Arresto Mascazzini, polemiche per la nomina a commissario: Di Paolo «non lo abbiamo scelto noi»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ieri l'arresto di Gianfranco Mascazzini, ex direttore generale del Ministero dell'Ambiente, nell'ambito dell'operazione contro reati ambientali, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli.

L’arresto ha coinvolto anche Marta Di Gennaro, ex vice di Guido Bertolaso alla Protezione Civile e il prefetto Corrado Catenacci, ex commissario ai rifiuti della Regione Campania.

Mascazzini da pochi giorni era stato nominato commissario per il rischio idrogeologico dell'Abruzzo e nessun commento ufficiale è arrivato da parte del presidente Chiodi, che ha preferito probabilmente aspettare di avere qualche notizia in più.

A commentare la notizia è invece il Comitato 3.32 sorto a L'Aquila dopo il sisma del 6 aprile 2009.

«La cosa ci riguarda molto da vicino», dicono dal Comitato. «Forse non tutti ricordano che Mascazzini ha gestito per conto del Ministero il problema dello smaltimento delle macerie, in particolare in relazione alla gestione della ex Teges».

E oggi gli aquilani ricordano bene quando di fronte alla domanda posta «ma non ci sarà rischio di percolato?», Mascazzini rispose «e basta sempre co sto percolato! Il percolato mica è per forza una cosa negativa!».

«Sarà per questo», continuano dal Comitato, «che a Napoli hanno ben pensato di scaricarlo direttamente in mare. E’ chiaro che a questo punto si rende necessaria una immediata verifica della sicurezza e dell’idoneità del sito ex Teges da parte delle istituzioni locali, prima che il fiume Vera possa essere esposto a contaminazioni».

La cosa che suscita maggior indignazione tra i cittadini è il fatto che Mascazzini fosse appena stato nominato commissario in Abruzzo per la gestione dei fondi per mitigare il rischio idrogeologico. «Ma complimenti!», dicono dal 3e32. «Chiodi aveva scelto con cura a chi affidare la prevenzione in una situazione delicata come quella abruzzese! D’altronde si tratta della stessa classe politica che si appresta serenamente a riciclare come capogruppo l’ex assessore Venturoni, arrestato con l’accusa di corruzione».

ASSEGNAZIONE ALLOGGI, INTERROGAZIONE DELL'IDV

Il consigliere regionale Paolo Palomba (Idv) ha presentato un’interrogazione urgente indirizzata al presidente della Regione, Chiodi per sapere se il Governatore, nella sua veste di Commissario per la ricostruzione, ha provveduto al pagamento necessario «per l’utilizzo degli alloggi e se non l’ha ancora fatto, di volerne spiegare i motivi».
29/01/2011 10.19

LA RABBIA DI PRC

«L’arresto del commissario per la prevenzione del rischio idrogeologico in Abruzzo Gianfranco Mascazzini e di altre 13 persone è l’ennesimo scandalo che travolge la giunta Chiodi. Ma soprattutto testimonia di una politica mai arrivata così in basso e intesa solo come gestione di affari e clientele», commenta il segretario provinciale L’Aquila PRC – Federazione della Sinistra Fabio Pelini.

«Una logica che trova il suo humus naturale nelle logiche interne al centrodestra, ma che coinvolge

anche il centrosinistra, incapace di pronunciare parole chiare e di atti conseguenti per denunciare ed

opporsi ad una deriva amministrativa che passivizza e allontana dalla politica i cittadini».

«Siamo solo all’ultimo tassello di un puzzle fatto di malgoverno e corruzione, che ha coinvolto anche la gestione post-terremoto a L'Aquila, nell’affidamento poco chiaro a commissari governativi di deleghe espropriate ai cittadini ed ai loro eletti. Il fallimento di questa logica è ormai sotto gli occhi di tutti. Chiodi, commissario delegato alla Ricostruzione, ne prenda atto e faccia un passo indietro», chiude Pelini.

DI PAOLO: «SCELTA NON NOSTRA. POLEMICHE FAZIOSE»

«Un funzionario del Ministero dell'Ambiente, ex direttore generale, un professionista apprezzato bipartisan visto che la sua carriera ha avuto inizio col governo di centrosinistra di Romano Prodi e proseguita con quello di centrodestra di Silvio Berlusconi. Un tecnico che lo stesso Pecoraro Scanio aveva indicato come capo Dipartimento della Protezione civile. Un curriculum di tutto rispetto, quello che ci è stato fornito da Roma, di fronte al quale cosa potevamo eccepire?».

L'assessore Angelo Di Paolo, con delega alla Difesa del suolo, chiama fuori la Regione Abruzzo dall'affaire Giancarlo Mascazzini, personaggio che meno di una settimana fa, lui e il Presidente Gianni Chiodi avevano presentato come nuovo Commissario per la gestione di 40 milioni di euro per la difesa del suolo e la prevenzione dei dissesti idrogeologici.

L'assessore cita solo le note positive mentre sembra ignorare il coinvolgimento del funzionario già in altre inchiesta come quella della procura di Crotone 'Black Mountain'

«L'arresto di Mascazzini ha determinato una situazione paradossale - spiega Di Paolo - sulla quale le forze di opposizione hanno strumentalmente innescato polemiche lesive e fuori luogo per la trasparenza e la buona fede della Giunta regionale, della quale mi onoro di far parte. Anche se avevamo conosciuto Mascazzini durante la fase di rimozione delle macerie dal centro storico, incaricato dal Governo, non siamo stati certo noi ad averlo indicato come Commissario - aggiunge Di Paolo - Avevamo sì paventato una soluzione del genere proprio per il bene della comunità abruzzese, destinando a quel compito specifico una persona competente che, nel breve periodo, fosse stata in grado di affrontare e risolvere il delicato problema».

Il nome di Mascazzini è stato fatto, come avviene per tutte le nomine Commissariali, dal Ministero competente e la Regione Abruzzo «ha dato il suo assenso sulla base di credenziali ottime per l'incarico, professionista tra i più validi e quotati d'Italia».

29/01/11 14.20

 * TUTTO SUL PROBLEMA DELLE MACERIE E LA EX TEGES