«Stop alla ricostruzione part time», Bertolaso insiste sul vice di Chiodi

Alessandro Biancardi

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BERTOLASO A POPOLI

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POPOLI. Un nuovo commissario per la ricostruzione post sisma è più che urgente perchè non si può andare avanti con il lavoro part time di Chiodi e Cialente.* ARRIVANO ANTICIPO INDENNIZZI PER STOP ATTIVITA' PRODUTTIVE

E' stato chiaro questa mattina Guido Bertolaso al termine della cerimonia in cui gli è stata consegnata la cittadinanza onoraria di Popoli: è tornato a parlare della nuova nomina di un vice commissario, si tratta dell'aquilano Antonio Cicchetti, manager di 69 anni. A chi chiedeva se il nuovo arrivo non fosse un tentativo di sminuire il lavoro fatto in questi mesi dal presidente di Regione e dal sindaco dell'Aquila Bertolaso ha risposto con un secco no, anche perchè, proprio per via degli impegni istituzionali di ordinaria amministrazione i due si starebbero occupando della ricostruzione «part-time».

E questo non è sufficiente. «Nei dieci mesi che ho fatto il commissario ho fatto solo quello», ha detto il sottosegretario. «Della Protezione civile in Italia c'erano i miei vice che BERTOLASO A POPOLIse ne occupavano, io ho trascorso tutte le mie giornate e le mie nottate a L'Aquila e nei Comuni del cratere. Quindi aggiungere una terza figura che a tempo pieno si occupi dei problemi della ricostruzione, ovviamente coadiuvando il commissario Chiodi e lavorando insieme al vice commissario Cialente, non mi sembra una deminutio per nessuno. Mi sembra anzi un valore aggiunto che potrebbe risolvere dei problemi che ci sono. Se ascoltiamo Cialente, se ascoltiamo Chiodi, anche loro dicono che c'é qualcosa che non va. E allora gli diamo una mano con una persona che ha già dimostrato di essere autorevole, un grosso manager e in grado di lavorare in squadra come abbiamo fatto noi».

Poco più tardi è arrivata anche una nota di Gianni Chiodi: «anche con la nomina di Cicchetti il mio lavoro come commissario Delegato alla Ricostruzione sarà quotidiano e costante, senza interruzioni – ha assicurato il governatore - sia pur tra le mille difficoltà che, fino a qualche mese fa, erano più facilmente superabili per la possibilità di utilizzare le deroghe connesse alla condizione di immediata emergenza». Per il presidente «la nomina del vicecommissario Cicchetti e l'individuazione della 'task force' interministeriale può risolvere alcuni dei problemi che possono ostacolare la speditezza dei processi di gestione dell'emergenza e della ricostruzione». 

L'IMPORTANZA DELL'INFORMAZIONE SECONDO BERTOLASO

Bertolaso è tornato anche sulla polemica dei giorni scorsi del professor Boschi e sulla provocazione di voler interrompere la pubblicazione dei dati in tempo reale sul sito dell'Ingv. Il capo della Protezione Civile ha svelato di aver esortato Boschi a continuare a dare informazioni scientifiche, «perché ovviamente la trasparenza è stata da sempre per noi fondamentale, e l'informazione è altrettanto fondamentale». Una trasparenza, però, sulla quale nei mesi scorsi si è molto discusso anche a causa di un mancato invio dei dati richiesti dal consigliere regionale Carlo Costantini (Idv) sugli appalti della prima emergenze e un fuoco incrociato (quanto infinito) tra le due parti.

«Quello che è importante», ha aggiunto ancora Bertolaso in visita a Popoli, «ovviamente è sapere utilizzare le informazioni scientifiche che vengono diffuse alla comunità nazionale nel modo giusto. Che nessuno le strumentalizzi per cercare di alimentare il panico diffondere ansia o addirittura criticare qualche struttura per presunte incapacità». Non è mancato un affondo alla stampa, colpevole - a suo parere - di una informazione parziale e dipendente. «Abbiamo una pagina intera del più autorevole quotidiano del nostro paese che parla della vita di Montereale, il paese delle 400 scosse, un paese del cratere - ha detto Bertolaso, facendo riferimento a un reportage pubblicato oggi dal Corriere della Sera - in cui si annunciano tragedie imminenti suscitando angosce tra i residenti. E guarda caso si focalizzano le uniche mattonelle che sono state raccolte e racimolate in un punto di Montereale che poi di macerie non ne ha, dimenticando di parlare delle cose che sono state fatte».

LA RICOSTRUZIONE DEL CENTRO E I SOLDI SPESI

Rassicurazioni sono arrivate  sulla ricostruzione del centro storico: «siamo appena all'inizio», ha detto. «Il centro storico di Nocera Umbra che è stato chiuso dopo il terremoto del 1997 ed è un trentesimo del centro dell'Aquila, è in fase di riapertura oggi, dopo che sono passati più di 10 anni. Come si può pretendere che dopo 15-16 mesi il centro storico dell'Aquila sia pienamente fruibile? Questa è pura demagogia, questo è voler fare politica per fare politica ma non per risolvere i problemi dei cittadini e del centro storico dell'Aquila». «Abbiamo investito un miliardo e 500 milioni di euro e stipulati 1350 contratti di appalto, che di fatto non hanno portato a nessuna vicenda scabrosa e scandalosa», ha detto ancora il sottosegretario. «Lo dico oggi a memoria futura - ha sottolineato il sottosegretario - anche se c'era qualche sciagurato che rideva, anche se c'era qualche malintenzionato che aveva progetti e disegni che sono stati individuati grazie alle intercettazioni. Nessuno di questi è riuscito a entrare nelle zone terremotate durante i primi 10 mesi».

Intanto proprio stamattina una quarantina di ditte (su circa 100) hanno ricominciato a lavorare nel cuore della città ferita dal sisma del 6 aprile. Lo stop era stato forzato dopo l'ordinanza del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, il quale aveva disposto la chiusura della zona rossa e la sospensione dei lavori nei cantieri. Allo stato attuale, secondo una circolare interna, le uniche ditte che possono tornare a lavorare devono presentare un piano di emergenza complementare al piano di sicurezza e coordinamento. Si tratta di un piano di gestione emergenza in caso di evento sismico che prevede la documentazione, anche con foto e video, di riunioni tecniche e prove di esercitazioni. «Non possiamo sapere», ha spiegato l'ingegner Giuseppe Galassi del Comune dell'Aquila, «fino a che grado sismico possono reggere i puntellamenti, ma i fabbricati e i passaggi sono in sicurezza. Se ci dovesse essere una scossa forte - ha aggiunto - l'unico rischio è che i fabbricati implodano».

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«SERVE ALTRO, NON UN NUOVO COMMISSARIO»

«Mentre la ricostruzione è nei fatti ferma, si continua ad ampliare la catena di inutili ruoli dirigenziali», contesta  l'assemblea cittadina Presidio permanente. «Prima  la Struttura tecnica di missione con Fontana, poi la commissione di grandi esperti, ora un altro vice commissario e una ipotizzata commissione interministeriale – e il tutto sarebbe per snellire la burocrazia della ricostruzione». La nomina, contesta l'assemblea, svelerebbe in realtà «senza più alibi e coperture quali sono gli interessi di potere in gioco nella grande partita economica della ricostruzione della città dell’Aquila e del cratere». L'assemblea del Presidio di piazza Duomo  sta da tempo lavorando a una bozza di legge organica sulla ricostruzione, «secondo processi decisionali adottati anche nel caso degli altri terremoti, in cui si è agito in base a leggi regionali e nazionali e a finanziamenti derivanti da misure fiscali straordinarie». «L’interesse dei cittadini», sottolineano, «è per una ricostruzione trasparente e partecipata, in modo che essi possano agire da protagonisti mettendo in primo piano i loro bisogni reali e l’interesse generale. La proposta di un altro vice commissario va nella direzione opposta rispetto alla logica della ricostruzione partecipata e la figura prescelta per tale nomina, non solo non gode in nessun modo di un’investitura democratica, né ha alcuna competenza per l’incarico che dovrebbe svolgere,  è – soprattutto - la meno adeguata a dare garanzie di tutela dell’interesse generale».BERTOLASO A POPOLI

I DUBBI DEL PD E DELL'IDV 

Non serve un terzo commissario secondo il parlamentare del Partito Democratico Giovanni Lolli che si è detto perplesso di fronte all'imminente nomina di Cicchetti. «L'esperienza del terremoto in Umbria - ha spiegato - ci insegna che i commissari sono importanti per gestire l'emergenza, ma non servono certo per gestire la ricostruzione. A ricostruire - ha aggiunto - devono essere demandate solo le autorità del territorio democraticamente elette. Mentre si cerca di eliminare i commissari, qui ne vogliono aggiungere uno in più, è un discorso anacronistico». Perplessità anche sulla figura di Cicchetti. «Mi chiedo - ha proseguito Lolli - quali attitudini ha il dottor Cicchetti per gestire la Struttura gestione emergenza e poi, mi chiedo per quale motivo e sulla base di quali esperienze il dottor Cicchetti deve occuparsi di ricostruzione»

L'Idv ha protocollato una interrogazione parlamentare al Governo in cui si chiede di chiarire l'effettiva necessità di una terza nomina e la scelta su Cicchetti che «conta al suo attivo una condanna dalla Corte dei Conti per danno all'erario» «Sono state vagliate altre candidature?», si chiedono gli esponenti dipietristi. «Il governo - conclude il testo dell'interrogazione - chiarisca i criteri in base al quale sarebbe stata operata questa scelta, alla luce del fatto che Cicchetti nel proprio curriculum vitae vanta soltanto un'amicizia con Gianni Letta».

09/09/2010 15.27  (Foto: Sandro Mori)

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 ARRIVANO ANTICIPO INDENNIZZI PER STOP ATTIVITA' PRODUTTIVE

 L'AQUILA. Banca Monte dei Paschi di Siena e il Comune dell’Aquila hanno sottoscritto oggi un protocollo d’intesa per l’anticipazione degli indennizzi per il fermo delle attività produttive alle imprese con sede all’Aquila da parte della Regione Abruzzo. Con questo protocollo d’intesa che ha valenza fino al prossimo 30 giugno 2011, Banca Monte dei Paschi di Siena anticiperà alle imprese interessate dall’iniziativa fino al 70% dell’importo delle somme di indennizzo messe a disposizione dalla Regione Abruzzo, in seguito all’ordinanza del Consiglio dei Ministri (n.3789 del 9 luglio 2009).

Possono presentare la domanda di anticipazione alla Banca Monte dei Paschi di Siena tutte le imprese in possesso della dichiarazione di ammissibilità all’indennizzo, predisposta dal Comune e classificate “in bonis”, che non abbiano procedure esecutive o concorsuali sul proprio patrimonio immobiliare. Ad oggi sono state presentate al Comune dell’Aquila oltre 3.900 pratiche per un totale di circa 44 milioni di Euro. Le prime 500 pratiche, per un totale di oltre 4 milioni di Euro, sono già state ammesse. In seguito alla firma odierna tali aziende potranno rivolgersi alla Banca Monte dei Paschi di Siena per usufruire di un anticipo degli indennizzi, fino al 70% dell’importo complessivo, per una durata massima di 180 giorni a decorrere dalla data di concessione del finanziamento.

«Il nostro obiettivo con tale accordo è di rimanere vicini alle aziende, alle istituzioni e alle singole persone anche dopo l’emergenza, fornendo soluzioni e prodotti concreti che siano di supporto per la ripresa economica del territorio», ha spiegato Francesco Fanti, responsabile dell’Area Centro e Sardegna di Banca Monte dei Paschi di Siena. «La Banca si rende in questo modo parte attiva nella ricerca di soluzioni ad hoc per rispondere alle esigenze concrete delle aziende che operano in Abruzzo». In Abruzzo, Banca Monte dei Paschi di Siena è presente con 67 filiali e un totale di 332 dipendenti.

 09/09/2010 15.32  (Foto: Sandro Mori)