né quelli legati alle proteste dei cittadini che sempre più numerosi vengono raggiunti da provvedimenti di revoca dell'assistenza alberghiera da parte della Struttura per la gestione dell'emergenza nonostante le abitazioni non siano ancora agibili.

«E' stato un incontro molto proficuo», ha sottolineato il Commissario per la ricostruzione.

E Letta, nonostante i ripetuti annunci di incontri con la stampa al termine della riunione, ha lasciato la sede della Struttura per la gestione dell'emergenza (Sge), nella sede della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza a Coppito, senza rilasciare alcuna dichiarazione ai molti giornalisti che lo hanno seguito per tutto il percorso fino alla sua automobile.

Pare che il sottosegretario sia stato chiamato a Roma da impegni improrogabili e abbia dribblato la stampa perché già in ritardo per il dilatarsi dei lavori della riunione.

Soddisfatto per la riunione anche il sindaco Cialente: «è stato un proficuo momento di confronto tra i soggetti a vario titolo coinvolti nel processo. Una prospettiva che apre alla possibilità di risultati concreti».

ALTRA PROTESTA PER REVOCA ASSISTENZA DA SGE 
Non sono mancate nemmeno ieri le proteste: Maria Colaci, ha contestato di essere stata "sfrattata" dall'albergo con un provvedimento della struttura per la gestione dell'emergenza (Sge) nonostante la sua abitazione sia ancora inagibile. Una vicenda del tutto identica a quelle già emerse nei giorni scorsi.

Ad ascoltare le rimostranze della donna è stato il responsabile della Struttura di coordinamento e raccordo della presidenza della Giunta, Giuseppe De Dominicis, il quale ha assicurato che «i problemi saranno risolti».

La donna ha spiegato che vorrebbe non pesare alle casse dello stato ma non ha altre possibilità perché nella sua casa io lavori non sono ancora finiti. La signora abita nel condominio Filadelfia, in via Caprini, nella zona di San Giuliano, lo stesso in cui abitano altri due cittadini che hanno subito la stessa sorte.

04/02/2011 8.33


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CONFRONTO TRA TERREMOTATI, L'ABRUZZO INCONTRA IL MOLISE

Domani sarà in Molise una prima delegazione abruzzese che visiterà l'area del cratere per accertare direttamente i tempi della ricostruzione post-terremoto, i ritardi che si sono accumulati e le questioni rimaste irrisolte.

Il vicepresidente della Commissione Consiliare per la Ricostruzione Post-Sisma della Regione Abruzzo, Giuseppe Di Pangrazio, l'assessore del Comune dell'Aquila, Alfredo Moroni, e il sindaco di Tornimparte (L'Aquila) Antonio Tarquini, accompagnati da alcuni operatori e giornaliste abruzzesi, si recheranno insieme al consigliere regionale Michele Petraroia e al giornalista Michele Mignogna, in alcuni Comuni colpiti dal sisma del 31 ottobre 2002.

Alle 15 presso il Centro Sociale del Villaggio Provvisorio di Bonefro (Campobasso) si terrà un incontro pubblico per uno scambio di informazioni sulle due calamità che hanno colpito l'Abruzzo e il Molise.

Nell'occasione sarà ribadita la solidarietà istituzionale della Regione Molise ai terremotati abruzzesi già espressa con Delibera di Consiglio Regionale approvata all'unanimità nella seduta del 14 dicembre 2010 e già rimarcata con la presenza di una delegazione molisana alla manifestazione dell'Aquila del 20 novembre scorso.

«Il confronto pubblico - ha spiegato Petraroia - permetterà di esaminare le criticità di un modello istituzionale introdotto dal Governo Berlusconi nel 2001 e sperimentato per la prima volta sul terremoto del Molise. Come è noto le innovazioni introdotte con questo modulo di gestione di una calamità naturale prevedono l'assenza di una legge nazionale di riferimento e la concentrazione di tutti i poteri presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che li esercita tramite un Commissario Straordinario attraverso ordinanze amministrative. L'ipotesi su cui poggiava tale modello era quello di velocizzare gli adempimenti amministrativi e snellire i tempi di realizzazione delle opere. La stessa motivazione ha spinto il Governo Berlusconi a estendere il modello anche ai Grandi Eventi coinvolgendo la Protezione Civile in attività improprie con i risultati che si evidenziano in varie inchieste giudiziarie».

«Sul piano del risultato - ha sottolineato Petraroia - il Modello di Ricostruzione Post-Sisma, oltre che essere antidemocratico perché esautora le Regioni, le Province e i Comuni, non è nemmeno efficace come si intuisce parlando con i terremotati molisani che al nono anno sono costretti a vivere ancora in prefabbricati precari che stanno cadendo a pezzi».

04/02/2011 8.33