Ricostruzione, Protezione Civile torna a L'Aquila. Berlusconi: «istituzioni locali incapaci»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il governo riprende in mano la gestione della ricostruzione de L'Aquila dopo il terremoto. Cialente: «no a nuova occupazione»*203 EVENTI IN 27 GIORNI REATINO E AQUILANO

La Protezione Civile potrebbe tornare presto nel capoluogo distrutto dal sisma e occuparsi della ricostruzione. Lo ha annunciato ieri il premier Silvio Berlusconi, spiegando che la decisione è arrivata dopo aver discusso con Gianni Letta: «riprendiamo nelle nostre mani la fase 2, quella della ricostruzione dopo l'emergenza. Ci sono ancora 13 miliardi di euro da spendere per la ricostruzione», una fase che «le istituzioni locali non hanno saputo gestire».

Ma il sindaco Cialente protesta: «L’Aquila non è Kabul, si adombra una nuova occupazione».

Il primo cittadino non accetta l'idea che la Protezione Civile torni in città per prendere in mano la ricostruzione: «è un fatto gravissimo, che pone al Paese una questione democratica, morale e di trasparenza. Dopo sette mesi nei quali siamo stati abbandonati carichi di debiti, senza un centesimo, senza le abitazioni promesse per migliaia di aquilani e senza norme certe, ora che, dopo aver preso le manganellate, siamo riusciti finalmente  ad avere almeno parte dei finanziamenti, si adombra una vera e propria occupazione. Ma L’Aquila non è Kabul. La ricostruzione la vogliono e la  devono fare gli aquilani, tutti, che, mai come oggi, si riconoscono nelle istituzioni locali».

Intanto il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, ha chiesto al governo di essere affiancato da altri due vicecommissari: il numero salirebbe così a tre, visto che l'unico vicecommissario è il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente.

All'incontro di ieri tra Chiodi, il premier Silvio Berlusconi, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, l'abruzzese Gianni Letta, si è aggiunto il capo della protezione civile, Guido Bertolaso a riprova che qualcosa sta per cambiare e il dipartimento sta per prendere in mano le redini.

«Si sta ragionando», ha spiegato lo stesso Bertolaso, «per capire se la squadra dell'Aquila può essere rinforzata, aiutata ad uscire da questi momenti di difficoltà, convinta o messa nelle condizioni di fare quelle cose concrete che tutti gli aquilani si aspettano. Credo che gli aquilani - ha aggiunto Bertolaso - non vogliano polemiche, chiacchiere, ma vogliono fatti concreti, interventi, decisioni e assunzioni di responsabilità»

Quel che al momento sembra certo è che sono in dirittura d'arrivo 220 milioni di euro che ancora mancano per coprire i 350 milioni di debiti contratti nel periodo dell'emergenza dalla Protezione civile con albergatori, imprese e cittadini, questi ultimi in riferimento all'autonoma sistemazione.

Chiodi ha riferito che Berlusconi, Tremonti e Letta lo hanno rassicurato sulla chiusura di questa partita e sui fondi per la ricostruzione.

Intanto il Comune sta procedendo con gli avvisi pubblici verso la ricostruzione delle prime 6 aree del centro storico, ma si è in ritardo: «ci sono voluti 3 mesi e mezzo per avere le linee guida per la ricostruzione», ha protestato Cialente.

«Inoltre - ha proseguito - ancora non sappiamo se per la ricostruzione si potrà contare su un contributo o su un indennizzo e questo fattore blocca la ricostruzione pesante».

Cialente ha inoltre giudicato prioritario lo stanziamento di fondi per il rifacimento della rete elettrica, dell'acqua e del gas nel centro storico.

«Ci sono molte abitazioni agibili - ha spiegato - che non possono però essere utilizzate perché non hanno i sottoservizi e la gente resta a spasso».

Sono circa 200, invece, le attività commerciali nel centro storico che potranno riaprire grazie alla nuova delibera comunale che prevede la dichiarazione di agibilità parziale.

Se per il momento sono 21 le imprese commerciali attive in centro, altre 75 potranno riaprire a breve, secondo uno studio coordinato dall'architetto, Angelo Patrizio, per conto del Comune su 17 isolati, nella prospettiva di raddoppiare il numero nel giro di pochi mesi.

«Da oltre un anno - ha spiegato Renato Borghi vicedirettore aggiunto della Confcommercio nazionale - stiamo cercando di trovare una soluzione per le imprese che hanno perso la propria attività a causa del terremoto. Fallita la possibilità di ricollocare centinaia di negozi in un unico grande centro commerciale nell'area industriale di Bazzano - ha concluso - abbiamo contribuito a perseguire la strada della riapertura in centro».

29/07/10 9.52

PASSATI ODG DI LOLLI E DI STANISLAO

Il Governo accoglie l'Ordine del Giorno dei deputati Augusto Di Stanislao (Idv) e Giovanni Lolli (Pd) a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma.

Di Stanislao, ha impegnato il Governo a prevedere, anche con provvedimenti di urgenza, ulteriori risorse economiche indispensabili per avviare la vera ricostruzione e consentire alle amministrazioni locali di far fronte ai debiti nel frattempo accumulati, accompagnandole con interventi finalizzati a snellire le procedure burocratiche al fine di aumentare le capacità di spesa dei fondi disponibili e a valutare l'opportunità di una completa equiparazione delle disposizioni per gli adempimenti tributari e contributivi.
Lolli ha chiesto invece semplicemente «che il trattamento riservato ai cittadini aquilani colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 sia lo stesso riservato ai cittadini colpiti dal terremoto del 97 in Umbria e nelle Marche che hanno restituito le tasse sospese dopo 12 anni, in 120 rate e nella misura del 40% del dovuto».

 29/07/10 12.47

 

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203 EVENTI IN 27 GIORNI REATINO E AQUILANO 

L'AQUILA. Sono 203 gli eventi sismici, tutti con magnitudo inferiore a 3, registrati nel triangolo Amatrice (Rieti), Campotosto e Montereale (L'Aquila) e intorno ai Monti della Laga (Teramo) negli ultimi 27 giorni, un fenomeno che sta destando preoccupazione in provincia di Rieti, ed in particolare nel distretto sismico Monti Reatini dove si stanno concentrando le attenzioni dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

L'ultima scossa di rilievo è stata registrata ieri sui Monti Reatini alle ore 7.27, di magnitudo pari a 2.4, profondità 10 chilometri, dopo una serie di altri micro terremoti localizzabili a basse profondità, tra gli 8 ed i 12 chilometri, spesso percepiti anche dalla popolazione anche se senza danni segnalati.

Secondo quanto reso noto da Fabrizio Galadini, direttore della sezione di Milano dell'Ingv, la situazione ricalcherebbe lo scenario evolutosi all'indomani del sisma che il 6 aprile 2009 ha devastato L'Aquila, con la particolarità dello spostamento degli eventi vero ovest.

«L’unico elemento di novità», ha spiegato Galadini, «si registra nella zona di Montereale dove i nostri strumenti hanno rilevato un certo numero di eventi che si stanno gradualmente spostando verso ovest. In quelle zone, che ricadono nei distretti Monti Reatini, Monti della Laga e Velino Sirente, c’è una sismicità evidente che giustifica una nostra maggiore attenzione, così come è stato con le sequenze che hanno interessarono Monte Giorgio nelle Marche».

Sequenze sismiche che secondo gli esperti non ci dicono nulla e in particolare sulla prevedibilità degli eventi.

Per lo studioso c’è comunque una relazione tra la faglia sismogenetica del distretto aquilano e gli eventi che si continuano a registrare nel Reatino.

29/07/2010 10.19