Processo crollo Convitto inizia con un difetto di notifica, rinvio di 3 mesi

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Comincia con un rinvio di tre mesi il processo sul Convitto nazionale in cui sono imputati il preside dell'istituto, Livio Bearzi, e il dirigente provinciale Vincenzo Mazzotta.

La prossima udienza si terrà il 29 aprile a causa di un difetto di notifica ad uno dei due legali di Bearzi, quello presso il quale il preside è formalmente domiciliato.

E ieri mattina nel corso della breve udienza dibattimentale il Comune su è costituito parte civile, così come il Ministero dell'Istruzione e il Convitto Nazionale, enti assistiti dall'Avvocatura dello Stato.

La difesa di Livio Bearzi, ha chiamato in causa due ministri come testimoni. Si tratta di Maria Stella Gelmini, ministro dell'Istruzione e Altero Matteoli, ministro per le Infrastrutture. Secondo l'avvocato Guidobaldi, legale di Bearzi, c'e' una legge che potrebbe scagionare i due imputati. La legge invocata dalla difesa e' stata promulgata il 30 ottobre del 2008 e riguarda il settore scolastico sotto il profilo delle responsabilità.

In uno dei commi si legge che il ministero dell'istruzione nomina un soggetto attuatore, ovvero un commissario, che definisce gli interventi da effettuare per assicurare la messa in sicurezza dei cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti di particolare critica sotto il profilo della sicurezza sismica tra cui il Convitto.

Qui le tesi della difesa: se il Convitto era un edificio da adeguare gli imputati vanno scagionati in quanto nessuna notizia in proposito e' stata comunicata al preside. Se, invece, il Convitto era considerato adeguato a livello sismico non si vede la necessita' di altri lavori chiesti agli imputati.

«Pensavamo di vedere un po' di giustizia - ha detto la mamma di Luigi Cellini - quei ragazzi non hanno avuto il tempo di difendersi. Ai maggiorenni - ha proseguito la donna - e' stato permesso di uscire, ai minorenni come mio figlio no, sarebbe bastata una semplice telefonata».

Sotto le macerie del terremoto aquilano del 6 apirle 2009 morirono Luigi Cellini, 15 anni, originario di Trasacco (L'Aquila), Ondreiy Nouzovsky (17) e Marta Zelena (16), entrambi cechi.

Le imputazioni sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni gravi. Il preside e il dirigente della Provincia (ente che gestisce alcune scuole) sono accusati di condotte omissive. Il preside non avrebbe mai sottoposto la vecchia struttura ai restauri. Inoltre non sarebbe mai stato redatto un piano per la sicurezza. Tra le accuse al preside anche il fatto che sarebbe stato opportuno, dopo le due scosse che precedettero la catastrofe, far evacuare l'edificio.

 

Il preside del Convitto nazionale dell'Aquila, Bearzi, ha chiesto invece alla commissione Grandi Rischi un maxi risarcimento danni da 15 milioni di euro da destinare ai parenti delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009.

 

29/01/2011 9.46