Facoltà di Ingegneria, per Molinari basta «polemiche sterili». Ma non tutti concordano

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Risolvere urgentemente il problema della sede della Facoltà di Ingegneria. A chiederlo è mondignor Molinari.

Il caso dell'affitto ex Optimes che ha tenuto banco nei giorni scorsi trova nuova linfa vitale dopo la richiesta avanza da monsignor Molinari di mettere da parte le «polemiche sterili, le assurde contrapposizioni, che ritardano e ostacolano le decisioni veramente importanti».

«Si inseguono ripicche personali e ci si ostina in un gioco delle parti pericolosissimo e nefasto in questo momento», sostiene l'arcivescovo che chiede a tutti di recuperare la tranquillità necessaria soprattutto per non perdere una risorsa necessaria come l'Università aquilana.

«C’è urgentissimo il problema della sede provvisoria della Facoltà di Ingegneria», dice Molinari, «Se non si trova subito un accordo, c’è il rischio gravissimo che la sede della Facoltà d’Ingegneria vada ricercata fuori dalla città. Con la prospettiva, deprecabile e disastrosa, che non torni più in città. Chiedo con tutto il vigore possibile, a non sfruttare le difficoltà del momento per portare vantaggio a questa o a quella fazione. Il bene comune, il bene della nostra università, sia in questo momento l’obiettivo unico e prioritario per tutti».

Contrariato per la richiesta di Molinari Francesco Bizzarri del Cus L'Aquila. «dopo aver scoperto una anomalia economica (chiamiamola così) che investe la più alta Istituzione culturale con una anomala spesa milionaria fatta in un momento particolare della città Molinari ammonisce e impaurisce tutta la città e chiede di lasciar perdere…. queste ripicche personali…..»

«Io voglio anche perdere qualcosa», continua Bizzarri, «voglio anche metterci più tempo, ma voglio avere la consapevolezza che disonesti, imbroglioni, mafiosi diretti ed indiretti, con colletto bianco o senza, arrivisti economici non vivano e non si arricchiscano a spese di questa città martoriata  dove in molti, tantissimi abbiamo deciso di rimanere nonostante il terremoto e tutte le sue difficoltà».

Anche i docenti Pierluigi Beomonte Zobel, Sergio Tiberti e Marco Valenti non approvano in pieno le parole di Molinari: «ciò che ha letto sulla stampa in questi giorni non è polemica sterile», dicono in una nota. «Si tratta del necessario richiamo alle regole di correttezza procedurale, amministrativa e gestionale previste dalla Legge del nostro Paese, operato da un gruppo di professori universitari profondamente a disagio nei confronti di una gestione dell’Ateneo che da ben prima del terremoto abbiamo giudicato poco adeguata, e che a nostro modesto giudizio ha finito per allontanare l’Università dal corpo vivo della Città».

01/02/2011 16.19