False attestazioni, dissequestrata la casa del dirigente comunale

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il Tribunale del Riesame ha disposto il dissequestro dell'abitazione della mamma del dirigente comunale Mario Di Gregorio, finita nell'indagine della Procura della Repubblica dell'Aquila.

Secondo quanto emerso nei giorni scorsi il dirigente avrebbe fatto modificare la scheda di rilevazione dei danni dell'immobile che si trova nel quartiere di Valle Pretara, lesionato lievemente dal sisma. Se dopo una prima valutazione la casa era stata classificata "A", erano stati poi fatti risultare con gravi danni strutturali, quindi "E". Per questo motivo l'immobile era stato completamente abbattuto e ricostruito anche grazie a fondi pubblici.

Le indagini del Reparto operativo dei carabinieri, aveva portato all'emissione di 4 avvisi di garanzia, ipotizzando i reati di abuso d'ufficio e violazioni delle norme di edilizia.

Si tratta di Bruna Mastrantonio, madre dell'ex dirigente del servizio Emergenza terremoto del Comune dell'Aquila ed ex dirigente del settore Opere pubbliche dello stesso Ente, Mario Di Gregorio, Luca Pelliccione, aquilano, geometra comunale che ha partecipato alla stesura della classificazione dell'immobile, e Giovan Battista Masucci, progettista che ha seguito i lavori di ricostruzione dell'edificio effettuati dalla impresa Domus dei fratelli Gizzi. Sempre stando alle indagini, alla donna, proprietaria della casa, si contesterebbe non solo il raddoppio della cubatura rispetto al precedente fabbricato, ma anche di aver ottenuto un finanziamento di 450 mila euro di cui solo 200 mila realmente spesi.  

Dalle indagini portate avanti dai militari del Reparto operativo emergerebbe che l'abitazione della donna dopo il terremoto avrebbe riportato danni che, inizialmente, erano stati definiti lievi, tant'e' vero che c'era stata la classificazione con la lettera "A", ma che successivamente, dopo un secondo sopralluogo dei tecnici, erano stati definiti danni strutturali gravi, percio' classificati con la lettera piu' alta della scala, la "E".

Le lesioni avevano comportato l'abbattimento dell'edificio e l'immediata ricostruzione in tempi stretti rispetto alla media.

Secondo i pm l'operazione sarebbe avvenuta in maniera irregolare.

28/01/2011 9.22