Sisma, ancora tre indagati per truffa. Uffici per ricostruzione: «situazione disastrosa»

Alessandro Biancardi

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*LEGAMBIENTE E ITALIA NOSTRA 'NO AUDITORIUM DI RENZO PIANO' *LAV STANZIA 10 MILA EURO PER STERILIZZAZIONE GATTI

L'AQUILA. Da un lato continuano a saltare fuori denunce per truffa di quanti hanno tentato di approfittare della tragedia del sisma per ottenere fondi pubblici, dall'altro c'è chi protesta per una ricostruzione nel caos «senza prospettiva».

 Salta fuori un nuovo indagato che avrebbe ottenuto un contributo per la ricostruzione superiore al dovuto. Ormai sono all'ordine del giorno i casi che ruotano tutti attorno allo stesso meccanismo: false o errate certificazioni che consentono di ottenere soldi per abitazioni non danneggiate, contributi per autonome sistemazioni o alloggi del progetto Case ottenuti senza i requisiti. Ma l'attenzione è ai massi livelli e grazie ad esposti o verifiche incrociate le presunte magagne escono a galla.

L'ultimo caso riguarda un uomo di 38 anni, nato a Catania, ma residente all'Aquila, F.S., che è indagato per truffa e falso dalla procura del capoluogo.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, infatti, il siciliano avrebbe cercato di far passare la sua seconda casa come abitazione di residenza, ottenendo un contributo per la ricostruzione superiore di 11 mila euro a quello che gli spettava.

Ieri all'indagato è arrivato un avviso di conclusione delle indagini preliminari. I pm credono di essere riusciti a ricostruire la strategia dell'indagato: con una falsa autocertificazione l'uomo avrebbe indotto in errore il Comune ottenendo la sistemazione integrale dell'immobile, che si trova in via San Sisto, per complessivi 55 mila euro.

Ma non era quella la casa in cui abitava la famiglia prima del sisma, e quindi il contributo doveva essere al massimo di 44 mila euro, appunto l'80%.

Dalle indagini è emerso infatti che prima del 6 aprile 2009 l'uomo risiedeva con la moglie in un altro appartamento, a lei intestato, in via Strinella.

I capi d'imputazione sono truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.

DUE PERSONE NEI GUAI ANCHE A PIZZOLI

Ma nei guai sono finiti anche un architetto di 60 anni e il titolare di una ditta edile.

I due, residenti a Pizzoli, devono rispondere di truffa aggravata in concorso per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsita' materiale.

A svolgere le indagini sono stati i carabinieri della Stazione di Pizzoli, a seguito della denuncia di due cittadini (sempre più spesso questo tipo di indagini partono proprio da segnalazioni) che avevano notato irregolarita' nei lavori eseguiti nelle loro abitazioni.

Gli investigatori hanno così scoperto che l'architetto e l'imprenditore che si è occupato di lavori di ristrutturazione, per ottenere maggiori somme relative ai contributi per il terremoto, avevano falsificato la documentazione presentata al Comune di Pizzoli.

Secondo quanto emerso i due avrebbero messo firme apocrife che sono state disconosciute dai denuncianti come proprie.

Inoltre, una volta ottenuto il nulla osta, avrebbero eseguito i lavori in difformita' a quanto indicato nei computi metrici estimativi.

LE PROTESTE DELL'UFFICIO RICOSTRUZIONE

Ma il post sisma è anche altro. Così la Fp Cgil e la Cisl Fp denunciano il perdurare della «disastrosa condizione» in cui versa l’Ufficio Comunale per la ricostruzione, i lavoratori dipendenti del Comune ed i Co.Co.Co. si sono riuniti in assemblea nell’atrio della sede di Villa Gioia per richiamare l’attenzione dell’Amministrazione Comunale che non avrebbe dato alcun seguito all’assemblea della scorsa settimana.

I 56 lavoratori dispongono di una superficie di 2 metri quadrati ciascuno nei quali devono essere contenute anche le 33 scrivanie, i 103 armadi che non riescono ad ospitare tutte le pratiche, dislocate anche sui davanzali e sul pavimento a disposizione di chiunque voglia frugarci per asportarne documenti o faldoni interi, e l’intreccio di cavi presenti dappertutto.

«Naturalmente», tuonano i sindacati, «nei 2 mq devono rientrare anche gli utenti, numerosissimi come è naturale che sia vista l’importanza del servizio».

Il sindaco ha ricevuto Ferdinando Lattanzi della Fp Cgil e Franco Federci della Cisl Fp  ed alcuni lavoratori, «senza dare risposte soddisfacenti, lamentando la mancanza di fondi a disposizione del Comune per acquisire locali idonei a soddisfare le esigenze degli uffici».

Il sindaco, raccontano i sindacati, ha lamentato anche un presunto ritardo nell’istruttoria delle pratiche imputandolo ai lavoratori: «noi lo abbiamo invitato a visitare gli uffici per rendersi conto delle condizioni in cui si opera ed a verificare i numeri delle pratiche lavorate che diamo di seguito»

Ad oggi, secondo i dati riferiti dai lavoratori, sono state evase 5.833 pratiche relative ad edifici A,B e C a fronte di 12.303 istanze presentate e rilasciati 20.500 provvedimenti di contributi provvisori, definitivi ed integrazioni.

«Le pratiche», continuano i rappresentanti sindacali, «sono costituite dalla contabilità dei lavori effettuati di cui si deve valutare la congruità, fra l’altro fino a fine settembre 2010, prima dell’arrivo dei dipendenti di Abruzzo Engineering, gli addetti erano solo 31».

«Il sindaco e le altre autorità politiche», continuano Lattanzi e Sfarra, «non possono continuare ad ignorare che il Comune dell’Aquila costringe gran parte del personale a lavorare in condizioni inaccettabili ed i cittadini utenti a fruire di un servizio inadeguato, ricordiamo che oltre all’Ufficio per la Ricostruzione non è stata ancora trovata una soluzione al problema dei Servizi Demografici, visto che Palazzo Del Tosto che ospita negozi, banche e supermercati, risulta inagibile per ospitare gli uffici del Comune  e dell’Ufficio Elettorale che continua ad essere allocato in uno scantinato senza finestre, su questo problema i sindacati hanno chiesto un incontro all’Amministrazione proclamando lo stato di agitazione del personale».  

02/02/2011 9.11

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LEGAMBIENTE E ITALIA NOSTRA 'NO AUDITORIUM DI RENZO PIANO' 

L'AQUILA. Legambiente e Italia Nostra dell'Aquila si oppongono alla costruzione di un auditorium progettato dall'architetto Renzo Piano.

L'opera sorgerà all'interno del cinquecentesco Forte Spagnolo che ospitava, in un auditorium da 240 posti ora inagibile a causa delle lesioni alle strutture provocate dal sisma, l'attività sinfonica della Società Baratelli. 

«I problemi sono diversi - ha detto Franco Salvati (Legambiente) - innanzitutto il danno paesaggistico, ambientale e storico-monumentale e poi si sacrificherebbe uno spazio verde pubblico per la costruzione di un'opera provvisoria di 6 milioni di euro».

I fondi per la costruzione dell'auditorium provengono dalla Provincia di Trento e i lavori comincerebbero il 6 aprile 2011.

Per permettere l'avvio immediato della procedura di gara d'appalto, si è deciso di tenere contemporaneamente in sospeso il completamento, che sarà a cura del Comune de L'Aquila, di alcune aree contenute nel cubo 2 (foyer) e 3 (camerini).

ll progetto è già stato approvato dal Ministero per i Beni culturali, dalla giunta comunale di L'Aquila e dai Vigili del fuoco.

«Noi ringraziamo la Provincia di Trento (che verserà nell'operazione 6 mln di euro) - ha detto Fausto Corti (Italia Nostra) - ma non si può continuare a fare interventi in maniera isolata. Quei soldi potrebbero essere utilizzati per restaurare i luoghi della cultura preesistenti nel centro storico. Non possiamo avere - ha continuato Fausto Corti - un doppione provvisorio della città e un centro storico distrutto».

«C'é inoltre il progetto del teatro comunale a Piazza d'Armi - ha concluso Salvati - che ospiterà 800 persone. Basta questo a dimostrare l'inutilità dell'opera».

L'edificio è formato da tre distinti volumi in legno a forma di cubo tra loro collegati: il primo cubo - cuore del progetto - ha un lato di 18 metri ed ospiterà l'auditorium (capienza 238 spettatori e 40 orchestrali). Il modulo è caratterizzato dall'essere inclinato di 30 gradi: al suo interno la gradonata che ospita il pubblico è collocata sulla faccia inclinata, permettendo così di avere una visibilità ottimale. La sala sarà di colore rosso, alludendo all'energia, alla musica e alla gioia di stare insieme.

Ai lati del cubo principale, gli altri due cubi, più piccoli, che ospiteranno il foyer e i camerini di musicisti e artisti.

02/02/2011 9.12

*TUTTO SUL PROGETTO

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LAV STANZIA 10 MILA EURO PER STERILIZZAZIONE GATTI 
L'AQUILA. La Lega Antivivisezione (Lav) ha deciso di stanziare 10 mila euro per un programma di sterilizzazione chirurgica dei gatti di proprietà: il progetto, grazie alla convenzione stipulata con l'Ordine dei Medici Veterinari della provincia dell'Aquila, si propone di incentivare la sterilizzazione dei gatti appartenenti a nuclei familiari socialmente deboli e durerà fino a esaurimento dei fondi disponibili.

I residenti dei Comuni del cratere che siano titolari di pensione minima o di una pensione sociale, che percepiscano un reddito complessivo lordo non superiore a 15.000 euro l'anno; disoccupati o non occupati, o che siano in difficoltà economiche a causa del sisma, potranno usufruire della prestazione di sterilizzazione, e contestuale inoculazione del microchip, a opera dei medici veterinari aderenti al progetto, versando, dietro presentazione di fattura, un contributo di 20 euro per i gatti di sesso femminile e 10 euro per quelli di sesso maschile.

La Lav verserà la differenza con la tariffa dell'intervento, corrispondendo la quota di 100 euro per le femmine e 60 euro per i maschi. I richiedenti dovranno consegnare la domanda, corredata di documento di identità, direttamente al medico veterinario aderente al progetto.

«Sono numerosi nel territorio aquilano i gatti di proprietà non sterilizzati. Molte famiglie non provvedono alla sterilizzazione anche a causa delle difficoltà economiche in cui versano a seguito del terremoto del 2009 - dichiara Ilaria Innocenti, responsabile LAV Settore Cani e Gatti - La presenza di gatti in età riproduttiva e non sterilizzati costituisce, quindi, una delle cause dell'incremento del randagismo, considerando che una femmina non sterilizzata durante la sua vita riproduttiva può avere fino a 120 cuccioli, rappresentando il bacino di reclutamento per moltissimi futuri randagi».

«Questa convenzione dovrebbe essere presa d'esempio da tutte le Amministrazioni comunali. Avere la possibilità di usufruire di prestazioni veterinarie di base, di qualità, in regime di convenzione, pagando un contributo, offre alle categorie socialmente più deboli l'opportunità di tenere un gatto o un cane e di poterlo sterilizzare - aggiunge Giuseppe Aseleti, presidente dell'Ordine dei Medici Veterinari della provincia dell'Aquila - l'applicazione del microchip e la sterilizzazione degli animali, infatti, si rivelano fondamentali nell'affrontare il problema del randagismo».

02/02/2011 9.12