Terremoto, Rapagnà insiste: «piani sicurezza su edilizia pubblica»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Continua il pressing del movimento 'Mia casa' che sollecita interventi normativi della Regione.*ANCE, RICOSTRUZIONE VA FATTI CON PATTI CHIARI

Predisporre i piani per la messa in sicurezza antisismica del patrimonio abitativo pubblico e approvare una legge regionale per il ripristino del 'riscatto graduale e sociale' degli alloggi ex-Gescal a favore delle famiglie assegnatarie: sono alcune delle richieste che una delegazione del Mia Casa d'Abruzzo, Movimento Inquilini Assegnatari, intende rivolgere oggi ai presidenti di Consiglio e Giunta regionali, Nazario Pagano e Gianni Chiodi, in occasione della seduta del Consiglio regionale d'Abruzzo a Pescara.

Il coordinatore del Mia Casa, Pio Rapagnà, chiederà loro di esercitare le competenze costituzionali e statutarie in materia di edilizia residenziale pubblica e accogliere le proposte avanzate dal movimento dopo il terremoto del 2009.

In particolare, Rapagnà sollecita «atti amministrativi, normativi e di indirizzo» che rendano le aree e le pertinenze su cui insistono le case popolari «parti integranti» degli alloggi, quindi non cedibili «a terzi non assegnatari». Torna poi a chiedere lo scioglimento delle 5 Ater, aziende territoriali di edilizia residenziale, e il trasferimento ai Comuni delle competenze amministrative e di gestione del settore.

«Il Consiglio regionale, invece di finanziare interventi urgenti per la messa in sicurezza antisismica del patrimonio abitativo pubblico delle Ater e dei Comuni - lamenta Rapagnà in una nota - ha inserito nella Finanziaria 2011 modifiche alla Legge regionale n.96 del 1996 sui criteri di attribuzione dei punteggi per la formazione delle graduatorie di assegnazione degli alloggi».

«Addirittura», prosegue Rapagnà, «il Consiglio ha inserito nella Finanziaria la possibilità per le Ater di pretendere dagli assegnatari una quota aggiuntiva al normale canone di locazione anche per terrazze, cantine, scantinati, sottoscala, superfici scoperte di pertinenza dell'immobile, superfici condominiali a verde e altre pertinenze, creando le premesse affinché le stesse Ater possano procedere a privatizzare e vendere a terzi, insieme a garage, autorimesse e locali già commercializzati, anche enormi volumi urbanistici di risulta e aree verdi e pubbliche di pregio e utilità sociale».

L'allarme, conclude, riguarda in particolare L'Aquila e i Comuni del cratere sismico, dove la ricostruzione post terremoto procede a rilento, «e avrà conseguenze pesantissime a Pescara, Avezzano, Sulmona, Vasto, Ortona, Lanciano e Teramo».

01/02/2011 9.10

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ANCE, RICOSTRUZIONE VA FATTI CON PATTI CHIARI 

L'AQUILA. «La collaborazione del privato, inteso come imprenditore, invocata sabato scorso dal Prefetto Anna Maria Iurato all'inaugurazione dell'anno giudiziario, ci trova pienamente disponibili ed anzi già impegnati in tal senso. All'Ance siamo convinti da tempo che una buona e veloce ricostruzione vada fatta con patti chiari».

Lo ha detto il presidente Ance Giovanni Frattale che «grazie alla costante collaborazione con le strutture commissariali e con tutte le istituzioni stiamo mettendo a punto strumenti che garantiranno l'apertura dei cantieri privati con regole ben definite, flussi controllati e garanzie per il cittadino committente».

Ci si riferisce al contratto tipo di appalto per i lavori privati, strumento semplice e chiaro; alle assicurazioni obbligatorie sui rischi di errori di realizzazione; al pass per l'ingresso nei cantieri che oltre a soddisfare i dettami previsti dai Decreti 81 e 136, riporta elementi ulteriori di identificazione per chi opera nei cantieri ed un ologramma non riproducibile che protegge il documento da falsificazioni.

«Ultimo e più importante forse, per l'obiettivo a cui la Prefettura ci chiede di collaborare, il raiting per le imprese. Si tratta di una valutazione dell'idoneità tecnica ed economica dell'impresa edile che tiene conto dei lavori eseguiti in passato e della capacità finanziaria per l'assunzione dei lavori. Questo», spiega Frattale, «darà immediatamente l'idea al cittadino dei requisiti e del curriculum della ditta a cui si affida la propria casa. Presto (siamo all'ultima messa a punto) saremo in grado di illustrare questo ulteriore apporto che stiamo dando alla preparazione della ricostruzione pesante». L'Ance ritiene che con una simile carta d'identità, si stia perseguendo proprio l'intento a cui la Prefettura chiama. «Il modello infatti ricalca quella 'white list' che attiene alle imprese di fornitura. Questa impostazione del lavoro difende non solo gli interessi del cittadino, ma anche il tessuto dell'imprenditoria locale, lontana da sempre da inquinamenti malavitoso».  

01/02/2011 9.10